Laveno Mombello | 26 Settembre 2026

«L’Intelligenza Artificiale deve essere utilizzata con la cultura umanistica per il bene comune»

In una llettera alla redazione, il lavenese Alberto Morandi sottolinea l’importanza di guardare a cultura, arte e pensiero come antidoti contro «contro il dilagare dell’egoismo individualista»

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(lettera alla redazione del lavenese Alberto Morandi) Egregio Direttore, dopo che il Presidente degli Stati Uniti ha affermato che l’Intelligenza Artificiale non deve essere regolamentata dagli Stati ma lasciata all’utilizzo assolutamente libero da parte delle grandi e ricche aziende multinazionali private, desidero evidenziare i possibili e concreti pericoli dell’Intelligenza Artificiale se venisse utilizzata senza alcun controllo pubblico, se non fosse regolamentata dagli Organi pubblici statali e se fosse utilizzata soltanto per conseguire il profitto economico privato e il potere politico, militare e finanziario e non il Bene comune e l’Interesse pubblico.

Alla luce della splendida ed efficace enciclica del Papa “Magnifica Humanitas”, nella quale l’intelligenza artificiale non è considerata un semplice strumento tecnologico a favore dell’uomo ma una nuova forma di potere e in cui la domanda è come custodire l’idea di essere umano in un mondo dominato dalle logiche del profitto, dell’efficienza e della produttività algoritmica e il messaggio non consiste solo nella denuncia dei monopoli tecnologici privati ma anche nella riaffermazione dell’umano, desidero evidenziare che in una società fondata principalmente sul profitto economico da raggiungere a qualsiasi costo umano e sociale la Cultura è considerata inutile poiché non servirebbe a conseguire profitto e a trovare lavoro rispetto alla “rete” digitale e alla tecnologia.

Negli ultimi anni la semplificazione degli studi, la formazione finalizzata solo al lavoro pratico, l’esaltazione soltanto dell’informatica ai soli fini dell’impresa commerciale e del profitto economico sono tra le cause nefaste che stanno distruggendo la scuola pubblica e la stessa società civile.

Desidero così riaffermare con la forza della “mens cogitans” umana che “Non di solo pane vivrà l’uomo”! Nell’arida società contemporanea per accrescere e per arricchire l’animo interiore e il pensiero critico, poiché “Qui non intelligit non perfecte vivit” (Tommaso D’Aquino), dobbiamo studiare ancora la grande lezione di profonda Civiltà insegnataci dai pensatori classici, ricordando sempre sia gli immortali versi espressi da Dante Alighieri nel XXVI canto dell’Inferno: “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”, sia le sagge parole espresse da Steve Jobs agli studenti dell’Università di Stanford nel 2005: “La tecnologia da sola non basta. È il matrimonio tra la tecnologia e le arti liberali, tra la tecnologia e le discipline umanistiche a darci quel risultato che ci fa sorgere un canto nel cuore”.

“La cultura permette di distinguere tra bene e male e di giudicare chi ci governa. La cultura ci salva dal buio” (Claudio Abbado), inoltre “La cultura è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, è conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri” (Antonio Gramsci) e la conoscenza della storia risulta fondamentale per il progresso civile, sociale e umano poiché “Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro” (Luis Sepulveda).

L’Umanesimo, la Cultura, la Conoscenza, l’Arte e il Pensiero sono l’antidoto della ragione contro il dilagare dell’egoismo individualista nonché degli estremismi e dei fanatismi sia politici che religiosi e dei sovranismi ultranazionalisti a favore della Solidarietà umana e del senso di Bene comune per tutti in questi tempi particolarmente drammatici per la nostra sempre più fragile società, spesso indifferente nei confronti degli “altri” esseri umani bisognosi d’aiuto, in cui spesso viene meno la Luce della Ragione e del Pensiero critico.

La Cultura e la Conoscenza rappresentano sempre la possibilità di unire gli uomini e di superare le loro divisioni e le loro diversità; l’Umanesimo aveva messo l’Uomo al centro del mondo e della società, riconoscendo a ogni persona la dignità che non può essere sostituita né cancellata dal progresso tecnologico e informatico mentre l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie stanno trasformando il nostro rapporto con il lavoro, con la società e con la conoscenza per rendere l’essere umano un semplice strumento utile solo a produrre profitto economico. Per questo resta fondamentale conoscere la Cultura umanistica sia per capire la nostra storia sia per capire il mondo attuale e la società umana che vogliamo realizzare nel futuro.

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