«Mentre la politica si limita a proteste di facciata, nessuno dice ai lavoratori frontalieri la verità più amara: questa nuova tassa non è solo un prelievo forzoso, ma un’ingiustizia fiscale che crea cittadini di serie B». Così il dr. Marco Massarenti, candidato sindaco di Luino per “La nostra Luino” e consigliere Nazionale Sanità Unimpresa, denuncia in un comunicato ufficiale i contenuti di un decreto che colpisce duramente il reddito delle famiglie del territorio, introducendo un vero “buco nero” normativo finora ignorato.
Secondo Massarenti, l’obbligo imposto ai lavoratori frontalieri di versare fino a 2.400 euro all’anno per il Servizio Sanitario Nazionale nasconde un doppio danno fiscale inedito. Se un lavoratore dipendente in Italia, pagando l’IRPEF, può detrarre spese sanitarie, farmaci e interessi passivi sul mutuo, il frontaliere, che paga le tasse alla fonte in Svizzera, si trova invece in una posizione paradossale.
Dovrà versare questo contributo obbligatorio senza poter usufruire delle detrazioni fiscali: lo Stato lo considera italiano solo per incassare, ma straniero quando si tratta di riconoscergli i diritti fiscali, creando un corto circuito che viola i principi costituzionali di equità e capacità contributiva.
«Questa misura è solo la punta dell’iceberg di una sanità pubblica in crisi profonda – aggiunge Massarenti -. La realtà è ormai una sanità a due velocità: il pubblico alle prese con liste d’attesa inaccettabili, i cittadini costretti a pagare prestazioni private, e lo Stato che rilancia uno “scotto” proprio sui frontalieri per tappare i buchi di bilancio. Finanziare gli ospedali di confine con i risparmi dei lavoratori è una scelta miope che non fermerà la fuga dei medici verso la Svizzera».
Il candidato sindaco invita a una programmazione strutturale seria, non a provvedimenti punitivi cuciti addosso a chi opera e si sacrifica ogni giorno oltre confine. In vista della sfida elettorale di Luino 2026, Massarenti si impegna a non lasciare soli i frontalieri davanti a questo “pasticcio normativo”: «Non bastano le proteste, serve una battaglia tecnica a livello ministeriale per ottenere che ogni euro versato sia totalmente deducibile o detraibile. Il confine non può diventare il bancomat dello Stato. La salute è un diritto fondamentale e non una tassa di soggiorno per chi lavora onestamente oltrefrontiera».
Dello stesso avviso, dopo l’annuncio della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della tassa sulla salute ai frontalieri, anche il sindaco Enrico Bianchi, il consigliere comunale e capogruppo di “Azione civica per Luino e frazioni”, e i consiglieri regionali dem, Astuti e Orsenigo, si sono espressi in merito, criticando duramente questa decisione.
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