Varese | 24 Novembre 2024

Bordonaro e il ricordo di Maroni: «Bobo vive»

La lettera del segretario della Lega di Varese dedicata all'ex ministro, a due anni dalla sua scomparsa. «Mi manca la sua capacità di essere uno di quelli che cambiano il mondo ad ogni occasione»

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Pubblichiamo di seguito la lettera inviata alla redazione da Marco Bordonaro, segretario della Lega di Varese, e dedicata al ricordo di Roberto Maroni, a due anni dalla sua scomparsa 

A me i “coccodrilli” provocano la gastrite, e solo oggi, dopo due anni e due giorni, mi sento in dovere di scriver qualcosa. Partiamo dal fatto che non ho frequentato il Liceo Classico Cairoli di Varese come Roberto Maroni. Buona parte della Varese che conta (…pur avendo studiato poca matematica) si è diplomata lì, mentre io sono orgogliosamente andato all’altro Liceo cittadino, lo scientifico Galileo Ferraris.

E proprio Roberto Maroni m’ha dovuto insegnare, a me che non ho mai avuto il greco antico tra le materie di studio, la differenza che gli antichi attribuivano alle due nozioni di tempo, Chronos e Kairos: oggi sono passati due anni di “Chronos”, di ordinario e banale scorrere del tempo, dalla scomparsa di Bobo, ma sembra passata un’eternità, il mondo è diventato un posto frenetico.

Facendo un bilancio escludendo con difficoltà l’aspetto umano, ci manca soprattutto la sua capacità di essere uno di quelli che ad ogni occasione cambiano il mondo, cogliendo il momento, senza perdere alcun treno. Kairos, appunto: quando era il momento di agire non mancava. Mai. E forse proprio ciò era la maggior espressione del suo “rito ambrosiano”, fare i fatti e in tempi brevi, in contrapposizione al “rito romano”, che è solo chiacchiere e liturgie.

“L’amministrazione è fatta anche da interlocuzioni” abbiamo sentito dire pochi giorni fa da un politico di sinistra. Bobo, velista ma anche pirata autonomista, alle troppe “interlocuzioni” preferiva mitragliate, sventagliate di fatti concreti, da ministro, da Presidente, da Segretario Federale. E infatti quando si muoveva era “rapido come il vento, maestoso come la foresta, avido come il fuoco, incrollabile come la montagna”, come ha sempre tentato di insegnarci (sempre riconoscendo i crediti a Sun-Tzu).

E’ anche un po’ colpa sua se i varesini, nei palazzi del potere, sono spesso considerati bestie strane, una sorta di tribù di elfi politici con una marcia in più. A proposito, ricordate quel magnifico tandem, quando Attilio Fontana era Sindaco di Varese e Roberto Maroni Presidente della Regione Lombardia? Sono arrivate risorse (per piazza Repubblica, la vecchia Caserma Garibaldi che vorremmo presto “polo Maroni” e per il Teatro, ma non solo ) e soprattutto una visione per un futuro florido e da protagonista della nostra città. Il tandem stava per continuare a parti invertite, e con Fontana Presidente avremmo voluto anche Bobo sindaco di Varese: ma quando gli uomini fanno progetti gli Déi ridono, e il destino è stato assai beffardo, anche per tutti i varesini.

Roberto Maroni manca e mancherà sempre e non solo a noi leghisti, ma forse solo oggi abbiamo capito che è ancora tra noi e, per tanti versi, le sue idee, la sua grinta, il suo “rito ambrosiano” abbiamo imparato più che mai a farli camminare, nel nostro piccolo, anche sulle nostre gambe.

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