EMERGENZA CORONAVIRUS (ATTIVITÀ APERTE E CONSEGNE A DOMICILIO ) Segnalaci la tua attività Guarda tutte le attività
Varese | 16 Ottobre 2017

Lombardia, Bertocchi: “Il Referendum per l’autonomia è inutile e costoso”

Dopo le tante polemiche degli scorsi mesi, i lombardi domenica prossima saranno chiamati alle urne. L'intervista al consigliere provinciale Pd

Tempo medio di lettura: 4 minuti

“Questo referendum consultivo è inutile, costoso e dannoso. E’ una sfacciata operazione elettorale della Lega Nord, fatta a spese dei lombardi. Una sola cosa è sicura: il 23 ottobre la Lombardia non avrà un euro in più ma 55 milioni di euro in meno”. Paolo Bertocchi, assessore a Cunardo, consigliere provinciale e membro della segretaria provinciale del PD, da tempo non nasconde le sue perplessità sul referendum consultivo in programma in Lombardia domenica 22 ottobre. Solo lo scorso 22 settembre, a Luino, un incontro nel quale erano intervenuti alcuni esperti della materia, favorevoli al Sì al referendum.

Consigliere Bertocchi lei è sempre stato critico sul referendum consultivo regionale. Come lo giudica?

Il plebiscito del 22 ottobre, non lo chiamo referendum per non essere offensivo nei confronti dei referendum seri, è totalmente inutile. Per aprire un tavolo con il Governo, per negoziare cioè maggiori forme di autonomia, sarebbe bastata una delibera del consiglio regionale. Già nel 2015 il Partito Democratico aveva dato la propria disponibilità in questo senso al presidente Maroni. Se ci avesse ascoltati la Lombardia avrebbe fatto prima e non si sarebbero sprecati 55 milioni di euro. Infatti solo dieci giorni fa il Consiglio regionale dell’Emilia Romagna ha approvato una identica richiesta e già oggi il premier Gentiloni ha fissato la convocazione del primo incontro. Mentre la Lombardia perde tempo con una improbabile campagna referendaria, l’Emilia ci ha già superato.

La strada che dice di voler seguire Maroni è però quella dell’art. 116 della Costituzione, articolo inserito proprio dal centrosinistra nella riforma del 2001. Non le sembra contraddittorio? 

L’articolo 116 della Costituzione non prevede un referendum per iniziare il negoziato tra Governo e Regione. Questo proprio per evitare che materie istituzionali come l’autonomia venissero banalizzate e strumentalizzate per campagne elettorali di parte. Non solo, la Costituzione prevede che le Regioni coinvolgano nel progetto i Comuni, le Province, le forze sociali ed economiche, le università, il terzo settore in modo da costruire un’idea chiara e condivisa su quali materie chiedere più autonomia. E’ stato coinvolto qualcuno oltre ai consiglieri regionali di Lega e Forza Italia? No, nessuno. La Giunta Maroni non ha il minimo straccio di uno studio e di un quadro economico certificato. Come si fa a chiedere ai lombardi un voto con queste premesse? Quando dice che con questo referendum arriveranno in Lombardia 54 miliardi di euro sono tutti dati senza alcun fondamento di verità amministrativo, giuridico ed economico.

Il PD, però, tutto sommato, dice di essere d’accordo sulla richiesta di maggiore autonomia. Siete contrari solo perché è un’idea di Maroni?

Io ad esempio sono favorevole a una maggiore autonomia in temi con la tutela ambientale, l’università e la ricerca, ma su temi come la sanità voglio vederci chiaro prima di votare. Il quesito del 22 ottobre è talmente generale che è una licenza in bianco al Governatore. Solo qualche mese fa il Governo è dovuto intervenire con forza per superare l’inerzia di Lombardia e Veneto sulle vaccinazioni obbligatorie. Io voglio un Italia dove i livelli di assistenza siano garantiti sia che mi trovi a Bolzano o a Trapani, e che non dipendano dai chiari di luna elettorali di questo o quel presidente di Regione.

Spesso ha messo l’accento sui costi esagerati di questo referendum, c’è però chi dice che i benefici saranno maggiori dei costi. Cosa risponde?

La messa in scena del 22 ottobre costa ai lombardi oltre 55 milioni di euro tra scrutatori, monitor per il voto elettronico e campagne pubblicitarie. Ora, se questa spesa servisse a far arrivare in Lombardia, che ne so, anche solo 1 miliardo di euro in più allora il gioco varrebbe la candela. Purtroppo non è così. Fra quattro mesi finirà la legislatura regionale e pure quella nazionale, si andrà al voto a Milano e a Roma e quindi si dovrà ricominciare da zero. Regione Lombardia per l’anno 2017 per finanziare tutti i piani di zona dei Comuni lombardi, cioè tutti i servizi socio-sanitari di cui usufruiscono anziani, disabili, malati e tutte le altre fragilità, spende 48 milioni di euro; buttarne contemporaneamente 55 per un plebiscito inutile è indecente.

Il suo partito ha dato libertà di voto, i sindaci Pd di alcune città capoluogo hanno annunciato che voteranno sì, ci sono posizioni diverse dentro i democratici. Cosa ne pensa?

I sindaci delle città capoluogo hanno fatto un tentativo generoso, hanno provato a spiegare le vere ricadute sul territorio del federalismo differenziato, hanno tentato cioè di riportare la campagna referendaria su termini e su numeri di verità. E’ stato però impossibile avere un confronto serio con Maroni che ha soverchiato ogni serio tentativo parlando di regione autonoma, residuo fiscale, miliardi su miliardi di bufale e numeri fuori da ogni correttezza istituzionale. Perfino i geniali e sagaci 5 stelle, che con i loro voti in regione hanno dato a Maroni il quorum necessario per indire per questa sceneggiata, sono spariti. Schiacciati dalla propaganda e dalla loro superficialità.

Insomma, non si fida di Maroni?

Fino ad oggi sono due Regioni hanno provato a chiedere maggiore autonomia con un negoziato con lo Stato. La Toscana nel 2003 e la Lombardia di Formigoni nel 2007. In entrambi i casi i governi Berlusconi fecero fallire il negoziato. In entrambi i casi Roberto Maroni era ministro. E non è un caso di omonimia. E poi ci sono troppe domande senza risposta. E’ stato eletto nel 2013 perchè ha aspettato fino all’ottobre del 2017 per questo referendum? Non era la madre urgente di tutte le battaglie?

Proprio alla luce dei precedenti fallimenti i promotori dicono che una vittoria popolare del sì darebbe più forza alla richiesta a Roma.

Questo è l’aspetto più preoccupante del 22 ottobre. Maroni e la Lega stanno lanciando un messaggio molto pericoloso, il messaggio cioè che per rompere i lacci e lacciuoli delle istituzioni ci vuole la prova di forza del plebiscito popolare. Il voto della gente più forte di ogni regola che la costituzione stabilisce. Attenzione che questo messaggio alla lunga ha portato la Catalogna quasi al suicidio.

La provoco: ma il Partito Democratico non poteva furbescamente buttarsi sul sì, salire sul carro e annacquare così una probabile vittoria di Maroni?

Io sono convinto che in politica non ci sia bisogno di cose furbe ma ci sia bisogno di cose giuste. Non si possono prendere in giro così i cittadini. Per questo il 22 ottobre non andrò a votare, costituzione alla mano non parteciperò a questa consultazione trasformata in una farsa dalla Lega e dai suoi alleati. In momenti come questi è necessario marcare le distanze da questo modo di governare le istituzioni, che non possono essere piegate agli interessi di un partito o di una parte.

Vuoi lasciare un commento? | 1

Una replica a “Lombardia, Bertocchi: “Il Referendum per l’autonomia è inutile e costoso””

  1. Diego Intraina ha detto:

    non è solo inutile e costoso è un fallimento della politica che ormai è sempre più soggiogata dalla sua labirintite e deve cercare di giustificarsi attraverso quegli strumenti che indicano ancora un’apparenza democratica. Ma come mai se quasi tutti i partiti sono d’accordo devono utilizzare uno strumento referendario e non procedere con i consueti strumenti deliberativi? È forse che ormai la macchina si è talmente tanto burocratizzata che non permette più a loro di svolgere il loro compito di legislatori? Non sarebbe utile capire le cause e individuare delle soluzioni che sono sicuramente di carattere strutturale ma soprattutto di pensiero politico. Dobbiamo continuare a credere che il sistema maggioritario/bipolare e l’alternanza degli ultimi vent’anni, che non hanno fatto altro che rinforzare gli apparati burocratici dello Stato, sia l’unica visione possibile che possa aiutarci ad affrontare i veri problemi della gente?

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127