La notte scorsa sono stati 400 i tentativi di intrusione nell’Eurotunnel da parte di migranti a Calais, in Francia, con il traffico sotto la Manica che e’ stato sospeso per cinque ore per motivi di sicurezza. Il traffico nell’Eurotunnel è stato bloccato, la scorsa notte, dalle 23.30 alle 4.30. Solo oggi Francia e Gran Bretagna si sono accorte che il problema dell’immigrazione è globale e deve essere affrontato da tutta la Ue.

(telegraph.co.uk)
La notte scorsa sono stati 400 i tentativi di intrusione nell’Eurotunnel da parte di migranti a Calais, in Francia, con il traffico sotto la Manica che è stato sospeso per cinque ore per motivi di sicurezza. Lo ha riferito la polizia francese. Il primo assalto si è registrato intorno alla mezzanotte con l’abbattimento di diverse barriere e poi se ne sono ripetuti altri con gruppi numerosi di migranti che fanno pensare ad azioni organizzate e non isolate come era avvenuto in precedenza. Il traffico nell’Eurotunnel è stato interrotto dalle 23,30 alle 4,30 del mattino. Un gruppo di migranti ha anche inscenato un sit-in di protesta su una bretella di accesso alla galleria, a cui hanno partecipato anche due militanti dell’associazione No Border.
Gran Bretagna e Francia: “Problema immigrazione di tutta la Ue”. La Gran Bretagna e la Francia, la prima che promise che non avrebbe accolto sul suo suolo nessuno dei disperati salvati nel Mediterraneo, la seconda che ha bloccato decine di migranti a Ventimiglia sugli scogli di Ventimiglia, assediate ora a Calais da migliaia di altrettanto disperati, si accorgono ora che il problema dell’immigrazione è globale e deve essere affrontato da tutta l’Ue. E’ quanto sostengono in un lettera scritta insieme i ministri dell’Interno di Gran Bretagna, Theresa May e di Francia, Bernard Cazeneuve: “Questa situazione non può essere considerato solo un problema dei nostri due Paesi. E’ una priorità sia a livello europeo che internazionale. Molti di coloro che a Calais stanno cercando di attraversare la Manica sono passati attraverso l’Italia, la Grecia o altri Paesi. Questo è il motivo perchè stiamo chiedendo agli altri Stati membri, e all’intera Ue, di affrontare questo problema alla radice”.
I due ministri, dimostrando scarso senso della realtà, rispetto quello che sta accadendo da anni sulle coste mediterranee italiane e greche, suggeriscono che la soluzione di lungo termine al problema sarebbe quella di convincere quanti vogliono raggiungere l’Europa in cerca di una vita migliore che “le nostre strade non sono pavimentate d’oro”. Meglio tardi che mai?
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