Il tema del caro benzina nelle aree di confine tra Italia e Svizzera da sempre è materia di discussione. Nel giro di pochi chilometri, infatti, i prezzi sono molto diversi, anche lungo la stessa strada. Proprio per questa ragione da tempo i cittadini si chiedono i motivi di queste differenze, segnalando le incongruenze direttamente alle associazioni di categoria.
Oggi, così, dopo la riunione della Commissione Attività produttive del Consiglio regionale lombardo, con i rappresentanti del Comitato regionale consumatori utenti, è intervenuto sul tema il consigliere regionale Samuele Astuti. “L’audizione ha confermato le nostre preoccupazioni circa la differenza di costo alla pompa fra la fascia di confine, interessata dalla carta sconto carburante, e il resto della Regione: si tratta mediamente di circa 10 centesimi al litro. Una somma che non è di poco conto per i consumatori che devono fare rifornimento di benzina o gasolio e che vanifica di fatto il beneficio della carta sconto, trasferendolo dagli utenti alle compagnie petrolifere”, lo fa sapere Samuele Astuti, consigliere regionale del Pd.
“Di fatto, rimane ancora conveniente recarsi a fare il pieno nella vicinissima Svizzera – prosegue Astuti –. Il Comitato consumatori ha introdotto anche i temi del cambio euro/franco svizzero e delle cosiddette pompe bianche (le stazioni di servizio indipendenti che non fanno parte del circuito delle compagnie di distribuzione di carburante più note, ndr), che devono essere tenuti presenti a questo riguardo”.
Adesso, i consiglieri Pd della fascia di confine attendono “con impazienza l’audizione con i rappresentanti delle imprese di distribuzione e delle compagnie petrolifere, calendarizzata purtroppo solo a luglio, per poi valutare le azioni da intraprendere per poter ripristinare i vantaggi della carta sconto in Provincia di Varese così come nelle altre Province di confine”, conclude Astuti.
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