29 Luglio 2014

Gaza, bambina nasce in ospedale da un parto cesareo d’urgenza. La madre era già morta dopo un bombardamento

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Quando i medici hanno estratto delicatamente dal grembo materno il piccolo appena nato, con un parto cesareo di emergenza, la madre era già morta da un’ora. E’ questo il tragico “inizio” della vita della figlia della 23enne palestinese, Shayma al-Sheikh Qanan, che era incinta di otto mesi quando un carro armato israeliano ha colpito la sua casa nel centro di Gaza nella città di Deir al-Balah, riducendola in macerie. La distruzione della casa ha ridotto la ragazza in condizioni critiche, che l’hanno portata alla morte, mentre suo marito, un giornalista locale, è rimasto gravemente ferito.

(theguardian.com)

(theguardian.com)

Il destino crudele riservato a Shayma al-Sheikh Qanan. Una guerra, quella tra Israele e Palestina, che ormai dura da 22 giorni, che ha causato 1113 morti e oltre 6mila e 500 feriti. Tra queste vittime anche Shayma al-Sheikh Qanan, una ragazza di 23 anni. “Il suo corpo è stato portato in ospedale dopo il bombardamento israeliano dello scorso venerdì notte”, ha dichiarato Fadi al-Kharti, medico all’ospedale di Deir al-Balah. “Abbiamo cercato di rianimarla, ma era già morta durante il tragitto per arrivare qui.” Dopo il crollo della casa i soccorritori hanno immediatamente iniziato a scavare sotto le macerie per cercare il corpo, che è stato trovato dopo un’ora, e così è stata portata in ospedale”. Una volta qui, abbiamo notato – aggiunge il medico – un movimento nel suo stomaco e abbiamo stimato che la gravidanza aveva raggiungo la 36esima settimana.” Così i medici hanno eseguito un cesareo d’urgenza e sono riusciti a salvare la neonata.

Le parole della nonna. Per la nonna, la 43enne Mirfat Qanan, è una terribile tragedia quella di aver perso sua figlia, e non c’è nessuna gioia nei suoi occhi nell’essere diventata nonna. “Dio ha protetto la bambina per me. Mia figlia Shayma è morta, ma ora ho una nuova figlia,” ha detto. “Mi chiamerà ‘mummia’ proprio come ha fatto sua madre.”

Le condizioni della piccola. Il neonato è stato curato inizialmente nel reparto di terapia intensiva in un ospedale di Khan Yunis per garantirgli la sopravvivenza. Da sabato, invece, respira attraverso una maschera di ossigeno nel reparto maternità dell’ospedale. Abdel Karim al-Bawab, primario del reparto, ha detto che il personale sta avendo un occhio di riguardo sulla bambina per monitorare quotidianamente la sua condizione. “I suoi segni vitali sono stabili, ma deve stare qui in questo stato per almeno altre tre settimane,” ha detto.

La situazione di oggi a Gaza. Sono stati oltre 100 i palestinesi uccisi martedì dai bombardamenti israeliani sulla Striscia. Lo ha reso noto il portavoce del ministero della Salute di Gaza, Ashraf al-Qedra. Secondo le notizie provenienti dalla Striscia, cinque intere famiglie sarebbero quasi del tutto state sterminate dalle bombe a Khan Younis e Rafah. Almeno 13 palestinesi hanno perso la vita in un nuovo raid delle forze armate israeliane, che ha preso di mira la cittadina di Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza.

La striscia di Gaza è senza corrente, colpiti dai raid 150 obiettivi. L’unica centrale elettrica della Striscia ha smesso di funzionare a causa di un grave incendio scoppiato dopo essere stata colpita dai raid. Inoltre, sono circa 150 gli obiettivi colpiti dai jet israeliani, fra cui la casa del numero due di Hamas, Ismail Haniyeh, che è stata distrutta. L’abitazione era però deserta e né Haniyeh, né i suoi familiari risultano colpiti.

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