Luino | 20 Luglio 2018

Ascom Luino: “Dal primo settembre stop alle fatture cartacee, ma cosa cambia per i commercianti?”

I consigli dell'associazione di categoria luinese. Nelle dogane dell'Alto Varesotto transitano oltre 100mila fatture l'anno, a Lavena Ponte Tresa ben 75mila

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(articolo di Davide Boldrini)

Dal primo settembre tutte le fatture rilasciate ai sensi dell’art. 38 quater del DPR 633/72 dovranno essere emesse obbligatoriamente in modalità elettronica. Dopo decenni, con un sistema che era ormai rodato, dal prossimo 1° settembre cambierà tutto: non si potranno più emettere fatture cartacee e le Dogane non apporranno più il visto ‘meccanico’ (il timbro per capirci) ma la procedura sarà esclusivamente telematica.

Prima di vedere nel dettaglio le novità, ricordiamo brevemente in cosa consiste la fatturazione art. 38 – quater. E’ la possibilità di non applicazione dell’Iva per le cessioni di beni, da parte di commercianti al dettaglio, effettuate nei confronti di persone extracomunitarie, ossia di soggetti che non risiedono in Italia né in un altro stato dell’Unione Europea. Nella nostra zona,
principalmente, si tratta delle cessioni a cittadini svizzeri. In pratica il cliente residente extra – UE paga il solo imponibile, con un notevole risparmio, visto che non gli viene addebitata l’Iva (es. borsa del costo di € 244,00: lo svizzero la paga € 200,00, l’Iva di € 44,00 non è dovuta). L’agevolazione spetta per le sole cessioni beni (non per le prestazioni di servizi) che devono essere di importo complessivo (comprensivo di Iva e risultante da un’unica fattura) superiore a € 154,94.

I prodotti devono essere destinati all’uso personale e familiare del viaggiatore, ad esempio: abbigliamento, calzature, pelletterie ed accessori; piccoli mobili, oggetto di arredamento e di uso domestico; articoli sportivi; oggetti di oreficeria e gioielleria; apparecchi radio-televisivi ed accessori; alimentari; giocattoli; computers ed accessori; strumenti ed accessori musicali; apparecchi di telefonia; cosmetici; accessori per autoveicoli; prodotti alcolici e vitivinicoli. I beni acquistati devono uscire dal territorio delle Stato italiano entro la fine del terzo mese dall’acquisto e l’uscita deve avvenire nei bagagli personali del turista, ricomprendendovi sia il bagaglio a mano che quello non accompagnato. Per le cessioni art. 38 quater è obbligatoria l’emissione della fattura (non basta lo scontrino fiscale) sulla quale devono essere riportati gli estremi del documento di identità del cliente (per gli svizzeri il n. di carta di identità o passaporto).

Fino al 31 agosto 2018 compreso resta in vigore la “vecchia” procedura e quindi:
• il commerciante emette una fattura cartacea;
• il cliente va in Dogana con la merce e presenta la fattura che viene timbrata dal funzionario doganale;
• copia della fattura con il timbro doganale viene riconsegnata dal cliente al commerciante.

Quest’ultima infatti una condizione essenziale per beneficiare dell’agevolazione: il cliente ha tempo tre mesi per portare fuori dall’Italia le merci; entro la fine del quarto mese dall’acquisto deve restituire una copia timbrata dalle dogane al venditore. Il commerciante infatti ha due possibilità: emettere una fattura con Iva e poi, in un secondo tempo, quando il cliente riporta la fattura timbrata, gli restituisce l’Iva emettendo una nota di credito per l’importo dell’Iva. Una seconda opzione consiste nell’emettere subito la fattura senza applicazione dell’Iva (addebitando il solo imponibile): se però l’acquirente non restituisce la copia timbrata dalla Dogana, il venditore dovrà versare la relativa Iva pur non avendola incassata.

Nella nostra zona sono utilizzate entrambe le procedure: a Lavena Ponte Tresa, vista la vicinanza della Dogana, molti commercianti emettono la fattura senza Iva e poi accompagnano il cliente in Dogana facendosi riconsegnare subito la copia timbrata.

Cosa cambia dal 1° settembre 2018? Il commerciante dovrà emettere e inviare la fattura all’Agenzia delle Dogane utilizzando la procedura informatica Otello 2.0 (messa a disposizione gratuitamente dalle Dogane) o con un altro programma informatico. In ogni caso, anche se utilizza un altro software, l’azienda dovrà registrarsi preventivamente sul portale Otello 2.0. IMPORTANTE: per registrarsi su Otello è indispensabile essere in possesso di dispositivi per la firma digitale (CNS o Token), oppure credenziali SPID, oltre ad altra documentazione di impresa. Confcommercio Ascom Luino può richiedere la token di firma digitale per i propri clienti e assisterli nella predisposizione della documentazione necessaria.

Nell’esempio visto prima, se la signora Lina Bernasconi, residente a Lugano, acquista la borsa dell’esempio di prima il negoziante, utilizzando un personal computer connesso a internet, dovrà compilare telematicamente la fattura con Otello (o con altro programma informatico) e la invierà immediatamente alle Dogane che la riceveranno in tempo reale. Il negoziante stamperà comunque una copia cartacea che consegnerà al cliente: la normativa non lo prevede come obbligo, ma è decisamente opportuno farlo e in molti casi sarà richiesto dal cliente per avere, ad esempio, un documento che certifichi l’acquisto e/o come quietanza del pagamento. Quindi la signora Bernasconi si recherà al valico di Lavena Ponte Tresa per fare rientro a casa le Dogane avranno già ricevuto il file della fattura. Potranno verificare se il contenuto della fattura coincide con quanto esposto e, se tutto è a posto, i doganieri inseriranno nel sistema informatico l’avvenuta esportazione delle merci.

Il commerciante, collegandosi via internet alla propria posizione su Otello, potrà verificare se e quando il visto è stato rilasciato. E’ bene capire che in tutti questi passaggi non vi sarà più nulla di cartaceo (se non la copia ‘di cortesia’ della fattura consegnata al cliente per i motivi visti prima). Non vi saranno più timbri a inchiostro: tutto avverrà telematicamente. Quindi, tornando all’esempio, se il commerciante ha emesso fattura con Iva, quando vedrà sul portale che il visto è stato rilasciato, potrà restituire l’Iva al cliente emettendo una nota di variazione (questa sì cartacea e non telematica). Se invece ha già emesso la fattura senza Iva, sa già che l’operazione si è conclusa correttamente. In futuro infatti, in caso di controlli fiscali, i verificatori non richiederanno documenti cartacei al negoziante (come avviene adesso), ma si collegheranno al portale Otello e verificheranno online l’esito delle singole fatture.

L’importanza della descrizione nella fattura. Le contestazioni in dogana non sono infrequenti: il doganiere infatti deve verificare che il bene esportato sia proprio quello indicato in fattura. E’ importante che il commerciante descriva dettagliatamente quanto viene ceduto, al fine di agevolare la sua identificazione. Non vanno bene, e possono creare problemi, descrizioni generiche (es. una borsa), ma più dettagliate (es. una borsa Love Moschino, Quilted Shoulder Bag, di colore nero). Se presenti sul prodotto si possono indicare matricole, n. di serie, ecc. Più si è precisi, meno si rischiano contestazioni in dogana, con perdite di tempo, disagi e lamentele del cliente.

Quali valichi sono autorizzati ad apporre il visto in uscita? Attualmente, in provincia di Varese, solo pochi valichi possono vi- stare le fatture art. 38 quater: quella più coinvolta è Lavena Ponte Tresa sulla quale transitano circa 75.000 fatture 38 quater all’anno; vi è poi il valico di Gaggiolo, con circa 35.000 fatture. La Dogana di Zenna Dirinella vista in un anno circa 5.000 fatture; poi vi sono valichi ferroviari e lacuali con poche decine di fatture l’anno. Tutti gli altri valichi (Palone, Fornasette, Cremenaga, ecc.) possono essere solo utilizzati per il transito veicolare, senza servizi per le merci.

Cosa succede per le fatture emesse fino al 31 agosto? Fino al 31 agosto sarà possibile emettere fatture cartacee. Anche se in genere nella nostra zona la merce viene portata fuori dall’Italia il giorno stesso dell’acquisto, può anche accadere che questo avvenga nei giorni (o anche mesi) successivi. Anche se dal 1° settembre entrerà in vigore la procedura telematica, le fatture cartacee emesse fino al 31 agosto compreso continueranno ad essere vistate con il ‘vecchio’ sistema (timbro sulla fattura cartacea). L’acquirente ha tempo infatti fino alla fine del terzo mese dall’acquisto per portare i beni all’estero: quindi la vecchia procedura si esaurirà il 30 novembre 2018.

Totem o chioschi automatici. E’ girata voce che ai valichi di Gaggiolo, Lavena Ponte Tresa e Ponte Chiasso (CO) potessero essere installati totem/chioschi per permettere ai clienti stranieri di richiedere il rilascio del visto, senza passare negli uffici doganali. I totem, che tra l’altro sono installati e gestiti da società private (non dall’Agenzia delle Dogane), sono presenti solo negli aeroporti di Malpensa e Fiumicino. Non sono previsti totem in nessun valico di confine.

In negozio servono Personal comPuter, stamPante e internet. La nostra società, e non solo negli aspetti economici, sta diventando sempre più digitale. Giusto o meno che sia, condivisibile o meno che sia, così è di fatto. Lo sa bene, ad esempio, chi ha figli a scuola e deve scaricare la pagella da internet, o iscriverli telematicamente alle scuole. Ci sono aspetti positivi, altri negativi, ma non si può fermare il cambiamento in corso. In ambito fiscale, l’informatica ha visto una forte accelerazione negli ultimi anni. Con Otello è indispensabile avere in negozio un pc collegato a internet e una stampante.

La fattura art. 38 quater dal 1° settembre dovrà essere telematica: dovrà essere il commerciante ad emetterla in negozio (come fa adesso per quella cartacea); non è un’attività delegabile a terzi (es. il consulente fiscale), considerando che deve essere emessa subito, alla presenza del cliente, anche in orari non di ufficio (il sabato o la domenica mattina). In negozio quindi bisogna avere un pc, una stampante e un collegamento a internet. E avere competenze minime, di base, sul loro utilizzo.

E se non funziona internet? Non si può emettere la fattura in via telematica. Non si può fare nulla fino a quando il collegamento a internet non si ripristina. Stesso discorso se in negozio c’è un solo computer che si guasta.

Cosa fare in Pratica? Prima di tutto il commerciante deve registrarsi telematicamente sul portale Otello. -Poi può emettere le fatture 38 quater con tre modalità:
1) utilizzando il programma messo a disposizione da Otello;
2) utilizzare il software messo a disposizione dalle società di tax refund (tax free) nonché il loro servizio di rimborso dell’Iva;
3) utilizzare il software STAMP, predisposto da una startup, una nuova società. STAMP (si veda il box qui sotto) mette a disposizione un software che si interfaccia con Otello e consente l’emissione della fattura in via telematica. Inoltre assiste il commerciante nell’iscrizione al portale Otello, gratuitamente.

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