Luino | 5 Gennaio 2026

ANPI Luino, addio a una grande partigiana: Ivonne Trebbi

ANPI ricorda Ivonne Trebbi, staffetta partigiana a soli 16 anni: una vita di coraggio, Resistenza e memoria, dalla guerra alla testimonianza lasciata agli studenti di Luino

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(a cura del professor Emilio Rossi) Con grande dolore l’ANPI Luino annuncia la scomparsa di Ivonne Trebbi, emiliana d’origine, varesina d’adozione, «staffetta partigiana», quando aveva solo 16 anni.

Una decisione che nasceva da una fiera avversione al regime fascista. Durante la guerra anche il padre di Ivonne venne richiamato alle armi all’età di 33 anni, lasciando lei, la sorella e la madre sole ed in uno stato di estrema indigenza. Cibo non ce n’era: solo al mercato nero chi aveva soldi poteva procurarselo.

Dopo l’8 settembre del 1943, molti soldati italiani, sbandati a causa del disfacimento del Regio Esercito, si nascondevano nei fossi, cercavano vestiti civili, perché, se catturati dai tedeschi o dai fascisti, venivano accusati di tradimento. Ivonne era giovane, ma si poneva delle domande molto importanti. Con chi stare? Coi fascisti? Coi traditori?

La sua coscienza si ribellava: scelse di diventare staffetta partigiana, a 16 anni. Poteva essere arrestata dai tedeschi, uccisa, ma non poteva rimanere indifferente di fronte a quello che stava succedendo.

Riportiamo di seguito la sua drammatica testimonianza: «Un contributo enorme lo hanno dato i contadini, nei fienili nascondevano i partigiani. Era proibito manifestare per chiedere pane, latte, carne che mancavano. Io come altri abbiamo sabotato, bruciato elenchi anagrafici della provincia di Bologna, per impedire ai nazifascisti di recuperare i nomi dei renitenti. Col cuore tremante, per la paura di essere arrestata, consegnavo volantini, nascosti nel tubo della bicicletta, sabotavo mettendo un pochino di sabbia nei motori delle trebbiatrici. I tedeschi requisivano tutto quello che si produceva».

«Il 5 gennaio del 1945 alle ore 21,00 venni arrestata e fui incarcerata fino al 21 aprile. Mia mamma trascorse 6 giorni in prigione. Fui torturata ma noi parlai mai, non dissi nulla. La partecipazione piena della donna alla liberazione del Paese ha aperto un nuovo periodo di conquiste, di giustizia».

Non va dimenticato, infatti, il ruolo della donna durante la seconda guerra mondiale. C’era un esercito al femminile, dentro la Resistenza: erano attivi Gruppi di difesa, 70mila donne, partigiane e combattenti 35mila, patriote 20mila, arrestate e torturate 4.653, deportate 2750, donne insignite al valor militare medaglia d’oro 15: cifre burocratiche ma la presenza delle donne è stata maggiore.

Il 10 aprile 2019 Ivonne Trebbi ha incontrato gli studenti dell’ISIS «Città di Luino – Carlo Volonté». In quella circostanza aveva lasciato un significativo messaggio ai giovani: «Non bisogna essere indifferenti, bisogna partecipare, questo vale anche oggi, da voi dipende l’avvenire del nostro Paese, studiate la storia perché guai a dimenticare cosa hanno passato le popolazioni, guai a dimenticare questi giorni di grande dolore, mettetevi insieme e partecipate alla vita sociale».

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