Il carcere può ancora essere considerato un luogo di rieducazione e di reinserimento sociale oppure rischia di trasformarsi in uno spazio dove la pena perde la propria funzione costituzionale? È attorno a questa domanda che ruoterà l’incontro pubblico organizzato dall’Associazione Popolari Varesini, in programma martedì 7 luglio alle ore 21:00 nella Cripta della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Masnago, a Varese.
L’appuntamento, dal titolo “Facciamoci avanti per riparare la casa comune: il carcere”, rappresenta il secondo momento di approfondimento promosso dall’associazione dopo il primo incontro dedicato al tema della povertà. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rileggere e approfondire i contenuti del “Discorso alla città” pronunciato lo scorso dicembre dall’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, che aveva definito la situazione delle carceri lombarde “intollerabile“, denunciando il sovraffollamento degli istituti penitenziari, il degrado delle strutture e un impianto normativo sempre più orientato alla repressione.
Secondo l’analisi proposta dall’Arcivescovo, le criticità del sistema penitenziario mettono in discussione gli stessi principi sanciti dalla Costituzione, compromettendo sia le condizioni di vita dei detenuti sia quelle del personale di Polizia penitenziaria. A risentirne è soprattutto la funzione rieducativa della pena: percorsi di recupero e reinserimento diventano sempre più difficili da realizzare, mentre ambienti segnati da degrado e violenza rischiano di alimentare esclusivamente rabbia ed emarginazione.
Durante la serata si discuterà anche delle possibili soluzioni avanzate per affrontare l’emergenza carceraria, tra cui la proposta dei Vescovi lombardi di valutare un provvedimento di clemenza per alleggerire il sovraffollamento degli istituti penitenziari.
Ad aprire l’incontro sarà Fabio Passera, consigliere della Provincia di Varese e presidente della Fondazione Popolari Varesini, mentre, a portare il proprio contributo saranno tre relatori con esperienze diverse ma complementari.
Sonia Caronni, criminologa e referente nazionale del gruppo esecuzione della pena del Coordinamento nazionale Comunità Accoglienti, oltre che responsabile dell’area esecuzione della pena e giustizia riparativa della cooperativa “Lotta Contro l’Emarginazione“, opera dalla fine degli anni Novanta nell’ambito delle misure alternative e dei progetti di reinserimento sociale.
Interverrà anche Silvia Polleri, imprenditrice sociale che dopo una lunga esperienza nell’educazione e nella ristorazione ha fondato nel 2003 una cooperativa di catering all’interno del carcere di Bollate, assumendo detenuti ammessi alle misure alternative. Nel 2015 ha dato vita a “InGalera“, il primo ristorante aperto al pubblico realizzato all’interno di un istituto penitenziario e gestito dai detenuti.
Completa il panel l’avvocato Luca Carignola, del Foro di Varese, che esercita prevalentemente nel diritto penale ed è abilitato al patrocinio davanti alle Giurisdizioni Superiori. Si occupa inoltre di diritto civile, con particolare attenzione al diritto di famiglia, alle successioni e alla responsabilità civile, ed è iscritto negli elenchi dei difensori disponibili al patrocinio a spese dello Stato.
L’iniziativa si inserisce nel percorso promosso dai Popolari Varesini per affrontare, con uno sguardo politico e sociale, alcune delle principali fragilità del territorio e del Paese, nella convinzione che anche il tema del carcere richieda un confronto pubblico capace di coniugare legalità, dignità della persona e sicurezza.
© Riproduzione riservata






