(emmepi) Sulla pagina internet di “Nova” – Sole 24 Ore”, lo spazio dedicato all’innovazione, il blogger Roberto Pone recentemente ha scritto che, “dal 2009 al 2015, sono scomparsi in Italia quasi 28.000 esercizi commerciali con attività primaria di commercio al dettaglio in sede fissa e che sulla base di quanto emerso da una indagine 2014 di Confcommercio-Format, il 27% dei negozianti ritiene che, tra 10 anni, i negozi fisici non esisteranno più e tutto si acquisterà online”. Abbiamo dunque imboccato una via senza ritorno? Strade vuote, senza negozi, trasformate in “non luoghi” impersonali, nei quali, soprattutto gli anziani, non troveranno più, vicino a casa, ciò di cui hanno bisogno e persone con cui scambiare quattro chiacchiere, chiedere e ricevere consigli, scambiare opinioni? Nell’era digitale, dunque, il negozio fisico rappresenta ancora un punto di riferimento per gli acquisti?
A queste e ad altre domande si è cercato di dare risposta nel ciclo di conferenze organizzate dal Terziario Donna, l’organizzazione rappresentativa delle imprenditrici del Commercio, dei Servizi, del Turismo e delle piccole e medie imprese associate al sistema Confcommercio. Cinque incontri che, dallo scorso marzo, hanno visto protagoniste le sedi delle Associazioni Commercianti della provincia (Varese, Gallarate, Busto A., Saronno e Luino), in collaborazione con Ascom, Uniascom e Associazione Psicologia ad Alto Potenziale, per un percorso “informativo e formativo che ha coinvolto anche i due satelliti di Cuveglio e Ponte Tresa”, come sottolineato dalla moderatrice Cristina Riganti, Presidente del Gruppo Terziario Donna Varese.
Filo conduttore delle serate “L’innovazione del commercio: dal Carosello al Marketing emozionale”. Nell’ultima tappa, quella luinese del 12 luglio presso l’aula magna del Liceo Sereni, si è parlato di scrittura per il web, ovvero “quando il marketing si fa in rete”, con l’intervento di Alessandra Grassi, Psicologa e dottore di ricerca specializzata in psicologia della Comunicazione, docente universitaria ed esperta in percorsi formativi per la crescita personale, la formazione professionale e l’identità digitale. Con un linguaggio chiaro e accattivante, coinvolgente e a tratti divertente, ha spiegato il concetto di “marketing emozionale”. Oggi è impossibile distinguere tra on line e offline, infatti “il virtuale è reale” e ciò che si afferma in rete non è cancellabile. Per questo motivo è opportuno scrivere soltanto ciò di cui si è sicuri, soprattutto le imprese, che devono farsi conoscere, sponsorizzare, informare su un evento imminente. Ma la comunicazione, anche quella online, deve essere finalizzata a qualcosa, perché si possa costruire una relazione. Più saremo chiari, incisivi e la nostra reputazione sarà pulita, più saremo in grado di attirare la clientela, coglierne i bisogni facendo emergere la nostra competenza. Quali sono le tecniche per scrivere sul web? Quali gli strumenti che meglio si sposano con le necessità di un commerciante, di un imprenditore? Chi è il nostro cliente ideale? Quale messaggio vogliamo inviare? Con quale stile? Non dimentichiamoci di avvalerci di un alleato formidabile: l’empatia, quella capacità di “mettersi nei panni degli altri”, capirli, cercando di comprendere che cosa accade nella loro mente. Questo è stato da sempre il rapporto tra il cliente e il proprio negoziante o fornitore di fiducia, che ora sembrerebbe snaturato dal commercio online.
Oggi tutto viaggia alla velocità della “trasmissione dati”: veloce, comoda, efficiente, asettica. In realtà la comunicazione “face to face” mantiene ancora il primato nelle relazioni tra le persone, perché è necessario sviluppare un rapporto di fiducia, progettare e costruire progetti personalizzati, offrire consulenza. Trattative, sguardi, strette di mano, negoziazioni che non possono essere sostituite solo da un rapporto virtuale. E allora perché non rendere più amichevole il sito web dell’azienda, nel quale sia possibile leggere di che cosa si occupa la nostra impresa, che cosa vuole mostrare di sé, in che cosa è differente rispetto alla concorrenza? Più di 30 fa lo scrittore Italo Calvino identificò, durante le letture magistrali che tenne presso l’Università di Harvard sulla scrittura, sei parole chiave: leggerezza, esattezza, visibilità, molteplicità, rapidità, coerenza. A queste va aggiunta la capacità di narrarsi, come ha simpaticamente raccontato la dott.ssa Grassi analizzando brevemente lo stile della pagina Facebook del cantante Gianni Morandi, definito un vero e proprio “maestro dello story telling” e oggetto di grande interesse mediatico grazie alla sua abilità nell’uso dei social media, soprattutto quando si tratta di rispondere a commenti negativi.
Se è vero, dunque, che “il contenuto è il re”, oltre alla veridicità e alla pertinenza, all’uso di immagini per rinforzare un concetto, ricordiamoci di far emergere sempre la nostra unicità, anche sul web, perché il successo di un’attività online dipende da tre fattori: “Non importa chi conosci tu, ma chi conosce te; chiediti che cosa puoi fare tu per un cliente e non lui per te; instaura relazioni”.
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