La nuova canzone “Quattru dhe Matina”, firmata dal rapper luinese Giostra, è un viaggio emotivo e personale attraverso le sfide e le esperienze di una vita trascorsa tra il Sud e il Nord Italia.
Nel testo, l’artista narra la sua storia familiare e quella di tanti altri che, come lui, hanno lasciato il Sud in cerca di stabilità economica e lavorativa, solo per ritrovarsi a far fronte a pregiudizi e discriminazioni.
«Non racconto questa storia per criticare nessuno – spiega Giostra – Voglio solo far conoscere al mio pubblico un po’ di più di me e di cosa significhi crescere in un contesto di lavoro precario e cambiamenti costanti».
Il brano è accompagnato da un videoclip girato a metà fra Torino e Galatina, e vede la partecipazione speciale della danzatrice Sara Coletta, parte del collettivo salentino di musica tradizionale i Mustisci, molto rinomato nel Salento. Le riprese a Galatina includono anche una speciale collaborazione con il locale “Salumeria di Turno”, che ha ospitato la produzione nel cuore del centro storico della città.
Una parte fondamentale del brano è l’arrangiamento musicale, che si basa su un campionamento della pizzica di San Vito, un omaggio al patrimonio culturale del Sud Italia: «Abbiamo voluto utilizzare la pizzica perché è parte integrante delle nostre radici – spiega l’artista – Rappresenta la forza e la vitalità del Sud, un valore intrinseco che dà spessore al brano».
La produzione musicale è stata curata da Andreway Beatz, mentre il mix e il master del brano sono stati realizzati da Carmelo Petraschi, in arte SJ, rapper e producer che vive in Sardegna. I ritornelli sono interpretati dalla cantante Roberta Rossi, creando un perfetto equilibrio tra rap e tradizione popolare.
La canzone e il video sono stati realizzati in collaborazione con lo staff del blog giornalistico “Tutto al Contrario”, che, attivo da un anno, racconta storie di cultura a 360 gradi. “4 dhe Matina” è, quindi, un progetto che unisce tradizione e modernità, un ponte tra passato e presente, tra il Nord e il Sud.
Nel finale del brano, Giostra rivolge un appello diretto alla politica con queste parole: “Sanità e lavoro, dateci ciò che ci spetta” L’artista spiega che ha scelto di concludere così l’ultima strofa perché sanità e lavoro sono un diritto: «Ci sono persone che aspettano anni per una visita medica, rischiando complicazioni per l’attesa – aggiunge Giostra – E non tutti possono permettersi di rivolgersi ai privati. Allo stesso tempo, il lavoro resta una sfida: contratti spesso precari, inesistenti, senza tutele. Non so di chi sia la colpa di tutto ciò, ma è fondamentale trovare un equilibrio che vada incontro sia agli imprenditori, oberati da tasse pesanti, sia ai dipendenti, che meritano salari adeguati e sicuri, in ogni senso».
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