L’Associazione Comuni Italiani di Frontiera (ACIF) esprime soddisfazione per le decisioni assunte dal Governo a favore dei territori di confine. Il provvedimento prevede infatti l’incremento del fondo destinato ai ristorni, che passa da 89 a 108 milioni di euro.
Una misura che, sottolinea l’associazione, recepisce una richiesta avanzata nei mesi scorsi dai Comuni di frontiera attraverso diverse interlocuzioni istituzionali. L’aumento del fondo è stato motivato dalla necessità di adeguare le risorse ai ristorni effettivamente versati dai Cantoni, indispensabili per sostenere i servizi e le infrastrutture destinati ai lavoratori frontalieri, alle loro famiglie e più in generale alle comunità di confine.
L’ACIF accoglie positivamente anche la decisione di destinare alle Regioni di confine i proventi del cosiddetto “extragettito”, vale a dire le entrate fiscali derivanti dalle tasse versate in Italia dai cosiddetti “nuovi frontalieri”. Le risorse saranno destinate, secondo quanto previsto, all’incremento degli stipendi dei lavoratori italiani e all’aumento degli investimenti nei Comuni di frontiera.
Per l’associazione si tratta di un’innovazione che affonda le proprie radici nel “Memorandum di Intesa” sottoscritto nel dicembre 2020 dal presidente dell’ACIF Massimo Mastromarino, a nome dei Comuni di frontiera, contestualmente alla firma dell’accordo internazionale.
«Ancora una volta l’Associazione dei Comuni di frontiera dimostra, attraverso l’impegno continuativo dei propri sindaci e il dialogo costante con le istituzioni, di essere un interlocutore autorevole e credibile nella risoluzione delle problematiche dei territori di confine», sottolinea l’ACIF.
L’associazione evidenzia in particolare il confronto istituzionale portato avanti con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e con l’assessore alle Questioni transfrontaliere di Regione Lombardia, Massimo Sertori, indicati come interlocutori nel percorso che ha portato alle nuove misure.
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