Due condanne per la gestione della discarica abusiva scoperta dai carabinieri nel gennaio del 2020 a Cadegliano Viconago, in un’area situata nei pressi del fiume Tresa, a poca distanza dal confine con la Svizzera.
Un anno e quattro mesi di reclusione per l’occupazione abusiva del terreno, nove mesi di arresto per aver infranto diverse norme del Codice dell’ambiente. Questo il verdetto del Tribunale di Varese, che ha accolto la tesi della Procura rispetto alla posizione degli imputati, un 48enne e un 43enne, considerati i gestori del sito, dove al momento del blitz dei militari dell’Arma, oltre ai rifiuti erano presenti anche numerosi animali, tra cui una trentina di suini circondati dal degrado.
Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna dei due uomini sulla base delle testimonianze raccolte circa l’attività di conferimento illecito dei rifiuti, e a fronte del materiale ottenuto registrando, durante le indagini, l’ingresso e l’uscita dei mezzi dall’area. Si pagava per scaricare, stando al quadro accusatorio, e i soldi andavano ai due imputati.
Una versione respinta dagli avvocati della difesa, i legali Simona Ronchi e Valentina Commisso, secondo i quali l’occupazione del terreno risale agli anni ’80 del secolo scorso, quando ad occuparsi dell’area era il padre dei due uomini finiti a processo, deceduto dopo il sequestro della discarica. Gli avvocati annunciano il ricorso in appello. La sentenza di primo grado prevede per gli imputati anche il pagamento di una ammenda di 7.500 euro.
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