Dumenza | 13 Maggio 2018

Alpe Bovis, la voce della montagna per la tutela dei rifugi e lo sviluppo del turismo

Una giornata, quella di ieri, che ha visto la partecipazione di numerosi appassionati, per parlare del futuro e del legame con le meraviglie della natura

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Convivialità e amore per la montagna. Questa in sintesi, nonostante la pioggia che non ha scalfito l’animo dei presenti, la giornata di ieri all’Alpe Bovis di Dumenza, in occasione della “Festa della Montagna d’Insubria“.

Ad introdurre la giornata è stato il gestore del rifugio Matteo Guglielmini, che ha passato la parola ad Annibale Salsa, antropologo, ex presidente del CAI e presidente del Comitato Scientifico dell’Accademia della Montagna del Trentino, che ha tenuto una conferenza dal tema “Le Alpi: il nostro rifugio, la nostra libertà“, raccontando la sua esperienza con cenni di storia e cultura, e spiegando quanto accaduto in questi anni alle nostre montagne a causa dello spopolamento e, soprattutto, di quello che bisogna fare per incentivarne la tutela.

A seguire, invece, è stata la conferenza “Alpi, heimat e destino” a prendere spazio. Ad intervenire è stato il consigliere di stato del Canton Ticino, Norman Gobbi Vais, che ha parlato di tutte le peculiarità e caratteristiche delle zone di montagna ticinesi e svizzere. “È importante parlare ai giovani non soltanto della fruizione della montagna, ma è fondamentale anche confrontarsi sulla cultura della montagna – spiega Gobbi -. Il nostro territorio di confine è inserito in una dimensione alpina e prealpina che necessita una conoscenza approfondita. Comprendere l’aspetto culturale che sta dietro alla montagna, alle cime e ai rifugi è importante per capirlo al meglio”.

Il consigliere di stato svizzero, poi, esprime un pensiero per l’Alpe Bovis: “È la prima volta che lo visito, è un rifugio molto bello ed ha una vista meravigliosa. Sono in molti a venire dal Malcantone, percorrendo il sentiero da Astano, sia in inverno che in estate. È stata una piacevole scoperta. Il territorio al di là e al di qua del monte Lema è molto particolare per la sua varietà e le piccole valli che si snodano attorno alla montagna sono qualcosa di unico”.

A margine della giornata, a raccontare tutte le novità dell’associazione “Terra Insubre”, è Giancarlo Minella. “L’iniziativa si inserisce nel progetto più ampio che si chiama ‘Insubria inApp’, una serie di incontri incentrati sul tema locale e sugli aspetti che caratterizzano il nostro territorio. Stiamo lavorando ad un’App che verrà prodotta nei prossimi mesi che servirà per scoprire le località più particolari e interessanti dal punto di vista storico, archeologico, paesaggistico. Oggi la giornata è stata sviluppata sul mondo alpino e quello della montagna, ma da una prospettiva antropologica e culturale. Sostanzialmente, come diceva Annibale Salsa, tutto il patrimonio della montagna è poco diffuso e noi organizziamo eventi proprio per sopperire a questa lacuna. Credo che anche a livello scolastico e universitario, a differenza della Svizzera, l’approccio dell’istruzione e delle istituzioni sia minore. Invece, è incredibile scoprire come la montagna sia stato un luogo privilegiato, soprattutto nel Novecento: il discorso è sociale e storico, che ha scritto una pagina importante della nostra cultura”.

La conoscenza delle montagne, da parte dei cittadini, è necessaria per scoprire tutta la natura che ci circonda e continuare a far vivere tutti i rifugi, ma il legame per lo sviluppo del turismo non deve fermarsi al lago. Infatti, dovrebbe essere in grado di creare una rete che possa svilupparsi anche sui sentieri di tutta la zona. In questo senso, il progetto che stanno portando avanti da qualche tempo la Canottieri Luino e il CAI Luino ne è un esempio concreto: nella scorsa estate numerosi i turisti stranieri che hanno trascorso diversi giorni immersi nella nostra natura. Investire nei territori di montagna, a più livelli, permetterebbe di non abbandonare i nostri luoghi, con l’obiettivo di sviluppare un altro tipo di turismo, abbattendo i confini e facendo sempre più trait d’union con il Ticino.

La giornata si è chiusa con l’intervento di Davide Brossi che, invece, ha affrontato il tema delle “Scalate e wilderness in Insubria“. Ad organizzare la giornata è stata l’associazione culturale “Terra Insubre”, con il presidente Gianluca Minella, e Matteo Guglielmini, in collaborazione con “Ra Ca’ Dur Barlich”.

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