(A cura di Rosaria Torri del laboratorio comunicazione del Tavolo per il clima di Luino) Da anni diverse associazioni del territorio, riunite nella Comunità Operosa Alto Verbano, convinte dell’importanza di ridurre i consumi, gli sprechi, i rifiuti, sono attive nel campo della lotta allo spreco all’insegna dei principi delle tre R: “riduci- riusa-ricicla”.. Il fine è sostenere l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile, la promozione di alleanze e sinergie con le realtà presenti sul territorio per la realizzazione di azioni rivolte al rispetto e alla protezione dell’ambiente.
Durante la “Settimana dell’impronta carbonica”, precisamente giovedì 5 maggio, alle ore 20.45 presso il palazzo Verbania di Luino, ci si confronterà sull’applicazione, nel luinese, della Legge Gadda, importante strumento per combattere lo spreco alimentare.
Saranno presenti all’incontro l’onorevole Maria Chiara Gadda, Deputata proponente della legge 166/2016 cosiddetta “antispreco” e componente della Commissione Agricoltura e Antonio Monteggia, diacono della Chiesa Metodista Valdese, coordinatore della raccolta eccedenze alimentari a Luino. Moderatrice dell’incontro Lara Tavani, coordinatrice del Laboratorio Cibo e Ambiente del Tavolo per il Clima Comune di Luino.
Ma partiamo dall’inizio: il 19 agosto 2016 l’Italia è stata il primo Paese al mondo a dotarsi di una legge sullo spreco alimentare, la legge 166/2016, conosciuta anche come “Legge Gadda” dal nome della deputata Maria Chiara Gadda, firmataria di questa importante normativa diventata modello di riferimento anche a livello europeo. Sono passati quasi sei anni dall’entrata in vigore della legge e in Italia stanno finalmente cambiando le cifre dello spreco alimentare. Grazie alla “ Legge Gadda” è stato realizzato un radicale cambiamento in merito alla lotta allo spreco che rappresenta un problema etico, economico, sociale e anche ambientale.
La legge 166/2016 ruota, infatti, attorno a un concetto molto semplice: sprecare non conviene a nessuno, recuperare è un bene per tutti! La normativa italiana punta a favorire comportamenti virtuosi attraverso incentivi, sgravi fiscali e campagne di sensibilizzazione.
Un punto fondamentale è costituito dalla semplificazione burocratica, soprattutto nella filiera del recupero, sia per chi dona sia per chi redistribuisce, nonché l’ampliamento dei possibili donatori e del ventaglio di alimenti donabili.
Obiettivo principale della Legge Gadda è ridurre gli sprechi (non solo alimentari, ma anche farmaceutici, prodotti per l’igiene, di cancelleria, ecc.) trasformandoli in opportunità per aiutare le persone in stato di bisogno, limitare l’impatto ambientale dovuto a procedure di smaltimento rifiuti, agire sulla filiera agro-alimentare del Paese per impedire di gettare prodotti ancora buoni, favorire la ricerca di nuove soluzioni in merito a questi temi, attivare un solidarietà sociale.
Un vero e proprio esempio di economia circolare di cui beneficiano aziende, individui, ambiente: è infatti un’attività che ha anche un impatto concreto sulla sostenibilità ambientale e fa risparmiare tonnellate di CO2!!!
La buona pratica “antispreco” a Luino
Il progetto di recupero del cibo invenduto e invendibile ceduto dalla Grande distribuzione organizzata nasce a Luino nel 2019 per iniziativa della Comunità Operosa Alto Verbano, di cui la Chiesa Valdese è parte operativa, con il proposito di combattere lo spreco alimentare a favore delle persone che da quello spreco possono trarre beneficio.
Questa attività viene condivisa sul territorio anche con la Caritas locale. Con la Legge Gadda il recupero va molto oltre e permette il ritiro di cibo fresco invenduto purché nel rispetto delle due T: Tempo e Temperatura. I volontari provvedono al ritiro del cibo che non è stato venduto da due supermercati di Luino, cibo che verrebbe altrimenti buttato come rifiuto; lo organizzano e lo consegnano alle persone e alle famiglie nel più breve tempo possibile, rispettando le temperature di conservazione previste. Il tutto senza creare ulteriori rifiuti, usando borse e cassette riutilizzabili e consegnando gli scarti vegetali ad allevatori del territorio.
Una decina di volontari fanno a turno nel portare avanti i lavori del progetto. A loro si è aggiunto, nell’ambito del PCTO “Giovani del Verbano per il clima”, un gruppo di studenti del Liceo Sereni e dell’ISIS città di Luino- Carlo Volontè partecipanti al PCTO, che collaborano al lavoro il sabato pomeriggio.
La Chiesa Valdese ed il progetto hanno sede a Luino in via del Carmine 30. I giorni di distribuzione sono: Lunedì e Giovedì dalle ore 11 alle ore 12- il Sabato dalle ore 15 alle ore 16. Chi ne avesse necessità, può presentarsi direttamente nei giorni e orari indicati.
L’esperienza sul campo delle giovani generazioni
Gli studenti della 4SIA dell’I.S.I.S. “Città di Luino-Carlo Volontè”, per prepararsi alla serata che contribuiranno a realizzare, hanno incontrato Antonio Monteggia.Ecco il loro racconto.
Il signor Antonio Monteggia ci ha spiegato la sua attività ultradecennale, prima come Banco Alimentare poi come partecipante alla Comunità operosa dell’alto Verbano. Abbiamo letto insieme la legge Gadda in preparazione dell’incontro che avremo con lei il 5 maggio a Palazzo Verbania. Ci siamo soffermati sui verbi della legge, mai impositivi ma sempre propositivi (promuove, favorisce ecc. ecc.) forse in una visione ottimistica del consesso umano che dovrebbe essere maturo e responsabile e aderire a comportamenti virtuosi di sua iniziativa e non per obbligo. Abbiamo capito l’importanza delle Direttive europee che da venti anni indicano nell’economia circolare il comportamento da seguire nel rispetto dell’ambiente e della nostra amata Terra.
Ci siamo chiesti come mai solo due supermercati su 5 presenti nel nostro territorio abbiano aderito al progetto contro gli sprechi, nonostante le evidenti agevolazioni fiscali indicate nella legge Gadda. Ci è piaciuto il riferimento alle “giovani generazioni” come destinatari della legge.
Abbiamo imparato le differenze tra le diverse scadenze alimentari, il c.d. TMC (tempo minimo di conservazione stabilito dal produttore). C’è ancora molto da fare nel nostro territorio, ad esempio coinvolgendo le mense, i mercati e le varie attività alimentari che non fanno parte della grande distribuzione.
Noi siamo pronti a dare il nostro contributo come già stiamo facendo partecipando al progetto “Fermenti in Comune“.

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