Germignaga | 22 Luglio 2025

Adolescenti di Germignaga in Marocco: un viaggio educativo per costruire ponti

Il progetto promosso dalle parrocchie della Valtravaglia e dal Comune è iniziato ieri con l'arrivo in Marocco: dieci giorni a Rabat per conoscere, accogliere e superare i pregiudizi

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È iniziata ieri, lunedì 21 luglio, l’esperienza interculturale che ha portato un gruppo di adolescenti della Valtravaglia in Marocco, a Rabat, grazie alla collaborazione tra le parrocchie locali e il Comune di Germignaga. Un viaggio educativo e formativo che terminerà il 1º agosto, pensato per offrire ai giovani un’occasione di confronto diretto con una cultura diversa dalla propria.

«L’obiettivo del viaggio in Marocco con un gruppo di adolescenti, nato dalla collaborazione tra le parrocchie della Valtravaglia e il Comune di Germignaga, è quello di conoscere per accogliere – ha dichiarato don Luca Ciotti, parroco di Germignaga -. Vorremmo conoscere meglio e da vicino una cultura diversa dalla nostra: pur nello stesso mare, due mondi differenti. È il primo passo per poter accogliere coloro che arrivano da altri paesi, in particolare dal continente africano, e già abitano tra di noi presso l’asilo Mariuccia o villa Immacolata, coetanei perlopiù dei nostri ragazzi».

Il progetto si inserisce in un più ampio percorso educativo che mira a promuovere l’inclusione sociale e la “convivialità delle differenze”. Per i promotori dell’iniziativa, si tratta di un gesto concreto per aiutare i più giovani a sviluppare sensibilità e attenzione verso le dinamiche globali e locali dell’integrazione.

«Siamo partiti e arrivati ieri a Rabat. Il progetto ha una durata complessiva di dieci giorni e terminerà il 1º agosto, giorno in cui faremo rientro – ha spiegato l’assessore alle Politiche Giovanili e per l’Inclusione del Comune di Germignaga, Malak El Fatih -. Abbiamo immaginato questo viaggio come un’occasione concreta per far vivere ai ragazzi un’esperienza che vada oltre i confini geografici, culturali e mentali».

Mettersi nei panni dell’altro, essere ospiti in una cultura diversa, rappresenta per i partecipanti un’esperienza formativa dal valore profondo. «Solo vivendo l’incontro si può davvero comprendere che ciò che ci unisce è più forte di ciò che ci divide – ha sottolineato El Fatih -. Questo progetto nasce dal desiderio di offrire ai giovani strumenti per leggere il mondo con maggiore profondità, per allenare empatia e spirito critico, per diventare cittadini consapevoli, aperti e capaci di costruire ponti».

Per i ragazzi coinvolti, il viaggio è anche un’opportunità per riflettere su temi come l’accoglienza e l’appartenenza, affrontati non in modo astratto ma attraverso l’esperienza diretta dell’incontro. L’iniziativa rappresenta un piccolo ma significativo passo nel promuovere una cultura della pace e del dialogo, radicata nei valori del rispetto e della comprensione reciproca.

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