9 Ottobre 2016

Don Giorgio Ferrario e i suoi 50 anni di sacerdozio: una vita per Curiglia

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Una festa così, certamente Don Giorgio Ferrario non se la aspettava per i suoi 50 anni di sacerdozio di cui 40 trascorsi a Curiglia e nell’insegnamento presso le scuole superiori di Luino. Già prima della Messa delle ore 20 di Sabato, 8 ottobre, i banchi della chiesa parrocchiale di S. Vittore si erano riempiti di curigliesi, di amici ed estimatori provenienti da ogni dove.

Don Giorgio Ferrario e i suoi 50 anni di sacerdozio: una vita per Curiglia. Nell’omelia, facendo riferimento al Vangelo del giorno, don Giorgio ha condensato in poche parole il messaggio di fraternità recato dal cristianesimo: l’accoglienza e l’ospitalità, stili di vita conosciuti dagli abitanti della montagna, un appello di scottante attualità di fronte ad una biblica emigrazione di popoli che bussano alle nostre porte. E di grande capacità di accoglienza e di disponibilità senza riserve hanno parlato il sindaco Ambrogio Rossi ed una giovane parrocchiana.

La sua casa sempre aperta a tutti, il suo sostegno morale nelle circostanze più cupe e dolorose, il suo consiglio illuminante nei momenti bui della vita: queste gli elementi distintivi di un’azione pastorale discreta, ma straordinariamente incisiva. Forse don Giorgio, come ha riconosciuto il sindaco Rossi, avrebbe potuto spendere i suoi talenti in una realtà ben più vasta di Curiglia, ma qualche santo in paradiso ha concesso a questo piccola comunità sperduta in una valle di frontiera di godere di un insperato privilegio.

A festeggiare don Giorgio c’erano il prevosto di Luino, don Sergio, don Ilario delle Motte e don Viniero salito fin qui dalla dirimpettaia Valle Veddasca. C’erano inoltre il sindaco di Dumenza, dove per sei anni don Giorgio ha esercitato con grande generosità il suo ministero, c’era il comandante della stazione dei Carabinieri, ex colleghi delle scuole e tanti ex alunni che hanno trovato in lui un padre mite, ma autorevole nelle tappe fondamentali della loro vita professionale ed affettiva.

La commozione si è stemperata in un momento di intensa gioia con l’esibizione del folto coro gospel Gap di Como, comparso improvvisamente sulla scena al termine della Messa. Un rinfresco d’eccezione attendeva tutti al Circolo parrocchiale, dove il festeggiato ha ricevuto in dono un’avveniristica poltrona per i momenti di relax, rari in verità.

Don Giorgio ha dovuto però riporre nel cassetto un sogno che ha accarezzato per anni: concludere i suoi giorni all’Alpone, in una sorta di romitaggio, come i padri del deserto. Rimarrà comunque a Curiglia, in mezzo alla sua gente che è stata sempre la sua unica, vera famiglia.

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