Luino | 6 Ottobre 2023

Volantini pubblicitari e frode fiscale per milioni di euro, ecco come funzionava il sistema

Un giro di affari fittizio, quello scoperto dalle Fiamme Gialle di Luino tra Verbano e Ticino, per aggirare il fisco nella gestione del volantinaggio porta a porta. Diversi luinesi coinvolti

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Un sistema studiato e collaudato per emettere fatture sovrastimate per servizi di volantinaggio pubblicitario, casa per casa, da parte di società terze, che venivano svolti su commissione di importanti clienti, come catene di supermercati e di negozi noti in tutta Italia. L’unico obiettivo era quello di pagare considerevolmente meno le tasse dovute al fisco.

Questo meccanismo di frode fiscale è stato smascherato negli scorsi giorni, dopo mesi di verifiche accurate e indagini, da parte della Guardia di Finanza della Compagnia di Luino, come spiegato ieri, e che riguarda proprio l’alto Varesotto e il Luinese, con il coinvolgimento di alcuni soggetti residenti sul territorio.

Le indagini sono nate da segnalazioni per operazioni sospette dalla banca dati del SIVA (Sistema Informativo Valutario), che ha permesso agli uomini della Squadra Operativa Volante di poter ricostruire il giro di affari avviato da una società “capogruppo”, con sede a Luino, e che interessa tutta la rete, con ramificazioni non solo in Lombardia e Piemonte, tra Milano, Lecco, Como, Monza, Busto Arsizio e Novara, ma anche al Sud, tra Benevento e Potenza.

L’operazione “Volantino Imbucato” ha così portato ad accertare la presenza di numerose ditte individuali e SRL (quindici in totale), tutte riconducibili a soggetti di origine pakistana, nullatenenti o che ricevevano prestazioni sociali agevolate, che non possedevano alcun tipo di struttura operativa per effettuare il servizio di volantinaggio e per giustificare gli ingenti importi delle fatture emesse per il lavoro richiesto.

Nonostante questo, il volantinaggio veniva presumibilmente effettuato regolarmente, garantendo agli importanti clienti il servizio per il quale, mensilmente, pagavano laute somme alla società “capogruppo”, che successivamente affidava il “porta a porta” a queste ditte terze.

Un sistema, quindi, studiato nei minimi dettagli per diminuire contabilmente l’effettivo guadagno, gonfiando i costi del servizio ricevuto dalle ditte coinvolte, per pagare meno imposte dovute, con una sovrastima delle fatture accertata all’incirca dalle Fiamme Gialle per il 40%.

E così, a causa di questi gravi indizi di colpevolezza, anche per vari tentativi di svuotamento di alcuni conti correnti, il Pubblico Ministero ha disposto il sequestro d’urgenza di beni per un importo complessivo di oltre 3 milioni di euro e la contestuale perquisizione personale, locale e informatica, nei confronti degli indagati e della società coinvolta. In una di queste perquisizioni all’interno di un’abitazione un cane ricerca valuta, normalmente impiegato al controllo passeggeri in transito all’aeroporto di Malpensa, ha scovato 11mila euro in contanti, tutti in pezzi da 50 euro, accuratamente confezionati e nascosti.

Dal 2019 al 2023, in quattro anni, questo sistema è riuscito ad occultare al fisco, in base alle cifre constatate dalle Fiamme Gialle luinesi, una base imponibile pari complessivamente a oltre 10 milioni di euro, anche utilizzando prelievi di denaro o bonifici effettuati verso conti correnti esteri di società in disponibilità dei soggetti coinvolti nelle indagini.

E sono stati proprio questi movimenti sospetti, utili ai coinvolti per provare ad aggirare il fisco, a permettere alla Guardia di Finanza di compiere un complessa operazione e recuperare milioni di euro da versare nelle casse dello Stato.

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