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14 Novembre 2016

Muri “anti-immigrati”, dove vengono innalzate le barriere nel mondo

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Donald Trump rilancia la sua idea di un ‘muro’ anti-immigrati al confine tra Stati Uniti e Messico, mentre in Europa, negli ultimi mesi, per arginare il flusso di migranti ne sono già stati innalzati molti, in particolare nei Paesi balcanici.

Muri "anti-immigrati", dove vengono innalzate le barriere nel mondo

(repstatic.it)

USA-MESSICO: Il confine tra i due Paesi è lungo 3.200 km. Il governo americano ha costruito una barriera lungo un terzo del percorso per bloccare l’immigrazione dal Messico e altri Paesi dell’America centrale. Le prime barriere sono comparse nel 1991 ma nel 1994 gli Stati Uniti hanno ufficializzato il rafforzamento delle operazioni di sorveglianza ed hanno ampliato il muro nel quadro della Operation Guardian.

GRAN BRETAGNA: il 7 settembre scorso le autorità britanniche hanno annunciato di essere pronte a finanziare la costruzione di un muro lungo l’autostrada che costeggia la ‘Giungla’ di Calais, nel nord della Francia, smantellata nei giorni scorsi. Il ‘nuovo’ tratto dovrebbe essere un proseguimento di quello già esistente: sarà alto quattro metri e correrà per un chilometro lungo i due lati dell’arteria stradale.

UNGHERIA-SERBIA: A un anno dalla costruzione del primo ‘muro difensivo’ al confine con la Serbia (175 km di filo spinato, alto 4 metri), l’Ungheria ha annunciato nelle scorse settimane una nuova barriera fortificata anti-migranti lungo la stessa frontiera meridionale.

MACEDONIA-GRECIA: Alla fine del 2015 Skopje ha iniziato la costruzione di una barriera al confine nei pressi di Idomeni, in territorio greco, dove si trova un enorme campo profughi.

CISGIORDANIA: La barriera di separazione israeliana è un sistema di barriere fisiche costruito da Israele in Cisgiordania a partire dalla primavera del 2002 sotto il nome di security fence allo scopo di impedire fisicamente l’intrusione dei terroristi palestinesi dopo la stagione degli attentati suicidi in Israele. Questa barriera, il cui tracciato di circa 700 km è stato ridisegnato più volte a causa delle pressioni internazionali, consiste in una successione di muri, trincee e porte elettroniche. Il progetto ha suscitato grande controversia. Nel 2004 la barriera è stata definita illegale dalla Corte Internazionale di Giustizia all’Aja.

BOTSWANA-ZIMBABWE: Il Botswana ha annunciato nel 2003 la costruzione di una barriera elettrica metallica al confine con lo Zimbabwe. Lunga 500 chilometri per un’altezza di due metri, ufficialmente è stata edificata con lo scopo di prevenire la diffusione tra il bestiame di malattie infettive da altri Paesi. Di fatto la barriera elettrica voleva essere una barriera dai civili in fuga dal vicino Zimbabwe.

ARABIA SAUDITA-YEMEN: Riad ha costruito un muro di cemento al confine con lo Yemen, equipaggiato con le più sofisticate e moderne apparecchiature elettroniche di sorveglianza. Il muro dovrebbe ‘proteggere’ il Paese dagli immigrati provenienti dallo Yemen. Il re saudita Abdallah ha anche annunciato la costruzione di quasi 900 chilometri di barriere e posti di controllo a difesa dalle infiltrazioni jihadiste dello Stato Islamico dall’Iraq.

CEUTA E MELILLA: Nelle due enclavi spagnole situate in Marocco, oltre lo Stretto di Gibilterra, sono state edificate due barriere di filo spinato – rispettivamente di 8,2 km e 12 km – per bloccare l’accesso in massa degli immigrati che vogliono raggiungere l’Ue. Costruite alla fine degli anni Novanta, da allora sono state innalzate fino a raggiungere l’altezza di 6 metri. (ADNKRONOS)

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