Casalzuigno | 24 Marzo 2019

“Blocco Vocale e Ecolalia in agguato: urgono rinforzi!”

"Grazie alle terapie del CRS, l'autorità del Blocco Vocale sulle mie pianure cerebrali si è indebolita e sono diventato sempre più capace di controllare gli impulsi"

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Dopo esserci trovati faccia a faccia contro le meste Stereotipie, invocate dal Re Autismo e avendo avuto la meglio su di esse, oggi parlerò del secondo Autismoide: il nefasto nemico della patria Blocco Vocale, il cui triste piano è quello di arginare le comunicazioni sociali, tramutando in negativo l’esistenza degli infanti (bambini) che dovrebbero essere al sicuro dai mali ed imprigionandoli in una condizione a dir poco… senza parole!

Ma non è detto che chi soffre di un blocco vocale non parli mai più: vi sono casi ove il soggetto può pronunciare suoni, anche se con fatica, ricorrendo anche alla produzione di versi strani. A tal punto voi vi starete già domandando come far sì che quest’anomalia perda il tanto spaventoso conflitto e se ne vada via a gambe levate correndo come un lepre.

Nella mia più tenera età sono stato avvolto da un blocco vocale, vi direi la soluzione, anche se sarebbe inutile in queste circostanze (vedete gli articoli sulla Stereotipia e sul Re Autismo). Ebbene, i miei genitori mi hanno portato al Centro Riabilitativo Semiresidenziale di Besozzo, malgrado i miei capricci contrari a quell’esperienza che era nuova per me. Ma la mamma mi ripeteva sempre che lo avrebbe fatto per il mio bene e così mi ci portò (mi diceva: “Samu, lo faccio per il tuo bene, quando crescerai, lo capirai”).

Con il tempo, però, grazie alle terapie della logopedista e degli educatori, l’autorità del Blocco Vocale sulle mie pianure cerebrali si è indebolita ed io sono diventato sempre più capace di controllare i miei impulsi, anche se, come già annotato or sono, il Re Autismo è permanente. Inoltre, ho cominciato a leggere prima ancora di parlare.

Attenzione… non pensate sia tutto qui, perché in questo articolo emerge anche il dilemma delle Ecolalie, anch’esse rappresentate una ad una attraverso un’Ecolalia antropomorfa. Queste anormali Ecolalie assumono un comportamento paragonabile a quello delle Stereotipie, riguardando però le parole e le frasi pronunciate dal soggetto affetto, le quali possono venire ripetute una o più volte, come un disco oltremodo danneggiato inserito in un giradischi. Efferata aiutante del Re Autismo, è anche vassalla della Sindrome di Tourette e della Regina Schizofrenia e di altre forme di psicopatologia, nel senso che si manifesta persino in questo trio di circostanze.

Sussistono ben due tipi di Ecolalia: quella normale e quella differita, che rende il soggetto, perlopiù in età prematura, tendente a ripetere le parole e le voci pronunciate dai jingle televisivi. Codeste Ecolalie possono anche non avvenire subito, attendendo un corto intervallo di tempo per attivarsi.

Come per le Stereotipie e il Blocco Vocale, anche le Ecolalie possono essere arginate grazie al già succitato vallo. Si sarà quindi in presenza dei risultati di una succulenta, soave vittoria. Del resto, anche se i miei mi impongono di non ripetere le cose, tendo anche io a ripeterle, entrando nella sfera dell’Ecolalia.

Ebbene, anche questo articolo è oramai giunto ai titoli di coda e non mi rimane che congedarmi. Vi auguro, come sempre, un buon proseguimento di giornata.

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