Marchirolo | 29 Novembre 2023

Marchirolo, bagarre in consiglio comunale per il rimpasto di giunta

Tutti i consiglieri di minoranza esprimono disappunto e indignazione: «Chiediamo al sindaco un sussulto d'orgoglio verso onestà e giustizia». Il sindaco Schipani: «Rametta non è coinvolto»

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Il sindaco di Marchirolo, Emanuele Schipani, lunedì sera in consiglio comunale, ha reso noto il rimpasto della sua giunta comunale, dove Stefano Rametta è tornato a ricoprire il ruolo di vicesindaco come ad inizio mandato, dopo le varie vicissitudini che lo avevano coinvolto negli scorsi mesi.

«La nuova giunta è cosi composta: Emanuele Maria Schipani sindaco e assessore comunale con deleghe al Sociale, all’Edilizia privata, ai Lavori Pubblici e all’Urbanistica, il signor Stefano Rametta vicesindaco e assessore al Patrimonio e alle Manutenzioni, il signor Massimo Mastri assessore alla Cultura, la signora Sabrina Callagher assessore all’Istruzione e all’Educazione Civica e la signora Laura Olivas assessore all’URP, Commercio e Tempo Libero», ha affermato il primo cittadino.

Ad intervenire, dopo la comunicazione del sindaco, è stata Shana Massara, consigliera comunale di minoranza di “Marchirolo Alternativo”: «Esprimiamo la nostra più totale indignazione, sentimento condiviso da decine e decine di marchirolesi che in questi giorni ci hanno contattato per esprimere stupore, rassegnazione e malumore. Questo malcontento generale è frutto degli accadimenti avvenuti tempo fa».

«La richiesta di dimissioni dal nostro gruppo ha avuto come fulcro il puro decoro e senso della moralità istituzionale dei quali siamo convinti sostenitori. Nulla aveva a che fare con ipotetiche o presunte possibili vicende giuridiche, dal momento che non spetta a noi “metterci becco” – ha continuato Massara -. Successivamente arrivarono le dimissioni dalla carica di vice-sindaco ma non dal consiglio comunale, scelta non condivisa ma rispettata. Al suo posto venne nominato il consigliere Mastri, persona di indiscussa moralità e con esperienza ventennale nell’amministrazione di Marchirolo. Forse la più adatta, tra le figure disponibili in quel momento, per far uscire dall’imbarazzo l’ente comunale fortemente compromesso dal comportamento e le dichiarazioni pubbliche mezzo stampa, di Rametta Stefano».

«Giungendo ad oggi apprendiamo del ritorno di Rametta Stefano alla sua ex carica di vice-sindaco e, senza voler entrare nel merito di interessi processuali ci vogliamo soffermare sulle dichiarazioni del Sindaco Emanuele Schipani nell’annunciare la nomina: “scelta condivisa da tutto il gruppo di maggioranza” – ha proseguito la consigliera -. Rivolgendoci proprio a tutti i membri del gruppo di maggioranza: essendo voi, a nostro avviso, persone in coscienza e di saldi principi, siete veramente convinti, certi, sicuri che con questo teatrino non getterete Marchirolo nel ridicolo?».

A fare eco a Massara, anche il capogruppo di “Marchirolo in Comune”, Marco Gilardi: «Increduli per la leggerezza e disinvoltura dimostrata, esprimiamo il totale disappunto a quanto determinato con il decreto Sindacale numero 6 del 9 novembre 2023, tra l’altro privo di ogni giustificazione e motivazione a sostegno delle scelte assunte. Come cittadini vogliamo esprimere tutto il nostro timore e preoccupazione, perché la scelta di restituire la carica di vicesindaco al signor Rametta, dimostra un totale disinteresse verso i valori di onestà e giustizia che si pongono alla base di ogni istituzione».

«A nostro avviso questa scelta, non solo delegittima i ruoli istituzionali di questa amministrazione, ma legittima ogni cittadino a sentirsi libero di poter tenere comportamenti non corretti sentendosi infine impunito – ha affermato Gilardi -. Scaricare abusivamente rifiuti, non rientra nella normale comportamento del cittadino ed è molto grave se ciò viene fatto da un vicesindaco in carica, che per la sua funzione dovrebbe controllare e reprimere chi commette questi abusi».

«Chi ricopre un ruolo politico amministrativo non può prescindere dal rispetto delle regole, deve essere da buon esempio per gli altri. Un abuso ammesso e commesso non può essere ignorato e sanato con maldestri decreti. E’ per onestà e buon senso che chiediamo al Sindaco un sussulto d’orgoglio verso onestà e giustizia, chiediamo che torni sui suoi passi revocando l’incarico, liberandosi da quei legami a cui sembra assoggettato», ha concluso Gilardi.

Infine, a rispondere alla minoranza, è stato proprio il sindaco Emanuele Schipani. «Il sindaco non è assoggettato a nessuno, le decisioni sono state prese in piena coscienza e libertà. Giustamente avete ribadito che dal punto di vista giudiziario nulla quaestio (non vi è nessun problema, ndr), la giustizia sta facendo il suo corso e non ha coinvolto la figura di Stefano Rametta, che non ha commesso nessun tipo di reato».

«Dal 1973 quel sito è considerato una cava e negli ultimi anni è diventato un’ex cava – ha dichiarato Schipani -. Nessuno ha mai parlato di discarica abusiva, ma solo negli ultimi mesi i giornali hanno titolato come se fosse una discarica abusiva. Di fatto non lo è. Quando le cose vengono chiamate con il loro nome, le percezioni cambiano: semmai si tratta di un deposito inerti… autorizzata, non autorizzata, colpevoli o non colpevoli, non siamo noi a deciderlo. La magistratura e gli inquirenti stanno facendo le loro indagini: vi posso assicurare che Stefano Rametta non è coinvolto in nessun modo».

«La questione morale non è quella che dite voi – ha concluso Schipani rivolgendosi alla minoranza -, ma Stefano Rametta in quel momento, proprio per estrema onestà, ha dichiarato di aver fatto quello che da anni facevano tutti, andando a conferire materiali inerti in un sito che tutti consideravano un’ex cava. Eravamo consapevoli che le sue dimissioni fossero momentanee, la sua vicenda giudiziaria non è mai iniziata, lui non è mai stato indagato».

Il dibattito, infine, dopo una bagarre accesa, si è concluso con la proposta del primo cittadino di tornare sul tema, alla presenza del suo vicesindaco Rametta.

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