“Tutto il mondo è paese, dovremmo solo essere un po’ più predisposti alla pazienza e alla tolleranza quando viaggiamo allontanandoci da casa e dalle nostre abitudini”.
Con queste parole, supportate dal racconto di un’esperienza vissuta in prima persona, una lettrice interviene per rispondere pubblicamente al turista trovatosi a disagio, dopo una lunga giornata di treno che dalla Germania lo ha condotto nel Luinese, con i servizi locali legati alla viabilità.
Perplesso per l’impossibilità di reperire un taxi nei pressi della stazione di Luino, intorno alle ore 21, con cui rimediare all’ennesima attesa della giornata per il treno che lungo l’ultimo tratto di ferrovia lo avrebbe finalmente condotto a Porto Valtravaglia, il viaggiatore proveniente da Colonia ha affidato ad un gruppo Facebook il suo personale sfogo, trovando l’appoggio di diversi cittadini dopo aver etichettato la rete lacustre dei trasporti come inadeguata rispetto agli standard attuali.
Una visione che la nostra lettrice tiene oggi a considerare seguendo una prospettiva diversa, portando il dibattito su un piano diametralmente opposto, ovvero quello di una luinese che valigia alla mano si reca in Germania per un piacevole soggiorno turistico dedicato alle bellezze storiche e paesaggistiche della Romantische Straße, percorso di fama mondiale che con i suoi trecentosessanta chilometri attraversa il paese dalla Franconia, passando per la Svevia e per l’Alta Baviera, fino a raggiungere le Alpi.
Una esperienza che, volendo fare i puntigliosi, ha riservato alla donna alcune parentesi poco piacevoli dal punto di vista dell’organizzazione e della gestione del tempo libero durante una piacevole gita fuori porta. Quello che riportiamo di seguito è quindi il testo integrale della lettera inoltrata alla redazione dopo aver seguito lo scambio di opinioni tra concittadini, andato in scena in settimana sulle pagine del social network.
Sono stata circa quindici giorni fa in Germania, più precisamente sulla Romantische Straße, località turistica sicuramente più conosciuta e più frequentata di Luino. Nulla da dire in merito all’organizzazione delle visite ai castelli, ma non pensate che nelle cittadine vengano incontro a quei viaggiatori che non parlano inglese o tedesco. Al contrario, nessuno si sforza di capirli.
Un altro problema che è possibile riscontrare, passando da queste parti, riguarda gli orari di lavoro del mercoledì nell’ambito della ristorazione. Nessun negozio aperto per un panino dopo le 12, ed è raro trovare un ristorante che nella medesima fascia oraria non sia tutto esaurito. Fortunatamente ho poi trovato disponibilità alle ore 13 presso un buonissimo ristorante indiano, prima che il disagio si ripresentasse a ridosso della cena.
La gente del posto si riunisce infatti a tavola dalle 17.30 alle 19 e i tre ristoranti della zona risultavano ancora una volta completamente pieni. All’esterno di uno di questi, ancora illuminato e con il menù affisso sulla porta d’ingresso, un gruppo di dipendenti mi ha ricordato che il loro turno termina alle 19 in punto e che da quel momento iniziano i preparativi per la chiusura.Dopo una seconda lunga ricerca, ecco comparire un pub italiano, presso il quale sono riuscita a cenare apprezzando la simpatia e la disponibilità dei camerieri.
Pensate se tutto questo fosse successo ad un turista straniero in Italia. Se un ristorante avesse segnalato la chiusura delle cucine, per esempio dopo le 22, sarebbe scattata in automatico una recensione negativa con cui etichettare il posto come scortese.
Disponendo dell’auto, durante il mio soggiorno in Germania, non ho fortunatamente fatto ricorso ai mezzi pubblici, anche perché indicazioni di strade e cartelli segnaletici lasciavano molto a desiderare. Come vedete tutto il mondo è paese. Basterebbe pertanto più tolleranza e più autostima per superare questo genere di difficoltà.
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