L’associazione “violeNza dOnna” continua l’attività in sostegno delle donne dell’alto Varesotto ed arriva oggi un comunicato stampa sull’arresto della ragazza di Mesenzana che, ieri mattina, ha dato fuoco ad una poltrona della casa in cui viveva, dopo aver visto arrivare, per la notifica dello sfratto, l’Ufficiale Giudiziario insieme ai Carabinieri. Non aprendo la porta dell’abitazione alle forze dell’ordine, ha cercato di appiccare le fiamme all’interno della cucina. Per questa ragione è stata arrestata e trasferita presso la Casa Circondariale di Como.
“Come associazione – si legge nel comunicato dell’associazione ‘violeNza dOnna’ – siamo vicini alla ragazza italiana di Mesenzana che ieri, in seguito alla notifica di sfratto dalla casa del padre, ha dato fuoco ad una sedia per protesta. Sicuramente è un atto non accettabile il suo, ma deve essere contestualizzato sia rispetto al fatto che la casa è del padre e che lei vi abitava da pochi mesi, sia per la sofferenza che la ragazza sta vivendo da tempo, di cui l’associazione ne è a conoscenza. Chiediamo urgentemente che la ragazza venga sentita e scarcerata, e che la madre possa recarsi in carcere per vedere immediatamente la figlia ed essere resa edotta dalle autorità di quanto successo. Chiediamo inoltre se, una decisione come quella dell’arresto di una giovane donna, per aver bruciato una sedia, non sia davvero eccessiva”.
Sull’accaduto, interviene l’avvocato del padre della ragazza, Paola Napoli, che tiene a precisare alcune questioni relative alla tutela del suo assistito: “Letto il comunicato dell’associazione ‘violeNza dOnna’, faccio presente che, contrariamente a quanto affermato dall’associazione, la ragazza ha incendiato il divano della casa in cui viveva dopo essersi barricata all’interno per non farvi entrare nessuno; in pochissimo tempo le fiamme ed un inteso fumo nero hanno invaso l’appartamento. Il padre della ragazza gridando ‘Questa muore’ è riuscito a calci ad abbattere i vetri della porta di ingresso ad entrare nell’appartamento per prendere la donna ma senza riuscirvi. Un vicino di casa, quindi, gli ha passato una canna dell’acqua ed il mio assistito ha cominciato a spegnere l’incendio. Nel frattempo la ragazza è uscita in giardino da una finestra si è portata alle spalle del padre ed ha cominciato a picchiarlo con sberle, calci e pugni, dopodichè è stata fermata dai carabinieri. Quando sono arrivati i pompieri era ormai troppo tardi il fuoco aveva distrutto l’appartamento al piano terra, mettendo a nudo e facendo scoppiare anche le pignatte della soletta, sicchè i pompieri hanno dovuto dichiarare inagibile anche parte dell’appartamento sovrastante. La ragazza viveva in quell’appartamento messo gratuitamente a sua disposizione e della sorella, dal padre, sin dal dicembre 2015. Da allora il contegno della ragazza è stato tale che la sorella minore si è dovuta trasferire a vivere dal padre che, pertanto, nel giugno 2016 ha chiesto ed ottenuto la risoluzione del contratto di comodato, per poi procedere esecutivamente per lo sgombero dell’appartamento. Le forze dell’ordine dunque non hanno arrestato e portato in carcere una ragazza che ha dato fuoco ad una sedia per protesta. Fortunatamente le nostre forze dell’ordine usano ancora il buonsenso”.
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