Un’Assemblea di Comunità Montana Valli del Verbano tutt’altro che scontata quella di ieri sera, presso la sala consiliare di Luino, che per la prima volta ha riunito i sindaci e gli amministratori dei 32 comuni su sui insiste. Così, dopo il trasloco dall’ex sede di Cassano Valcuvia, a quella di via Asmara a Voldomino, il paese lacustre torna ad essere il punto di riferimento di uno degli enti più rappresentativi del territorio che, grazie alle proprie competenze ed investimenti, gestisce ed è capofila di diversi progetti.
Ieri, però, oltre all’ufficializzazione dello spostamento della sede a Luino e della potenziale riqualificazione di Villa Walty, ex sede della Comunità Montana Valli del Luinese, sita in via Collodi a Luino, annunciata dal vicepresidente Luciano Pezza, che ricopre anche il ruolo di vicesindaco a Castelveccana, i punti all’ordine del giorno discussi e messi a votazione riguardavano aspetti prevalentemente economici, tecnici e burocratici.
E così, anche per questa ragione, è stata la politica territoriale, quella con la P maiuscola, a prendere il sopravvento, soprattutto durante la “verifica del permanere degli equilibri di Bilancio 2017/2019”, quando ha preso la parola il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, Fabio Passera, esprimendo la sua posizione dai banchi della minoranza riguardante la situazione dell’ente, che ad inizio agosto aveva creato malumori a causa della riunione sul “Protocollo di intesa per accoglienza richiedenti asilo”, alla quale doveva partecipare anche il Prefetto di Varese, il dottor Giorgio Zanzi, prima convocata e poi rinviata. Era stato il sindaco di Mesenzana, Alberto Rossi (assente proprio ieri sera, ndr), a lamentare la gestione dell’Assemblea, seguito dalle parole del vicepresidente della Provincia Marco Magrini e dei sindaci Pd e del sindaco di Luino, Andrea Pellicini.
Passera ieri ha criticato l’amministrazione Piccolo per il mancato coinvolgimento dell’opposizione nelle attività della Comunità Montana Valli del Verbano. “Sono tanti i comuni dell’ente che sono stati messi in disparte e che non vengono coinvolti come dovrebbero. Trovo assurdo che si continui su questa strada ed il modo in cui gli unici due paesi di montagna del territorio, il mio (ndr, Maccagno con Pino e Veddasca) e quello di Ambrogio Rossi, Curiglia con Monteviasco, vengano lasciati così da parte. Lo stesso stile è stato utilizzato per la riunione sui migranti. Un’occasione sprecata, una brutta figura con il prefetto. Lì il presidente Piccolo non si era reso conto di aver bisogno dei nostri voti e così la riunione è stata rinviata, per mancanza di numeri. Credo che questa governance dell’ente non solo ha il fiato corto, ma non ha neanche le gambe per camminare. Non riesce più a trovare i numeri per amministrare. Noi non siamo andati via dall’Aula ieri per spirito di responsabilità, anche perchè in seconda convocazione non avrebbero avuto nessun intoppo. Il problema è tutto politico”.
A rispondere, però, è stato direttamente il presidente Giorgio Piccolo, nonché sindaco di Cuveglio, il cui mandato finirà nel 2019: “Sono disponibile ad aprire al dialogo e alla condivisione, attraverso un confronto con le minoranza, anche per un eventuale modifica dell’attuale maggioranza”.
Una questione di numeri e di coinvolgimento dei comuni della Comunità Montana Valli del Verbano, quindi. Sono questi i problemi sollevati dalla minoranza. Già in passato, però, sia al momento dell’elezione di Piccolo, che durante il suo mandato, vi sono state occasioni di alta tensione e ferri corti tra le parti, soprattutto nell’aprile 2016 quando l’opposizione abbandonò l’Aula in segno di protesta, dopo il caso GAL. Anche allora la politica e le segreterie di partito erano intervenute, non lasciando spazio ad “autonomie locali”.
Oggi, a pochi mesi dalle elezioni regionali, però, la situazione è molto più delicata, con alcuni amministratori locali, sindaci e consiglieri che sognano “lidi migliori”, tra tutti Pirellone o Roma. E da qui, però, tra accordi di potere e di partito, passeranno anche le sorti della Comunità Montana Valli del Verbano, anche se Piccolo attualmente conferma di avere una salda maggioranza. Gli equilibri, in futuro, potranno mutare radicalmente, qualora da Varese o da Milano le segreterie andranno ad accordarsi in maniera differente.
Si potrà puntare sulla riconferma di Piccolo, sul rientro in corsa di Passera, che senza dubbio è ancora interessato a ricoprire questa prestigiosa carica, oppure puntare su qualche outsider dell’ultimo momento, magari una figura che sancirebbe definitivamente, dopo il trasferimento della sede, il comune di Luino come protagonista. Dietro le quinte o in prima fila.
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Spero vivamente che Fabio non abbia detto come riportato nell’articolo che il suo comune sia l’unico di montagna… Perché non è così,infatti dall’altra parte della valle ci sono altri comuni di montagna, rappresentati dall’unione prealpina tra i comuni ci Agra, Curiglia, Dumenza e Tronzano L.M. Quindi è corretto che i problemi si affrontino assieme sia come unione di comuni che come Comunità Montana, poi da sempre… E non solo nell’era piccolo ci sono maggioranze e minoranze… Perché forse nella passata gestione Magrini era diverso…