Maccagno | 6 Settembre 2018

Maccagno, l’ex Canonica diventa la nuova casa per i dieci migranti ospitati in paese

Un altro tassello si aggiunge all'incontro in programma sabato per presentare il recupero dell'area. Passera: "Governare i processi con il sorriso è meglio che subirli"

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Si avvicina per Maccagno con Pino e Veddasca l’appuntamento in programma per la mattinata di sabato 8 settembre, fortemente voluto dal sindaco Fabio Passera per condividere con la comunità i risultati di un lungo iter finalizzato a cambiare l’aspetto di un’area assolutamente centrale per il paese.

Centrale per la quotidianità dei residenti ma anche per la storia e per il patrimonio collettivo, ora arricchito dal completamento del restauro applicato al Monumento ai Caduti e dalla ristrutturazione dei punti di accesso alla chiesa di San Materno. Un percorso complesso, di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi, (ieri le critiche del “Movimento Civico Insieme – Maccagno con Pino e Veddasca”), che gode di un altro importante traguardo, il recupero dell’ex Canonica che cambia volto e funzione, in virtù del contributo fornito dal bando Asset realizzato in collaborazione con Ascom Luino e diversi comuni: Cassano Valcuvia, Curiglia con Monteviasco, Germignaga, Luino e ovviamente il comune di Maccagno, che esente da oneri aggiuntivi potrà richiedere la restituzione dei locali in presenza di esigenze rilevanti per il pubblico interesse.

L’edificio, infatti, come riporta oggi La Prealpina, è stato convertito in una struttura di accoglienza con alloggi che ospiterà un gruppo di di dieci migranti di origine africana. Ragazzi che, spiega il primo cittadino, non giungono da fuori ma sono parte integrante della comunità dal 2016, grazie all’accordo stipulato con la Cooperativa Agrisol di Ferrera, che ha consentito loro di trovare una collocazione fissa sul territorio ed entrare concretamente nelle dinamiche della realtà locale, interpretata inoltre come chiave d’accesso al mondo del lavoro, toccato con mano da ogni componente del gruppo.

“C’è chi lavora per il comune – spiega il primo cittadino sulle pagine del quotidiano – chi fa il bidello alle elementari, chi il vigile volontario per far entrare i bambini a scuola e chi lavora nei ristoranti o si occupa di giardinaggio”. La storia di questi ragazzi è a tutti gli effetti una testimonianza dell’integrazione che funziona, ma non nasce in modo casuale o semplicemente in seno ad un’emergenza da fronteggiare. E’ infatti lo stesso Passera a ricordare l’incontro con la “Rete civica dei Sindaci per l’accoglienza“, circuito entro il quale il primo cittadino ha avuto modo di studiare da vicino il vero aspetto di un fenomeno certamente prioritario tra le sfide della contemporaneità.

Il desiderio di scavare a fondo per portare in superficie le potenzialità del processo e metterle in atto, facendosi promotore di un impegno del tutto estraneo ai condizionamenti e ai limiti dettati dall’ideologia, ha offerto all’amministratore anche lo spazio per una preziosa opportunità personale: l’incontro con Papa Francesco avvenuto lo scorso anno, traguardo che ha confermato la bontà della strada intrapresa e che ha trasmesso al sindaco le energie necessarie a proseguire con determinazione.

Mi pare la risposta più bella e disarmante a chi cerca di seminare paura e di scatenare una guerra tra poveri – ha affermato Passera in conclusione -. Con un sorriso, io preferisco governare i processi, anche quelli più delicati come quelli dei migranti, piuttosto che subirli”.

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