Maccagno | 8 Febbraio 2018

Maccagno, la sfida del 23enne Riccardo: “In Veddasca costruisco il mio futuro”

Il giovane imprenditore, classe 1994, ha vinto un bando lanciato dal Comune. La sua azienda al Lago d'Elio salverà la "Nera di Verzasca" dall'estinzione

Tempo medio di lettura: 4 minuti

L’obiettivo fissato dal comune di Maccagno con Pino e Veddasca, per ripopolare la montagna tramite un bando finalizzato inoltre a rilanciare la produttività dell’area, ha incontrato il carattere, la passione e la voglia di mettersi alla prova di un giovane imprenditore di Monvalle, determinato ad accettare una sfida così impegnativa da richiedere grandi cambiamenti in vista del futuro.

Il suo nome è Riccardo Mocellin: classe 1994, poco più che ventenne, scelto dalla giunta del sindaco Fabio Passera per la riqualificazione di un terreno al Lago Delio, dove la razza caprina nota come “Nera di Verzasca” darà nuovo slancio al territorio, salvandosi così dall’estinzione.

Lo abbiamo incontrato per farci raccontare i particolari della sua nuova sfida, pronta a partire non appena i lavori di ristrutturazione in valle saranno conclusi.

In quale punto del tuo percorso è avvenuto l’incontro con l’agricoltura e con l’allevamento?

A differenza di molti non ho una tradizione familiare. Durante la formazione scolastica, frequentando l’istituto agrario, ho intravisto la possibilità di lavorare in futuro come vivaista, all’interno di una serra. Prospettiva smentita durante gli stage previsti dal corso di studi: quel tipo di lavoro in realtà non faceva per me. Cambiando indirizzo mi sono detto “proviamo con le capre“, utilizzando successivamente un ampio terreno messomi a disposizione da mio nonno. Da questo passo, affrontato come un esperimento, è nata una grande passione, trasformata in seguito in un lavoro vero e proprio che mi accompagna ormai da 5 anni nella gestione della mia stalla a Besozzo.

Come si è concretizzata questa occasione del Lago Delio? Che cosa ti ha spinto a raccogliere la sfida? 

Venuto a conoscenza del bando messo a disposizione dal comune di Maccagno con Pino e Veddasca, ho deciso di propormi, notando che oltre all’offerta economica, l’annuncio dell’amministrazione si concentrava fin da subito anche sull’esperienza dei candidati e sulle rispettive attività aziendali. Un particolare indirizzato a quanto di buono già fatto che ha stimolato la mia attenzione. Il 13 dicembre ho saputo quale sarebbe stata la scelta del comune: investire sulla mia storia e sulle mie idee per il rilancio di una struttura al Lago Delio. Pochi giorni dopo sono iniziate le operazioni di riqualifica per il trasferimento dei miei animali.

A proposito dei capi che entreranno a far parte della tua nuova azienda, tra questi ci saranno alcuni esemplari della razza caprina conosciuta come “Nera di Verzasca”. A cosa è dovuta questa scelta? 

Prima di tutto ad una ragione culturale: la capra della Val Verzasca è considerata in via di estinzione e non possiamo permetterci di perdere il patrimonio genetico. Gli animali più produttivi difficilmente si adattano alla montagna ma questa capra possiede un valore ambientale inestimabile: pascolando per i prati non lascia l’erba incolta, tiene sotto controllo il diffondersi dei rovi e delle piante infestanti ad alto fusto. Svolge in altri termini un servizio di controllo e “pulizia” davvero molto importante. Per questo motivo, in accordo con le finalità del bando, cercherò di portare gli esemplari di nera ad almeno il 50% degli animali allevati.

Conoscenza e preparazione, come si deduce da questa tua analisi, sono requisiti indispensabili per un’impresa come quella che ti aspetta. Accanto alle nozioni e all’esperienza acquisita sul campo c’è però anche tanta passione, come in tutte le professioni. Nel tuo caso questa coincide anche con un vero e proprio “stile di vita” che contraddistingue chi appartiene alla grande famiglia degli agricoltori. Come lo spieghi? 

Passione e lavoro nel mio campo su uniscono, assumendo un’unica forma. Vivere l’agricoltura è un’esperienza che cambia l’approccio alla quotidianità, che modifica le abitudini, tenendo aperta la porta su questo mondo anche quando si chiude la stalla a fine giornata. Anche le relazioni cambiano, e cambiano le amicizie. Entrare a far parte del gruppo Coldiretti Giovani Impresa, ad esempio, mi ha consentito di incontrare molti ragazzi con storie simili alla mia. Tutti protagonisti preziosi con cui ogni giorno mi confronto, muovendomi in un mare di idee, proposte, iniziative che sono linfa vitale per il settore. Nel gruppo Coldiretti c’è il futuro dell’agricoltura, ci sono persone che hanno un bisogno incredibile di farsi conoscere, di trasmettere valori e obiettivi del loro impegno. Questi sono gli ingredienti dello “stile di vita” a cui facciamo riferimento e nei prossimi anni si noterà il lavoro dei giovani, ne ho la conferma ogni sera quando, dopo il lavoro, mi collego al portale del gruppo e mi confronto con i colleghi.

C’è quindi un po’ di tecnologia anche nella vita di un giovane allevatore? 

Ce n’è moltissima, e non parlo solo delle piattaforme social che creano anche per noi interessanti e utili canali di comunicazione. La tecnologia è presente anche sul lavoro e semplifica la vita. Per mungere ad esempio, attività fondamentale di ogni mattina, le macchine hanno ridotto notevolmente i tempi.

Rimanendo nel campo delle mansioni, che cosa c’è nella tua “giornata tipo”?

Mi sveglio alle 4 e mezza e vado subito in azienda a mungere, appunto. Quando è il momento, come in questo periodo, si alimentano i capretti e si controllano i parti. In estate subentrano altre priorità, come curare le campagne, in autunno c’è la legna, e in ogni periodo dell’anno tutto il comparto delle manutenzioni. C’è poi una forte componente burocratica che occupa molto tempo, questo perché siamo imprenditori a 360 gradi. Tornando alla giornata, con gli animali finisco ogni sera intorno alle 7 e mezza, orario dopo il quale mi dedico agli imprevisti e alle carte da sistemare. Vado a letto quasi sempre prima delle dieci, salvo al sabato sera, quando mi concedo un piccolo strappo.

Tornando al progetto di riqualifica definito dal bando, ci sono altri aspetti di cui ti occuperai con la tua nuova struttura? 

Assolutamente, a cominciare dal coinvolgimento attivo dell’azienda sul territorio circostante, portando il frutto del nostro lavoro anche fuori dai confini della valle. Una delle scommesse in questo senso, sarà quella di accogliere scuole e gruppi di persone interessati a capire il nostro ruolo in montagna. Lo faremo partendo dal frutto del nostro lavoro, dal valore aggiunto dei nostri prodotti e dal confronto con quello che offrono i supermercati e gli altri rivenditori. Faremo conoscere ai visitatori gelati e yogurt, ma anche i formaggi che produrremo insieme all’azienda Pian Del Lares. Spiegheremo ai bambini come si munge una capra, in cosa consiste la procedura e perché l’ambiente e la natura trasmettono al prodotto un sapore particolare che non può passare inosservato. Nel progetto ci sarà un’ulteriore finalità sociale che mi sta molto a cuore: coinvolgere attivamente le persone svantaggiate, farle sentire parte integrante del gruppo e arricchire il loro bagaglio lavorativo tenendole al nostro fianco.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com