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Luino | 3 Novembre 2017

“Luino è bella, sono alcuni luinesi quelli tristi. Se togliessimo il mercato, cosa accadrebbe?”

Una lunga lettera è quella arrivata in redazione, da parte di una persona che vive quotidianamente per lavoro il paese lacustre. Ecco le sue riflessioni

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Il caso delle luminarie natalizie, che in questi giorni sta coinvolgendo commercianti, Ascom di Luino e comune, continua a tenere banco nel paese che ha dato i natali a Piero Chiara e Vittorio Sereni. Così, dopo l’annuncio del sindaco di Luino, Andrea Pellicini, che ha convocato i commercianti luinesi oggi in Municipio alle 19, arriva un’interessante lettera in redazione.

Un “non luinese” che però vive e lavora quotidianamente da anni nel paese lacustre e per questa ragione ha voluto esprimere riflessioni sul tema del commercio, del turismo, partendo proprio dalla questione che in questi giorni ha suscitato tanto polemiche tra le vie cittadine.

Idee condivisibili che cercando di scuotere le posizioni dei vari attori tirati in causa. Ecco la lettera inviataci.

Caro direttore,

le scrivo a seguito dell’immancabile nuova polemica su “Luino città triste” fatta ri-nascere, questa volta, dai commercianti.

Dopo molti anni di frequentazione luinese, per motivi di lavoro, ho capito due cose: la prima è che non è Luino ad essere triste bensì alcuni suoi cittadini. La seconda è che bisognerebbe inventare un social network che aiuti al ragionamento, visto che Facebook pare essere in grado di stimolare solo le polemiche vuote che puntualmente mandrie di pecore sono pronte a seguire senza alcuna ratio (sempre e solo dietro la tastiera, ovviamente).

Luino è cambiata parecchio esteriormente e negli ultimi dieci anni ha fatto un indubbio miglioramento; intendiamoci: può anche non piacere così come si presenta ma se si pensa al vecchio parcheggio sterrato o all’altro antistante la Chiesa di San Giuseppe, fino ad arrivare all’arrugginito Imbarcadero, si nota con facilità le migliorie estetiche apportate. Non ha nulla da invidiare a Laveno, Angera o le altre cittadine rivierasche di riferimento sulla sponda est del Verbano.

Trovo però tristi quei commercianti, pochi per fortuna, che si trincerano dietro a questioni morali pur di non ammettere il vero. La croce e delizia di Luino è il mercato: fonte di grande commercio per tutti, permette buoni o ottimi incassi con uno sforzo minimo a livello promozionale. Questo fa sì che alcune attività si addormentino molto facilmente durante il resto dei giorni perchè tanto poi arriva mercoledì. Qualche provocatore intelligente ha solleticato in passato i commercianti, dicendo che “Si dovrebbe abolire il mercato per alcuni mesi per vedere chi è davvero un bravo commerciante o chi vivacchia di rendita a bassi regimi energetici”. Mai provocazione fu più azzeccata.

Questi commercianti paragonano una cittadina di 15mila abitanti ai rispettabili paesi di S. Maria Maggiore o Leggiuno che per ubicazione, territorio e dimensioni (e pure numero di attività commerciali) non hanno davvero nulla in comune con Luino. Facile sparare contro il comune, reo di scarse proposte turistiche. Idem contro l’Ascom. Ma nessuno si chiede “Cosa fanno i commercianti per incentivare il turismo?”.

Alzino la mano i negozianti che, nelle serate estive in cui è stato chiuso il centro cittadino, o nelle serate del concerto di Ruggeri o Pedrini, hanno tenuto aperte le loro attività. Quante mani alzate potremmo contare, eccezion fatta per bar e ristoranti? Due ? Tre?

Ma ancora… basta parlare di mercatini, materia di cui siamo invasi da novembre a dicembre in ogni dove. Un paese che ha già un mercato importante, ha necessità di organizzare altri mercatini per portare turismo? Siamo sicuri che tutti i commercianti sarebbero felici se si arrivasse ad aggiungere altre bancarelle, sebbene a tema natalizio o legate all’inflazionato Street Food? Temo di no.

Le luminarie non sono sicuramente il richiamo per il turismo ma creano quell’effetto accoglienza che non fa male. Portarle anche altrove è un’idea ma è naturale che nelle vie centrali ci debba essere la priorità, suvvia!

Il Comune un paio di anni fa ha organizzato una sicuramente discutibile iniziativa nel centro storico: non certo una perla, sia chiaro, ma da quel momento i commercianti della via Cavallotti hanno iniziato a valorizzare la via e ad autogestirsi, creando iniziative di richiamo per più fasce di età: da laboratori per piccoli a concertini jazz ad esposizioni d’arte e ancora altro. La via è rinata! Questa secondo me è la volontà di fare turismo. Non altro.

La mia impressione è che i commercianti siano sempre pronti a criticare tutto e tutti (e di questo l’amplificatore polemico di nome Facebook è diventato lo strumento preferito), ma in pochi si fermano e ragionano. Perché altrimenti si noterebbe che quando non si faceva niente, Luino era descritta come morta.

Quando hanno fatto i fuochi d’artificio o la pista di ghiaccio e le innovative proiezioni 3D con brindisi offerto “si sono spesi troppi soldi che si sarebbero potuti destinare ad altro”. Quando hanno ridotto il budget e fatto concerti di gruppi locali “erano dei pezzenti perché altrove (Locarno ad esempio) sono tutti più fighi”. Ma allora?! Smettiamola di guardare in modo distaccato tutto ciò che accade e proviamo ad essere un po’ più protagonisti. Rimboccandoci le maniche, proponendo, facendo valere la voce con Ascom e Comune ma in termini positivi.

Socrate diceva: “Chi vuol muovere il mondo, prima muova sé stesso“. Ecco. Questo è un buon momento per muoversi e dimostrare di essere bravi commercianti. A voi che vi lamentate dico che solo così potrete alzare la voce con gli enti che non stanno al vostro passo. Per ora però, mi sembra che “Si stiano anche fermando ad aspettarvi”… dategli modo di correre!

Un non luinese

(Foto © Francesco Muzzopappa)

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Una replica a ““Luino è bella, sono alcuni luinesi quelli tristi. Se togliessimo il mercato, cosa accadrebbe?””

  1. Felix S ha detto:

    Pienissimamente d’accordo con questo commento da uno che ha vissuto anche da quella che da queste parti chiamano “la sponda grassa”, non siamo grassi ma lungimiranti, già dagli anni 70′

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