Ancora un’altra testimonianza, questa volta però con le parole di una ragazza di Lavena Ponte Tresa, di “Luinesi all’estero”, la nostra rubrica che periodicamente continua a raccontare le vite e le esperienze di tutti quei cittadini che hanno deciso di lasciare le rive del lago per cercare un lavoro e di costruirsi una vita all’estero. Come tanti altri concittadini, infatti, sono decine e decine i luinesi che si sono trasferiti nei paesi stranieri, alcuni anche in Usa, Oriente o Australia.
Oggi siamo tornati ancora un’altra volta, a Londra, dove siamo andati a trovare Agnese Palermo, una ragazza con le idee molto chiare che ci ha raccontato quello che sta facendo in Inghilterra.
Raccontaci di te… Quando sei andata via dall’Italia? Dove vivi?
Mi sono trasferita a Londra dall’Italia a settembre per intraprendere un tirocinio in Marketing e Investor Relations, poiché attualmente sono iscritta ad un Master in Comunicazione per le Relazioni Internazionali all’Università IULM di Milano. Per poter completare gli studi, infatti, è richiesto uno stage dai tre ai sei mesi in uno dei campi inerenti al programma formativo del master. Ho dunque svolto un iter di colloqui e sono stata assunta presso un’azienda nel settore finanziario di Venture Capitalism e Private Equity, situata nel cuore dell’economia finanziaria londinese, Canary Wharf.
Quali motivi ti hanno portato a lasciare l’Italia?
I motivi per cui ho scelto di proseguire la mia carriera universitaria e avviare quella professionale sono legati ad una scelta personale che risiede nella mia volontà ferrea di acquisire esperienza e capacità in un ambiente lavorativo di livello internazionale. Quale luogo più adeguato se non Londra? Essa ha raggiunto nel corso degli anni uno standard di business internazionale ad altissimi livelli senza precedenti. Un’altra ragione per cui partire è stata quella di poter costruire un profilo lavorativo al di fuori del contesto italiano per poter approcciarlo così a quello europeo e creare una rete di conoscenze e contatti professionali che possano lanciarmi in maniera consistente in diverse nuove opportunità. Inoltre, essendo una studentessa laureata in lingue, affinare il mio inglese è sicuramente un aspetto che rientra nei miei obiettivi.
Di cosa ti occupi?
Lavoro in qualità di Marketing Associate e il mio compito è quello di gestire numerose mansioni amministrative e favorire il corretto sviluppo del settore marketing e della comunicazione all’interno della nostra vasta rete d’ investitori. Assisto quotidianamente ai meeting e alla realizzazione di campagne di comunicazione e fundraising che vengono intraprese nelle relazioni B2B tra aziende con un prodotto/ servizio da implementare e diverse categorie d’investitori. Il campo d’interesse rientra nella tecnologia High-Tech, hardware, robotica, smart system e molto altro.
Come si svolge il tuo lavoro quotidianamente?
Lavoro cinque giorni su sette per otto ore circa a seconda delle necessità quotidiane: alcuni giorni finisco molto più tardi poiché la durata dei meeting può variare. Vengo costantemente sottoposta a diverse sfide ricevendo molte informazioni e materiale da organizzare. Ogni giorno imparo qualcosa in più e maturo sempre più consapevolezza di me stessa e del mio lavoro che reputo molto stimolante.
Hai avuto esperienze lavorative in Italia? Se sì, quali differenza hai riscontrato?
Ho avuto esperienze troppo brevi per poter pienamente esprimere un giudizio. Ho lavorato per la “Settimana della Moda” di Milano nel 2015 e per la Design Week di Milano nel 2018, ambienti molto frenetici ma ricchi di significato. Ciò che sicuramente distingue Londra da Milano è il grado di possibilità, risorse e cultura di vario genere che puoi riscontrare.
Come ti trovi nel paese in cui vivi? Ti sei integrata nella società?
Mi trovo molto bene in Inghilterra e trovo che questo paese sia avanti anni luce. Le questioni burocratiche sono molto più veloci e dirette, ad esempio aprire un conto bancario e ricevere via posta una carta di credito si fa in meno di una settimana senza troppe “scartoffie”. Le persone sono cordiali e molto diverse tra loro. La città è viva ogni singolo istante e piena di vita. Il business e l’intrattenimento non si fermano mai. Dopo solo un mese mi sento già parte integrante della società grazie alla velocità con cui si realizzano i ritmi. Ovviamente essendo un altro paese molte abitudini vanno riviste e modificate, ma nulla di irrealizzabile.
Quali difficoltà hai riscontrato?
Ad oggi nessuna particolare difficoltà, bisogna assolutamente rimanere concentrati e ragionare in quello che si sta facendo, come prendere i trasporti che sono innumerevoli o fare la spesa in cui scegliere i giusti prodotti. Come ogni italiano, penso che la nostalgia del cibo e della qualità italiana (oltre all’affetto per i propri cari) sono le difficoltà più grandi. Poter assaggiare una mozzarella di bufala di prima scelta è ormai un sogno. Dal punto di vista dell’integrazione, invece, non vi sono grandi problematiche in quanto vi è una densa popolazione di otto milioni di persone e numerose etnie.
In quali altri paesi hai vissuto? Come ti sei trovata dal punto di vista lavorativo?
Non ho vissuto prima d’ora all’estero, ma ho avuto modo di rendermi autonoma vivendo a Milano per circa tre anni sempre nel ruolo di studentessa universitaria e tutto ciò naturalmente ha giocato a mio vantaggio. Riesco ad adattarmi facilmente e ho un’ottima apertura mentale, due requisiti fondamentali se si decide di vivere all’estero.
Ti manca qualcosa dell’Italia? Cosa?
Non saprei definire cosa più mi manca dell’Italia. La mia famiglia è l’unico vero presupposto per tornare, eventualmente. Mi considero una cittadina del mondo, o meglio europea, quindi parte di una realtà più grande di quella italiana.
E invece, che progetti hai per il futuro?
In futuro, non ho piani definiti, una volta terminato il mio tirocinio e ottenuto il secondo titolo del master, sono disponibile a qualsiasi occasione il futuro mi riservi. Spero di continuare a migliorare me stessa e avanzare nella mia carriera.
Pensi che un giorno tornerai in Italia?
Non saprei, sicuramente non tornerei in Italia per motivi di lavoro ma solo per questioni familiari. Vorrei avere una famiglia propria e crescere i miei figli accompagnata dai miei cari che da sempre sono il mio pilastro più solido e fonte di determinazione. Non posso fornire un disegno preciso del mio futuro ma sono fiduciosa e molto forte ad affrontare questa avventura, in tutte le sue forme, chiamata vita.
Dopo quelle a Marco Zanatta, Nicholas Vecchietti, Silvia Camboni, Alice Gambato, Fabio Sai, Matteo Lattuada, Luciano Amadei, Antonio Buccinnà, Patrizia Dellea, Fabiana Sala, Giorgia Parodi, Emanuele Marano, Wilmer Turconi, Roberto Zanaldi, Serena Fortuna, Michel Andreetti, Giuseppe Scalese, Francesca Sai, Iros Barozzi, Rosita Cordasco, Federico Folcia, Alessio Badiali, Marco Chimini, Mark Masneri, Maria Giovanna Folci, Chiara Tepsich, Gabriele Romano, Cristian Massa, Mattia Stragapede, Roberto Brambini, Serena Fiorillo, Serena Martinelli, Ramona Cerinotti, Luca Maremmi, Dario Caputo, Mirco Zanini, Andrea Farace, Antonio Arcieri, Lorenzo Bina, Elena Argenton, Stefano Belluz, Carol Baggiolini, Paolo Russo, Loris Meot, Lea Canella, Diana Cossi, Beatrice Berutti, Stefano Berutti, Emanuele Rocca, Lorenzo Mandelli, Serena Morandi, Roberta Mangano e Niccolò Contini questa è la 55esima testimonianza della rubrica “Luinese all’estero”.
© Riproduzione riservata
