Luino | 23 Aprile 2018

Luino e DSA, con “Leggixme” Diventeremo Splendidi Adulti

Messe a fuoco le problematiche degli alunni DSA, che si trovano in difficoltà nella memorizzazione e negli aspetti esecutivi ed automatizzabili degli apprendimenti

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Per imparare le cose bisogna avere un buon insegnante, altrimenti le macchine non servono. Occorre un insegnante chiaro, semplice e sintetico, in grado di non subire la tecnologia, che va presa per ciò che ci offre di buono. La tecnologia aiuta, ma non risolve la dislessia”. Questo, in sintesi, il pensiero del prof. Giuliano Serena, formatore AID e ideatore di “Leggixme”, il software gratuito capace di supportare gli alunni con Disturbi Specifici di Apprendimento nelle attività di studio, attraverso il meccanismo della sintesi vocale.

La serata, organizzata venerdì 20 aprile scorso dall’Associazione Inform@DSA Luino, in collaborazione con A.I.D. (Associazione Italiana Dislessia) sezione di Varese e con l’ISIS “Città di Luino – Carlo Volontè”, ha messo a fuoco le problematiche degli alunni DSA, che si trovano in difficoltà nella memorizzazione e negli aspetti esecutivi ed automatizzabili degli apprendimenti. Due ore piacevolmente trascorse con genitori e insegnanti, alla presenza del Dirigente Scolastico Fabio Giovanetti e di Elena Beltramme, per lungo tempo presidente della sezione varesina dell’A.I.D. Il prof. Serena, esperto di didattica inclusiva, ha fatto tesoro dei suoi 40 anni di esperienza nella scuola mettendo a punto uno strumento compensativo che può aiutare gli studenti dalla scuola primaria fino all’università nel raggiungimento dell’autonomia di lavoro e nell’acquisizione delle necessarie competenze.

Insegnante di Lettere ora in pensione, è un veterano nell’uso del computer, che ha introdotto nella scuola fin dal 1990. Dal 2006 si occupa di disturbi dell’apprendimento e soprattutto di strumenti compensativi informatici, realizzando software didattici allegati ai libri di testo per la scuola primaria e poi ideando “Leggixme”. Con uno stile divulgativo semplice e spiritoso ha parlato di relazione tra didattica e strumenti compensativi, di rapporto tra didattica e tecnologia, sfatando anche alcuni luoghi comuni e stereotipi sul termine “inclusione”.

La didattica stessa è inclusiva: è l’insegnante che è inclusivo, non lo strumento. L’inclusione dipende al 99,9 % dal docente e da come fa scuola. La tecnologia, invece, può dare una mano compensando certe carenze e permettendo a tutti di svolgere gli stessi compiti nel modo migliore possibile”. Il relatore ha poi mostrato, attraverso alcune spiritose diapositive, che noi tutti usiamo quotidianamente strumenti in qualche modo “compensativi”, dagli occhiali alla bicicletta, dalle scarpe con il tacco allo schiaccianoci.

“Lo stesso libro è uno strumento compensativo e la scuola non esisterebbe senza libri”. Sbagliano, quindi, quegli istituti scolastici che, convinti di essere in linea con la “scuola 2.0”, hanno pensato di abolire totalmente l’uso del libro cartaceo in favore di quello digitale. Ma quali sono i libri digitali veramente utili allo scopo? Ormai tutti conoscono il formato PDF, che viene utilizzato per digitalizzare i testi scritti e che viene usato nei CD allegati ai testi scolastici, ma ogni casa editrice ha i suoi strumenti e a volte questo formato non è leggibile dalla sintesi vocale utilizzata dai dislessici. Ecco allora che l’AID viene in aiuto ai soci, realizzando e distribuendo gratuitamente i testi per la scuola primaria e secondaria di I e II grado.

Ma esistono altri due grossi problemi, che impediscono un’autentica inclusione: il rifiuto da parte dell’alunno dislessico di usare lo strumento compensativo, perché abbassa la sua autostima, ma anche il rifiuto, da parte della scuola, di permetterne l’uso. Ben venga, dunque, l’uso del computer, ma “da utilizzare come strumento abituale e non in modo casuale o occasionale, né tanto meno fuori dall’aula”. Assolutamente positivo, inoltre, l’utilizzo di software gratuiti, che impediscono ai genitori di avere delle aspettative sui figli direttamente proporzionali al costo dei programmi.

La famiglia “Leggixme SP”, ottimizzato solo per Windows, è strutturato per essere utile dalla scuola primaria all’università e ora, il progetto “Leggixme FW40” la versione completa e aggiornata, comprende Leggixme_SP, CMapTools, Chrome, Lingoes, Matexme, Math-o-mir, MindMaple, PDF-Viewer. Non richiede installazione, ma è necessario che sul computer siano presenti le sintesi vocali. A questo proposito esistono alcune buone sintesi vocali gratuite e distribuite con licenza Microsoft.

Ultimo, ma non meno importante ostacolo da superare, è l’addestramento: per usare bene “Leggixme” è necessario saper usare il pc, abituarsi alla sintesi vocale, comprendere un testo ascoltato, comprendere un testo letto, individuare le parti importanti di un testo, trovare le parole chiave, individuare relazioni. Ecco allora“Project 4S”, il software libero nato in collaborazione con Filippo Barbera, giovane insegnante dislessico, che ha lo scopo di promuovere nella scuola italiana lo sviluppo di competenze compensative attraverso una proposta didattica semplice, intuitiva ed inclusiva. Attualmente è disponibile esclusivamente per gli utenti che si offrono di sperimentarlo, prima del suo rilascio ufficiale.

Concludendo, non è vero che tutto ciò che è gratuito sia di scarsa qualità, ma soprattutto, grazie a questi strumenti, nati dalla passione e dalla sensibilità di coloro che conoscono davvero i problemi dei ragazzi, la sigla DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) potrà trasformarsi in “Diventeremo Splendidi Adulti”.

Per contribuire alla sperimentazione basta scrivere una mail a info@filippobarbera.it.

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