Luino | 14 settembre 2018

Mensa scolastica e buoni pasto a Luino, “Manovra priva di senso sociale e logico”

Dura la presa di posizione degli attivisti pentastellati sul rincaro delle tariffe. L'attacco alla giunta: "Sconnessi dalla realtà economica delle famiglie"

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La spiacevole sorpresa con cui si è aperto il nuovo anno scolastico, per le famiglie degli alunni iscritti all’Istituto Comprensivo “B. Luini”, ha sollevato nella giornata di ieri un dibattito particolarmente sentito all’interno della comunità.

Il riferimento è al nuovo aumento dei buoni pasto stabilito per il servizio mensa delle strutture cittadine, rispetto al quale la minoranza luinese si è schierata compatta per chiedere al sindaco e agli altri colleghi amministratori di fare il possibile per limitare il danno.

Un intervento, quest’ultimo, già percepito come una priorità, considerando quanto dichiarato in mattinata dall’assessore al Bilancio Dario Sgarbi, il quale dopo aver spiegato le ragioni connesse al provvedimento, reso necessario dalle dirette conseguenze della gara europea per l’appalto del servizio, ha espresso fin da subito la volontà di riuscire a rivalutare nel minor tempo possibile le tariffe.

Quel che è certo, però, è che tali tariffe per il momento entreranno inevitabilmente in vigore, con un rincaro di 0,70 centesimi a pranzo per gli studenti dell’Istituto. Un dato di fatto rispetto al quale, dopo la presa di posizione dei consiglieri Enrica Nogara, Pietro Agostinelli e dei capigruppo Franco Compagnoni (L’Altra Luino) e Giuseppe Taldone (La Grande Luino), ha suscitato anche la reazione degli attivisti di Luino 5 Stelle.

Il pensiero dei pentastellati, che non hanno esitato a definire la decisione una “manovra priva di senso sociale e logico“, è contenuto nel comunicato inviato alla redazione di cui alleghiamo il testo integrale.

La delibera, approvata alla chitichella dalla giunta in un pomeriggio estivo, per la verità con l’assenza dell’assessore di riferimento Franzetti, alla quale chiediamo di porre al più presto rimedio, dimostra un evidente scollamento della giunta stessa dalla difficile realtà economica di molte famiglie.

Al di là di pesanti osservazioni legate a questa problematica, una manovra simile sarebbe intollerabile anche in periodi più floridi. Stiamo parlando di un aumento di oltre il 15%, mascherato dalla frase dei furbi “che vuoi che siano 70 centesimi?”

Calcolati su circa seicento pasti al giorno, per tutta la durata dell’anno scolastico, costituiscono un patrimonio per chi guadagna sui pasti dei bambini, mentre dalla parte opposta rappresentano un aggravio di circa 120 euro l’anno per le famiglie. La scuola dell’obbligo deve essere gratuita ma con i costi della mensa così appesantiti, una famiglia con due figli che la frequentano si trova a dover pagare circa 1600 euro l’anno solo di mensa.

E’ evidente la difficoltà ad entrare nel merito della trattativa comune/fornitore, ma di certo è necessario che l’amministrazione si metta intorno ad un tavolo a rivedere ciò che ha combinato. Questione fondamentale, infatti, resta il metodo con cui è stato incardinato il bando di gara per la fornitura dei pasti. Abbiamo appurato che il fornitore, lo stesso della precedente stagione scolastica, si è aggiudicato il bando offrendo il medesimo servizio addirittura con il 30% di costo in più rispetto al 2017. Possibile che non sia stato fissato un termine massimo al quale sottostare per aggiudicarsi la commessa? C’è stato un errore?

Comunque un bilancio sbilanciato, sig. Sgarbi. Dite di conoscere le difficoltà create alle famiglie da tale manovra, ma non valutate di attuare quella cosa chiamata variazione di bilancio, che permetterebbe di spostare dei fondi dedicati ad altro per annullare il maggior costo. Sarebbe determinante fare anche attenzione a come distribuire gli impieghi del nostro denaro in base alle priorità, cogliendo magari l’occasione per discutere eventuali modalità che consentano agli scolari di portare il pasto da casa.

A proposito di impieghi opportuni di denaro pubblico, non possiamo non puntare il dito su bizzarre idee di spesa per un palazzetto, quando Luino non ha tuttora nemmeno un progetto esecutivo per un efficiente ed evoluto sistema di video sorveglianza, che oltretutto darebbe maggior sicurezza alle famiglie, oltre che uno strumento efficace a disposizione delle nostre forze dell’ordine per contrastare gli illeciti.

Tornando al tema centrale, letti anche i commenti dell’opposizione in merito alla questione, ci permettiamo di sottolineare che la stessa, come d’altra parte anche noi cittadini comuni, non ha potuto prendere atto della delibera in quanto è stata resa pubblica solo da due giorni. Un fatto grave dato che ci troviamo a discutere della questione non tempestivamente, ma dopo il primo giorno di scuola.

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