Luino | 1 Ottobre 2026

I figli “so piezz ‘e core” e tirarli grandi costa, ma il Fisco non ti aiuta

La detrazione fiscale è di importo contenuto, attenzione a non superare il limite di reddito per essere a carico. Qui tutte le informazioni utili per i contribuenti che hanno figli

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(di Confcommercio Ascom Luino) I contribuenti che hanno figli fiscalmente a carico di età compresa tra 21 e 30 anni hanno diritto ad una detrazione fiscale, ossia possono ridurre l’Irpef lorda di un certo importo, con il risultato di avere un’imposta da versare più contenuta. Una casistica molto frequente, identica per impostazione alla detrazione per coniuge a carico.

Visto l’elevato prelievo per l’IRPEF, a quanto ammonta la detrazione per figli a carico? E quando spetta?

La detrazione spetta per i figli che abbiano compiuto i 21 anni di età e sino al compimento del 30° anno: nel singolo anno di imposta (es. 2026) non devono aver conseguito redditi per un importo superiore a € 4.000, se fino ai 24 anni di età; questo limite di reddito si riduce a € 2.840 per i figli di età superiore a 24 anni e fino a 30.

Per l’anno 2026 la detrazione totale massima è pari a € 950, quindi, idealmente, € 79 al mese. Ma questo è un importo solo teorico, a beneficio di genitori con redditi bassissimi. In presenza di redditi (ad esempio i genitori sono lavoratori dipendenti) la detrazione, già di importo decisamente contenuto, si riduce ulteriormente.

Ad esempio: i coniugi Rossi hanno un figlio di 22 anni fiscalmente a carico. Hanno ciascuno un reddito di € 20.000 lordo da lavoro dipendente, che corrisponde ad uno stipendio netto mensile di circa 1.250/1.300 €. La detrazione complessiva, annua, spettante per il figlio è pari a € 750, da ripartire al 50% per ciascun genitore. Come si vede, dai potenziali € 950 siamo già scesi a € 750.

Se invece il reddito da lavoro dipendente di ciascun coniuge è pari a € 30.000 (quindi uno stipendio netto di circa € 1.700/1.750) la detrazione si riduce ulteriormente a € 650,00. Chi ha figli sa che ‘tirarli’ grandi, farli studiare, comporta spese che sono di gran lunga superiori a queste detrazioni.

C’è poi un altro aspetto da considerare: se il figlio, per aiutare la famiglia, lavora, bisogna prestare molta attenzione ai limiti di reddito per essere fiscalmente a carico, come abbiamo visto € 4.000 oppure € 2.840 in base all’età. Se il figlio supera questi limiti di reddito la fregatura è doppia: i genitori non possono metterlo a carico (perdendo la detrazione) e non possono nemmeno detrarre le sue spese (ad esempio spese mediche, universitarie, ecc.). Il figlio, a sua volta, avendo probabilmente redditi contenuti, non potrà detrarre nulla per eventuali spese sostenute (es. università), con la conseguenza che la relativa detrazione andrà persa. Doppia mazzata.

E qui c’è una riflessione da fare: sostenere che un figlio non è fiscalmente a carico se percepisce un reddito oltre 4.000 € è molto penalizzante, oltre che poco verosimile. Ancor di più se si ricade nel limite dei 2.840 €. Quest’ultimo importo è dato dalla conversione in euro delle vecchie 5.500.000 lire (1 euro = 1936,27 lire): ora, l’euro è entrato in vigore il 1° gennaio 2002, visto che sono trascorsi 24 anni il limite dovrebbe essere attualizzato all’aumentato costo della vita. Avere oggi importi che risalgono all’epoca della lira non ha più senso: e questo non è l’unico caso.

Insomma, una revisione complessiva dell’impianto di detrazioni e limiti di reddito sarebbe auspicabile.

Cerchiamo ora di rispondere ad alcune possibili domande.

– Per i figli sotto i 21 anni non spetta la detrazione fiscale per figli a carico: si ha diritto invece all’Assegno Unico e Universale. L’assegna spetta per i minorenni mentre, tra 18 e 21 anni, al ricorrere di determinate condizioni.
– Figli con disabilità: l’Assegno Unico spetta senza limiti di età. Dal compimento dei 21 anni, se il figlio è fiscalmente a carico, può spettare anche la detrazione fiscale per figli a carico, senza il limite dei 30 anni previsto per gli altri figli.
– Il limite di reddito di € 4.000 spetta anche se il figlio compie il 24° anno di età nel corso del periodo d’imposta.
– La detrazione per figlio a carico spetta sino al mese precedente a quello di compimento del 30° anno di età.
– Compimento del 21° anno nel corso del periodo d’imposta: la detrazione fiscale spetta dal mese del compleanno, non spetta per i mesi precedenti per i quali veniva erogato l’assegno unico.
– Se ci sono più figli, per ognuno di essi spetta una detrazione fiscale: in questi casi il meccanismo di calcolo, in relazione al reddito dei genitori, diventa più favorevole.
– Per i figli a carico, indipendentemente dalla loro età, i genitori possono detrarre, nel proprio modello 730 o Redditi, alcune spese sostenute per il figlio (es. mediche, scolastiche, università, ecc.).

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