Luino | 27 Luglio 2026

Luino, sì alla mozione su Piero Chiara (e non solo): via Cavallotti al centro del rilancio culturale

Il Consiglio comunale approva il testo emendato. Confronto tra Artoni e maggioranza sul futuro della storica via. «Progetto volto a valorizzare il centro storico, ma è solo un punto di partenza»

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Dopo il dibattito dedicato all’ospedale di Luino e al nuovo asilo nido di via della Roggia, con polemiche annesse, l’ultima seduta del Consiglio comunale ha affrontato anche la mozione presentata dal consigliere di minoranza Furio Artoni, capogruppo degli Stati Generali per il Centrodestra di Luino, dedicata alla realizzazione di un museo permanente all’aperto in via Cavallotti in onore di Piero Chiara.

La proposta, già presentata nel 2024, prevedeva la creazione di un percorso con bassorilievi, illuminazione e arredo urbano d’epoca, con l’obiettivo di trasformare la via dove nacque lo scrittore in un museo diffuso capace di richiamare visitatori e valorizzare il centro storico.

Ad aprire il confronto è stato il consigliere e capogruppo della lista di maggioranza “Vento del Verbano”, Giorgio De Vincenti, illustrando l’emendamento presentato dalla maggioranza. «Piero Chiara è centrale per via Cavallotti, ma non solo. Oggi via Cavallotti ha risorse proprie, botteghe, artisti, ma deve diventare un piccolo covo culturale. Devono essere coniugate queste cose con la tradizione di Piero Chiara. Ben vengano le installazioni, ben vengano le rievocazioni storiche ispirate ai romanzi di Piero Chiara, insieme ad altri aspetti da collegare e che devono servire da volano».

De Vincenti ha spiegato come la valorizzazione della via debba rappresentare «un punto di partenza, non un progetto fine a se stesso», inserendo l’iniziativa in una visione più ampia e collegandola anche alla possibilità di partecipare a un bando del Ministero della Cultura rivolto ai Comuni sotto i 25 mila abitanti.

Artoni ha però espresso le proprie perplessità sull’impostazione proposta dalla maggioranza. «Con tutto il rispetto per gli studi che sono stati fatti, qui si parla del nulla. Si parla di fiori e panchine. Questo non è un progetto, ma una presa per i fondelli. Quando parlo di museo permanente, la mia idea è quella di ricollegare questa via a uno spazio temporale in cui il turista possa ripiombare in un’epoca passata. È una scelta qualificante, non una banale riqualificazione».

Il consigliere ha ricordato anche un’esperienza personale vissuta a Londra: «Quando andai a vedere il museo di Sherlock Holmes trovai solo due stanzette, ma centinaia di persone appassionate. L’indotto turistico nasceva proprio da lì». Per Artoni, «panchine e vasi di fiori non rappresentano una vera riqualificazione» e non è opportuno «demandare qualcosa al futuro».

De Vincenti ha ribadito che l’intenzione della maggioranza non è quella di respingere la proposta. «Si è sempre convinti che la maggioranza butti via le mozioni della minoranza. Per noi il museo all’aperto è limitativo, è solo un punto di partenza. Il progetto deve essere di più largo respiro. Se io sono di Gallarate e non sono appassionato di Piero Chiara, non vado nel centro storico. Via Cavallotti ha bisogno anche di altro e va valorizzata in modo più ampio. La mozione emendata va proprio in questa direzione».

Nel dibattito è intervenuto anche il capogruppo de “La Nostra Luino”, Marco Massarenti, chiedendo se l’Amministrazione avesse già individuato un progetto da candidare al bando ministeriale. L’assessore alla Cultura Alessandra Brignoli ha risposto: «Abbiamo un’idea ma ne stiamo parlando in questi giorni. L’obiettivo è la valorizzazione dell’intero centro storico con un festival che unisca arte, musica, letteratura e commercio, rendendo vive le vie del centro non solo come memoria di un passato prestigioso, ma anche come presente, con la via degli artisti e la via degli artigiani. Un progetto per coniugare memoria, presente e futuro».

Il sindaco Andrea Pellicini ha inoltre ricordato un progetto avviato dalla precedente amministrazione relativo alla cartellonistica dedicata a Piero Chiara. «Si tratta di uno studio già realizzato che verrà presentato e messo a dimora nelle prossime settimane. Il percorso è stato più lungo del previsto perché il progetto non era stato condiviso con gli uffici che si occupano della paesaggistica, ma ormai siamo pronti a procedere».

Anche il consigliere di maggioranza Edoardo Castelli ha difeso l’emendamento, spiegando che le modifiche «vanno nello spirito di ampliare il progetto», trasformando il museo all’aperto in una più ampia valorizzazione storico-culturale e prevedendo il coinvolgimento di associazioni e altri soggetti del territorio.

In chiusura Artoni ha sottolineato come il vero obiettivo della mozione fosse quello di creare un percorso condiviso: «Questa mozione non è stata presentata perché io sia bravo, bello o intelligente. Se ci fossimo confrontati prima del Consiglio, ciascuno avrebbe portato idee e proposte per trovare un’unità d’intenti. È questo il modo di operare che avrei voluto».

L’emendamento della maggioranza è stato approvato con 11 voti favorevoli e 5 astensioni. Successivamente il Consiglio comunale ha approvato anche la mozione così come emendata, con lo stesso esito: 11 voti favorevoli e 5 astensioni. Ad astenersi sono stati i componenti dell’opposizione.

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