Torna a far discutere, sul paese lacustre, l’ordinanza emessa dal comune di Luino sul divieto per la “somministrazione e vendita di ogni genere di bottiglia e bicchiere di vetro”, dalle 20.30 alle 7 di mattina fino al 7 di agosto. L’ordinanza n. 20, che è andata a sostituire la n. 17, andava incontro alle esigenze di Ascom, ma non fino al punto di non innescare polemiche con il comune. Se i ristoranti, infatti, potranno servire bevande in vetro o alluminio senza problemi, non potranno fare lo stesso i bar. Così, sul tema, dopo le lettere inviate dall’Ascom di Luino, interviene pubblicamente anche il gruppo grillino “Luino 5 Stelle”.
“Viviamo in un paese di 15.000 abitanti (non a Torino, Manchester o Milano, città alle quali si è evidentemente ispirato il vicesindaco Casali per motivare l’ordinanza in oggetto), piccolo borgo che dovrebbe vivere di turismo, ultima nostra risorsa territoriale. Abitiamo in un contesto tranquillo, forse anche troppo, dove le aree di movida serale si limitano al massimo a due piccole piazze, dove non ci risulta si siano mai verificate situazioni violente riconducibili alla disposizione in questione“. Esordiscono così i pentastellati luinesi del gruppo “Luino 5 Stelle”, Alessandra Marangon, Luca Pandolfi e Gianfranco Cipriano.
“Riteniamo non giustificabile il provvedimento di questa amministrazione in merito al servire bevande in contenitori di vetro o alluminio durante le ore serali – continuano i grillini -. I nostri commercianti devono poter lavorare. Il divieto alla somministrazione di bevande in bottiglia o lattina a partire dalle 20.30, ci pare un’iniziativa priva di ogni buon senso, senza contare che i locali soggetti all’ordinanza pagano fior di quattrini di plateatico. Apprezziamo il pronto intervento di ASCOM, attraverso il quale sono stati esclusi dalla restrizione i locali con licenza di ristorante, ma troviamo la decisione assurda e discriminante. Ci chiediamo che senso abbia vietare ai bar la vendita di bevande in vetro quando è sufficiente reperirlo in qualunque supermercato. Oltretutto, in un’epoca in cui ci si batte per bandire dal pianeta la plastica, questa disposizione pare invece ne incentivi l’utilizzo alternativo al vetro, comportandone un’inevitabile dispersione“.
“Un pasticcio, tra i tanti di questa amministrazione, che avremmo desiderato si fosse dimostrata altrettanto solerte e preventiva su AlpTransit e sicurezza, per la tutela e la salute dei nostri concittadini, oppure su interventi per ridurre i rischi idrogeologici. Detto questo in realtà dubitiamo che l’ordinanza verrà mai fatta rispettare, e sembra anzi una soluzione per mettere l’amministrazione al riparo da eventuali episodi spiacevoli“.
Le richieste dei grillini all’amministrazione. “Così, non possiamo far altro che chiedere al sindaco, e a questo punto al vicesindaco Casali, che spesso ormai vediamo con la fascia tricolore, di fare un passo indietro, augurandoci di aver lo stesso risultato del presidente della Pro Loco Mario Gambato, che dopo l’intervista si è visto accordare i permessi per l’uso di piazza Libertà per le attività dell’associazione. I nostri commercianti ne hanno bisogno e diritto, così come gli avventori locali e stranieri che si vedrebbero privati dell’ideale degustazione“.
“A proposito della nuova piazza e delle dichiarazioni del vicesindaco, troviamo assurda anche l’assenza di lungimiranza. Come non prevedere per una piazza l’idoneità del materiale prima del suo approvvigionamento e messa in posa? Come si può utilizzare materiale delicato in una piazza di comune fruizione, senza valutare che nonostante potenziali divieti imposti in occasione di eventi programmati, la stessa viene frequentata abitualmente da cittadini e turisti? Ci si deve aspettare l’apposizione di cartelli che vietino di bere, mangiare gelati e spuntini con raccomandazioni estese anche ai bambini?“.
“Se queste norme restrittive fossero davvero adottate – concludono Cipriano, Marangon e Pandolfi -, Luino diventerebbe sempre più un quadretto da contemplare senza poterne pienamente godere, incarnando realmente la definizione attribuitale di paese triste… ma solo perché si sta facendo l’impossibile per indurla in questo stato, anche mettendo coloro che desiderano investire in iniziative, in condizioni di innescare assurde lotte contro i mulini a vento…“.
(Foto di copertina © Nicoletta Botta)
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