21 Maggio 2016

Il Luino-Maccagno domani si gioca la I Categoria a Senago. Capitan Lucchini si racconta

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Un’acqua tonica durante l’intervista, con una consapevolezza ed una concentrazione da vendere in vista di domani, quando dovrà guidare in campo i suoi compagni per conquistare la finale dei playoff validi per la Prima Categoria. Simone Lucchini, capitano del Luino-Maccagno, si è raccontato a tutto tondo. Domani i ragazzi di De Berardinis saranno impegnati, alle 18.30, a Senago per provare ad ottenere la promozione e coronare una stagione straordinaria. “Un gruppo fantastico, con il Vige e Ramon su tutti. Domani andremo a Milano per vincere, vogliamo tornare ad essere un punto di riferimento per tutto il territorio calcistico. A chi mi ispiro? Scirea per la lealtà ed i valori e George Best, un folle campione. L’idolo in campo, però, è Pirlo… impossibile imitarlo”.

Simone Lucchini, capitano del Luino-Maccagno

Simone Lucchini, capitano del Luino-Maccagno

Con quali presupposti ed obiettivi avete iniziato questa stagione? Ora siamo arrivati al momento clou con la sfida di Senago domani pomeriggio…

La grossa fortuna di questa squadra è di aver ereditato dal Maccagno un gruppo di ragazzi che stavano bene assieme, avevano delle buonissime basi umane, soprattutto con persone come il “Vige” (ndr, Vigezzi) e Ramon a fare da capi branco. La cosa straordinaria credo sia stata è l’integrazione tra il gruppo di Maccagno e tutti i ragazzi che venivano da fuori come me, Alan (ndr Romano) e Vallone, che avevamo giocato in Svizzera, ma arrivavamo da un trascorso luinese. Lo stesso vale per tanti altri ragazzi, come Fabietto Cervaro, che si sono trovati molto bene. Questo è avvenuto grazie alla filosofia del Maccagno, vale a dire quella di avere dei giocatori che sentivano la maglia e che scendevano in campo con passione. Dalla parte del Luino, invece, si ereditava un bellissimo centro sportivo, il campo, la storia, e tanti ragazzi che erano dovuti andar via perchè qui non c’erano più i presupposti per creare un ambiente come Maccagno. Quest’anno, invece, siamo tornati. La cosa più bella è stata questa: ad inizio stagione non avevamo nessun tipo di obiettivi, io non mi ero posto traguardi. La prima cosa era creare un gruppo di persone che stavano bene insieme e che tenevano alla maglia. Ora si vede anche durante gli allenamenti che tutti ci mettiamo l’anima su ogni pallone. Ci si aiuta quando si sbaglia e ci si trascina quando è necessario. Finora abbiamo avuto delle grandi soddisfazioni, cioè aver battagliato fino alla fine con il Tre Valli, ma loro hanno speso tanto per portare avanti una rosa e ottenere la promozione. Noi con orgoglio possiamo dire di essere imbattuti ancor oggi.

Il mister, Andrea De Berardinis, quanto ha inciso nella splendida stagione che avete fatto finora?

Credo che il mister abbia fatto tanto quest’anno, sotto ogni punto di vista. A livello tecnico-tattico è molto preparato, ma questo non basta per tenere un gruppo così unito. Lui è stato il nostro primo trascinatore e spesso devo dire che entrando negli spogliatoi mi sono ritrovato molto nelle cose che ci diceva prima delle gare. Sente molto la partita e anche domani troverà le parole giusto per caricarci al massimo.

Con quale spirito scenderete in campo domani contro il Senago?

A Milano storicamente le squadre hanno un bacino di utenza più grande e sono di buon livello, esperte, con giocatori importanti che a fine carriera scendono di qualche categoria. Noi siamo ottimisti, siamo una squadra un po’ pazza (ndr, sorride). In tutto il campionato non abbiamo mai subito nessuno, nonostante fossimo molto umili e non avevamo la consapevolezza di dove potevamo arrivare. Piano piano, invece, abbiamo capito di poter fare la nostra parte, ci siamo in tutti i reparti ed il fatto di essere ancora imbattuti è un record che vogliamo portare fino in fondo. Personalmente non mi è mai capitato nel corso di una stagione. Il gruppo è carico e nell’ultimo mese è mancata veramente poca gente agli allenamenti malgrado non giochiamo da quasi quattro settimane. Non abbiamo paura di nessuno, sarà una sfida difficile perchè loro sono forti, ma vogliamo tornare ad essere un punto di riferimento per tutta la zona, almeno fino a Gavirate. Dobbiamo andare a farci valere, senza essere troppo nervosi, né giocare diversamente da come abbiamo fatto finora.

Quali sono i “senatori” del gruppo?

Il Vige e Ramon sono due istituzioni. Dovrebbero fare a loro un busto in centro a Maccagno. Sono due veri uomini spogliatoio perchè in qualsiasi momento, con la loro simpatia ed il loro carisma, riescono a predisporre il comportamento di tutti in un certo modo e a darci una mano. Ad inizio stagione il Vige, alla prima partita, mi guarda negli occhi e mi dice: “Il capitano fallo tu”. Mi ha sorpreso tanto, ma l’ho fatto molto volentieri, non ne avevamo mai parlato di questo e militanza e per anzianità se lo meritava lui. Penso che rimanga in ogni caso il capitano morale della squadra, io sono solo quello ufficiale. Oltre a loro, però, credo vi siano tanti senatori e tanti capitani: Beppe (ndr, Cannucciari), Alan (ndr, Romano), Maiuolo, quando c’era… Ognuno di questi ragazzi ha portato qualcosa…

Il leader tecnico, a centrocampo, però sei tu… 

No dai, quando hanno giocato De Marzo e Walid insieme a metà hanno disputato delle grandi partite. Io spesso sono stato schierato dal mister in difesa quando mancava Alessio (ndr, Arioli). Loro a livello di gioco non hanno niente da invidiare. E’ chiaro che io ho giocato in Promozione ed in Seconda Lega in Svizzera, e un po’ più di esperienza non fa male… Penso che in tanti si siano responsabilizzati nell’arco dell’anno, io cerco di fare sempre la mia parte, ma tanti giocatori hanno messo l’anima.

E i giovani presenti in squadra come hanno affrontato la stagione?

Si sono inseriti ottimamente, facendosi trovare sempre pronti quando sono entrati. Sono cresciuti veramente tanto, giocando con la testa sulle spalle. Piazza, ad esempio, è stato un grande: tutta la stagione in panchina, ma quando è stato chiamato ha fatto sempre un gran bene. Anche Bosetti, Walid (ndr, El Amiri), Arioli, Covella… sono cresciuti tantissimo. Magari ne dimentico qualcuno, però, hanno fatto tutti un grande passo in avanti.

A che giocatori ti ispiri?

Ho due giocatori per i quali stravedo, che sono agli antipodi. Uno è Scirea, per me che sono bianconero è il top. Per la sua lealtà, i suoi valori, il suo modo di comportarsi in campo, è stato il migliore. L’altro perchè era estroverso, matto e perchè mia mamma è irlandese, è sicuramente George Best. A livello di gioco, invece, penso che il mio idolo sia Pirlo, ma non credo ci sia nessun al mondo che possa ispirarsi al suo modo di giocare, ci si può solo pensare. Fuori dal mondo.

E guardando al di là di questa stagione, con un occhio al futuro?

Penso ci siano tutti i presupposti per fare bene nei prossimi anni e se riuscissimo ad andare in Prima porterebbe tutta la squadra e tutti i ragazzi a giocare ad un livello superiore. Cercheremo di migliorarci ancora. Allo stesso modo anche il settore giovanile potrebbe avere giovamento da questa situazione. E’ importantissimo che crescano ragazzi che abbiano la possibilità di vedere una buona prima squadra, un bel gruppo, come quando io da piccolo andavo a vedere al vecchio campo del Lido Alesi, Donini, Ingardia, Cadei, Saredi… Un po’ sognavo di giocare per il Luino agli stessi livelli. Ora mi auguro che ci siano dei bambini e dei ragazzi che facciano lo stesso, e che sperino di far anche meglio di noi.

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