Lago di Ghirla | 7 Agosto 2026

Testuggini palustri nel lago di Ghirla, al via il monitoraggio per tutelare la biodiversità

Autorità di Bacino e Fondazione Lombardia per l'Ambiente hanno sottoscritto un accordo per collaborare allo studio e al progetto di contenimento delle specie invasive

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La tutela della biodiversità dei laghi lombardi passa anche attraverso il controllo delle specie aliene invasive. Con questo obiettivo la Fondazione Lombardia per l’Ambiente e l’Autorità di Bacino Lacuale Ceresio, Piano e Ghirla hanno sottoscritto un accordo di collaborazione per realizzare uno studio scientifico dedicato alla popolazione di testuggini palustri presenti nel lago di Ghirla.

Si tratta del primo passo di un percorso che porterà alla definizione di un piano di contenimento delle specie alloctone, oggi considerate una delle principali minacce per gli ecosistemi acquatici.

L’iniziativa nasce dalla volontà di approfondire la conoscenza della diffusione delle testuggini appartenenti alla famiglia degli Emydidae, con particolare attenzione alle specie del genere Trachemys, introdotte in Italia principalmente attraverso il commercio di animali da compagnia e successivamente rilasciate in natura.

«La tutela dei nostri laghi richiede oggi un approccio sempre più basato sulla conoscenza scientifica e sulla collaborazione tra istituzioni – commenta il Presidente dell’Autorità di Bacino del Ceresio, Piano e Ghirla Massimo Mastromarino – Con questo accordo compiamo un passo concreto per comprendere l’entità di un fenomeno che interessa molti ecosistemi lacustri e che, se non affrontato tempestivamente, può compromettere gli equilibri naturali. L’Autorità di Bacino vuole promuovere una gestione sempre più attenta e sostenibile del patrimonio ambientale, mettendo a disposizione strumenti e competenze al servizio del territorio. La collaborazione con la Fondazione Lombardia per l’Ambiente rappresenta un valore aggiunto che consentirà di costruire interventi fondati su dati scientifici e non su semplici valutazioni».

L’accordo tra Fondazione Lombardia per l’Ambiente e Autorità di Bacino prevede una prima fase di monitoraggio scientifico dell’intero bacino lacustre, finalizzata a identificare le specie presenti e a stimarne consistenza numerica e distribuzione. Le attività saranno realizzate mediante rilievi sul campo con il metodo del Visual Encounter Survey (VES), una tecnica di osservazione diretta che consentirà di censire gli esemplari presenti lungo il perimetro del lago. Tutti i dati raccolti saranno georeferenziati e organizzati in un database territoriale, creando una base conoscitiva indispensabile per pianificare le future azioni di gestione.

Lo studio consentirà inoltre di verificare l’eventuale presenza della testuggine palustre europea (Emys orbicularis), specie autoctona di elevato valore conservazionistico, tutelata dalla Direttiva Habitat.

Le testuggini palustri americane rappresentano ormai una presenza consolidata in numerosi laghi, fiumi e zone umide del nostro Paese. La loro diffusione costituisce un rischio concreto per la biodiversità locale: competono infatti con la testuggine palustre europea (Emys orbicularis) per il cibo, i siti di riproduzione e le aree di termoregolazione, alterando gli equilibri naturali degli ambienti acquatici.

Oltre alla competizione con le specie autoctone, queste testuggini possono predare anfibi, pesci e invertebrati e fungere da vettori di patogeni potenzialmente dannosi per la fauna locale. Per tali ragioni Trachemys scripta è inserita nell’elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale previsto dal Regolamento (UE) n. 1143/2014, che impone agli Stati membri attività di monitoraggio, controllo e gestione.

Sulla base dei risultati del monitoraggio sarà quindi predisposto uno studio di fattibilità volto a individuare le strategie più efficaci per il contenimento delle popolazioni invasive. Saranno analizzate le tecniche di cattura previste dal Piano nazionale di gestione della testuggine palustre americana, le esperienze maturate in altri progetti europei e gli aspetti logistici, economici e organizzativi necessari per attuare gli interventi nel pieno rispetto della normativa vigente e del benessere animale. Lo studio comprenderà inoltre una valutazione dei costi, delle strutture disponibili per la gestione degli esemplari rimossi e un piano di monitoraggio destinato a verificare nel tempo l’efficacia delle azioni intraprese.

L’accordo rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni pubbliche e mondo della ricerca per affrontare una delle principali sfide della conservazione della biodiversità. L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno dell’Autorità di Bacino per la tutela degli ecosistemi lacustri e della Fondazione Lombardia per l’Ambiente nello sviluppo di progetti di ricerca applicata a supporto delle politiche ambientali e della transizione ecologica. Come previsto dall’accordo approvato dal Consiglio di Amministrazione dell’Autorità di Bacino, lo studio contribuirà ad ampliare le conoscenze sulla biodiversità regionale e ad alimentare la banca dati dell’Osservatorio Regionale per la Biodiversità della Lombardia, fornendo strumenti scientifici utili alla gestione del territorio.

«Il lago di Ghirla è un patrimonio naturalistico di grande valore e abbiamo il dovere di conservarlo per le generazioni future. – conclude Mastromarino – Questo progetto non si limita a fotografare la situazione esistente, ma pone le basi per una strategia di gestione efficace delle specie invasive, nel pieno rispetto della biodiversità e della normativa vigente. Investire nella ricerca significa investire nella qualità dei nostri ecosistemi e nella capacità delle istituzioni di programmare interventi realmente efficaci. È questa la direzione che intendiamo perseguire: coniugare tutela ambientale, responsabilità amministrativa e valorizzazione del nostro straordinario patrimonio lacustre».

Grazie alle competenze scientifiche della Fondazione Lombardia per l’Ambiente e al ruolo dell’Autorità di Bacino nella gestione del territorio, il progetto consentirà di disporre di dati aggiornati e strumenti operativi per pianificare interventi efficaci, contribuendo alla salvaguardia degli ecosistemi del lago di Ghirla e, più in generale, del patrimonio naturale dei laghi lombardi. La conoscenza scientifica rappresenta infatti il punto di partenza indispensabile per costruire una gestione sostenibile e una tutela concreta della biodiversità.

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