17 Marzo 2014

Crisi Milan, Sacchi: “La contestazione dei tifosi dimostra una mancanza di riconoscenza”

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Fuori agli ottavi di Champions League, per mano dell’Atletico Madrid subendo 5 gol tra andata e ritorno, e dalla Coppa Italia con la sconfitta ai quarti contro l’Udinese. A 40 punti dalla Juventus capolista, la partita persa ieri per 2-4 a San Siro contro il Parma, con tutta probabilità, decreta in maniera inequivocabile l’addio per gli uomini di Seedorf anche al sogno “Europa League”: sono troppi i 12 punti di distanza dal quinto posto, occupato dall’Inter.

L'ex allenatore del Milan e della nazionale italiana, Arrigo Sacchi (marca.com)

L’ex allenatore del Milan e della nazionale italiana, Arrigo Sacchi (marca.com)

Le cose non vanno bene ma non si può avere la memoria corta. E per ricostruire serve pazienza. Il grande Milan di Berlusconiè cominciato con Arrigo Sacchi e l’ex tecnico rossonero è fra i primi a dispiacersi della situazione che si è venuta a creare. Soprattutto all’esterno. “La domanda più opportuna sarebbe: perché la tifoseria, dopo 25 anni e più di successi, si arroga il diritto di contestare la società, Galliani, e di minacciare la squadra per ottenere un incontro? – le sue parole ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su RadioUno – La cosa grave è questa, la mancanza di riconoscenza verso una società, un uomo come Galliani, il poco rispetto verso i giocatori, verso la storia, verso la società, il fatto che la violenza abbia la prevalenza su tutto il resto. E succede al Milan, la società che ha vinto di più negli ultimi 26 anni, che ha tenuto alto il nome dell’Italia nel calcio. Dovrebbe esserci un ambiente più sereno, che sappia accettare la sconfitta. Non sempre si può essere al vertice, altri possono essere stati più bravi di te”.

“Nel nostro calcio – prosegue Sacchi – mancano la civiltà e il merito. I nostri stadi sono ormai più vicini a delle carceri a cielo aperto, vediamo gruppi che cercano di dividere le società. Bisogna parlare con questi gruppi ma non attraverso il ricatto e la violenza”.

Tornando al campo, Sacchi invoca maggiori investimenti sul settore giovanile ma non solo. “Bisogna mettere al centro di tutto il gioco e andare a prendere gli interpreti più idonei per questo gioco. Prima la funzionalità e poi il talento. Il Milan ha iniziato basandosi su questi criteri, era una delle poche società che riconosceva il merito”.

L’ex ct azzurro riconosce che “è una mission difficile quella di Seedorf, arrivare e giocare con dei giocatori che non hai scelto tu. Inoltre, dopo tanto tempo, il club ha dimostrato di non essere così coeso come in passato, è disgregato il vertice, immaginiamoci la base. I tifosi devono avere pazienza, la società lo merita. Galliani è uno dei più grandi dirigenti che ci siano, è un valore aggiunto per questa società, come si fa a contestarlo?”.

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