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Dumenza | 3 Settembre 2017

Una discarica a cielo aperto nei boschi di Dumenza

A lanciare l'allarme il gruppo di attivisti pentastellati di "Luino 5 Stelle": "Non solo dalle Istituzioni, ma anche noi cittadini abbiamo le nostre responsabilità"

Una discarica a cielo aperto nei boschi di Dumenza, c'è anche amianto
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E’ un grido d’allarme quello che arriva oggi sul nostro territorio e che parla di inquinamento dei boschi, salvaguardia dell’ambiente che ci circonda e delle responsabilità che non solo hanno le istituzioni e le amministrazioni comunali, ma che riguardano anche noi cittadini, in prima persona.

Da tempo alcuni attivisti del gruppo “Luino 5 Stelle” hanno segnalato più zone della Val Dumentina, in questo caso in località “Le Campagnette”, nelle quali si sarebbero formate negli anni, vere e proprie discariche a cielo aperto, ricoperte perlopiù da strati di fogliame ed elementi boschivi, tra cui anche tolle di vernici, rifiuti edili e plastica. Proprio per questa ragione denunciano quanto segue.

“In seguito a diversi incontri con il sindaco di Dumenza, Valerio Peruggia, il vicesindaco Corrado Nazario Moro ed il consigliere Tiziano Cabrio – esordiscono i grillini luinesi -, al fine di comprendere meglio gli eventi che hanno interessato le aree di proprietà comunale nel corso degli anni, e quale fosse l’impegno nell’attuare congrui interventi di rimozione, non avendo ottenuto risposte confacenti al buon esito della problematica ecologico-ambientale, desideriamo nuovamente sollecitare l’attenzione delle funzioni amministrative coinvolte nei confronti della suddetta discarica abusiva, dove sono stati gettati rifiuti di ogni tipo, come tolle di vernici, rifiuti edili, sanitari abbandonati e plastica, a discapito della salute del nostro bellissimo territorio e di chi lo vive”.

“Una situazione – continuano i pentastellati del gruppo ‘Luino 5 Stelle’ -, ormai incancrenita nel tempo e mai affrontata nelle sue modalità pertinenti. Sarebbe semplice accanirci esclusivamente contro l’attuale sindaco, ma riteniamo maggiormente corretto affrontare la questione con l’unico obiettivo di risolvere la problematica, evitando di farne mera questione politica, portatrice dello sterile ‘scarica-barile’ sulle varie responsabilità a discapito del miglior risultato da perseguire. Pare che la giunta dumentina abbia richiesto aiuti finanziari per affrontare in qualche modo il problema segnalato, ma ad oggi e a distanza di mesi dalle nostre prime segnalazioni, la situazione resta immutata. Auspichiamo che ora anche Regione Lombardia e la Comunità Montana Valli del Verbano prendano provvedimenti”.

“Da parte nostra, non troviamo corretto e saggio nei confronti dei nostri luoghi e verso tutta la Comunità, il disinteresse dimostrato e siamo a rinnovare la richiesta al sindaco di Dumenza, nel voler ascrivere la questione all’interno delle priorità che necessitano veloce risoluzione. È inoltre auspicabile che vengano promosse idonee modalità al fine di fare emergere la coscienza collettiva e senso civico dei concittadini”.

Un passo determinante sta nel coinvolgere le istituzioni scolastiche nella tutela e cura del territorio che ci  ospita. Noi non cesseremo di interessarci al caso sinché questo assurdo ed inaccettabile stato delle cose non verrà efficacemente risolto. Non intendiamo nemmeno prendere in considerazione interventi “palliativi”, come la paventata copertura del sito attraverso materiale terroso che si tradurrebbe nell’amplificazione del danno, divenendo potenzialmente rischioso per le valli sottostanti. Bonificare un’area non significa nasconderla. Abbiamo la fortuna di vivere in un territorio meraviglioso e abbiamo il dovere di preservarlo per il bene di tutti”.

“Il concetto che deve giungere da questa denuncia è l’estrema gravità dell’ormai conosciuto e diffuso dissesto idrogeologico italiano – concludono i membri del gruppo ‘Luino 5 Stelle’ -, che troppo spesso viene raggiunto per mancanza di lungimiranza nell’amministrare un territorio che da troppi anni ormai soffre dell’incuria generale. Se per le istituzioni, in tutti gli ambiti di importanza, si parla di mancanza, un mea culpa deve essere però anche compiuto da noi cittadini, che potremmo invece migliorare questo genere di situazione, assai grave a questo stato d’essere, attivandoci per far rispettare e rispettando noi stessi l’ambiente che ci circonda”.

Insomma, quella delle discariche abusive a cielo aperto è una questione complessa, che però, stando a quanto dimostrato con le fotografie, ha colpito anche il nostro territorio, il profondo Nord della provincia di Varese.

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3 risposte a “Una discarica a cielo aperto nei boschi di Dumenza”

  1. Cosa non ti è chiaro Ivan? Non ritieni che l’accumulo di ulteriore materiale possa incrementarne l’incidenza? Non credi che l’ulteriore peso possa rendere maggiormente franoso il terreno scosceso su cui viene depositato? È chiaro o occorre una grafica?…? Ciao Ivan ?

  2. Giorgio Bosoni ha detto:

    Ciao Ivan. Hai ragione, la tua osservazione calza. Il significato consiste nel fatto che, l’area su cui insiste la discarica è in forte pendenza nella parte più alta, mentre la “base2 della colata detritica è a ridosso delle falesie aggettanti il Giona. Questo materiale non è coeso col suolo sottostante in quanto stratificato non uniformemente e viste le pendenze e le precipitazioni di ordine eccezionale e previste di intensità sempre maggiore, può innescare fenomeni franosi. Attualmente la cosa preoccupante è la percolazione di sostanze tossiche rinvenibili in fusti e barili di vario genere. La stabilità dei versanti, garantita dalla copertura vegetale è compromessa dal fatto che i faggi presentano una sommersione del colletto talvolta misurabile in metri. Questo causa asfissia radicale e stress dell’apparato linfatico degli alberi, quindi diffusa moria. Se poi aggiungi gli agenti patogeni di nuova importazione che quotidianamente insidiano la locale bio diversità, quindi le capacità di difesa del nostro sistema forestale, i prolungati periodi di siccità alternati alle abbondanti e violente piogge … la scorretta gestione e sfruttamento delle foreste, non è possibile definire “stabile” il versante che ospita gli sversamenti. In questo senso si intende il rischio idro geologico. Spero di essermi spiegato esaurientemente.

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