L’aumento dello spread “è ovvio se c’è incertezza, non è una minaccia ma è una constatazione”. Così il premier Matteo Renzi interviene, in un dibattito pubblico a Bergamo, sull’aumento dei Titoli di Stato che sta pesando su Piazza Affari in vista del referendum costituzionale in agenda il prossimo 4 dicembre.

(unita.tv)
Referendum, Renzi: “Aumento spread segno di incertezza”. “Evitiamo di ingrossare le fila del rimpianto del giorno dopo: andate casa per casa, indirizzo per indirizzo, luogo per luogo” per convincere gli indecisi a votare sì al referendum costituzionale, dice il premier invitando tutti a votare per evitare scene come quella delle ultime elezioni americane, con migliaia di persone il piazza contro il successo di Donald Trump. “Invece che andare il giorno dopo in piazza a protestare, vai il giorno prima a votare. E il partito dell’astensione del giorno dopo come è accaduto in Inghilterra con la Brexit. Sono molto fiducioso nella maggioranza silenziosa degli italiani”. Capitolo Pd: “Qualcuno di questi, se gli avessimo dato una poltrona europea, non farebbe polemica, non possiamo basarci sul risentimento”, dice senza fare nomi riferendosi a chi, all’interno del partito, fa campagna per il ‘No’.
L’ira dell’opposizione. Polemica delle opposizioni per la sua frase sul differenziale Btp-Bund con Forza Italia che lo accusa addirittura di aizzare alla speculazione.
Brunetta, Renzi aizza speculazione, chieda scusa agli italiani. “Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si comporta in modo sempre più irresponsabile in merito al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva chiesto di abbassare i toni e aveva auspicato un confronto nel merito della riforma. Il premier risponde con affermazioni e dichiarazioni da Paese sudamericano. Adesso Renzi dice che l’aumento dello spread è dovuto all’incertezza. Come ampiamente previsto il Fiorentino cerca la tempesta perfetta per addossarne, ovviamente, la colpa all’eventuale e sempre più probabile vittoria del “No””. Lo dice il capogruppo di FI alla Camera Renato Brunetta. “E se un banchiere d’affari prendesse alla lettera le parole del presidente del Consiglio e cominciasse a disinvestire dall’Italia, a vendere titoli di Stato, che cosa succederebbe? – chiede Brunetta – o forse è proprio quello che Renzi vuole per creare il panico? Come può un premier aizzare la speculazione sul proprio Paese con frasi del genere? Dove si è mai visto? Non ho mai sentito un primo ministro inglese, francese, tedesco o americano parlare in questi termini della propria nazione prestando il fianco agli avvoltoi pronti a colpire ad ogni incertezza”. “Renzi – conclude – dovrebbe chiedere scusa agli italiani, dovrebbe chiedere scusa all’Italia, un Paese che sta lentamente e scientificamente distruggendo”.
Fratoianni, la sua minaccia è un tentavo di condizionare il voto. “La minaccia dello spread è solo l’ultimo, scomposto tentativo di Matteo Renzi di condizionare il voto degli italiani”. Lo afferma Nicola Fratoianni dell’esecutivo nazionale di Sinistra Italiana. “La verità è – prosegue il parlamentare – che la sua riforma è pessima e l’incertezza ha a che fare col modo irresponsabile con cui ha condotto la campagna elettorale. Per il resto – conclude Fratoianni – se c’è qualcosa che favorisce l’aumento dello spread sono le fallimentari politiche economiche e sociali del suo governo”. (ANSA)
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0