All’inizio del consiglio comunale di questa sera, durante gli interventi prima dell’ordine del giorno, vi è stato un momento di commozione grazie al ricordo che l’assemblea ha riservato a Giuseppe Peppo Gualtieri, venuto a mancare negli scorsi mesi, e a don Giorgio Ferrario, spirato tragicamente lo scorso 6 febbraio.
A prendere la parola per prima è stata l’assessore Serena Botta: «Questa sede è senza dubbio il luogo ideale per ricordare Peppo Gualtieri, che ha rappresentato sempre in modo impeccabile il municipio, ha sempre lavorato in municipio per il municipio. Penso sia sempre bello quando una persona viene identificata per il lavoro che fa, Peppo lo ha fatto con l’anima e non è una cosa così scontata».
«Il lavoro è una delle parti più importanti della vita – ha proseguito Botta -. Si è sempre impegnato al massimo e ha compiuto il suo lavoro con estremo orgoglio. È grazie a persone come lui che amministrazioni, Comuni e comunità vanno avanti un pochino meglio nelle loro attività, è stato un piacere lavorare con lui. Voglio ricordare una serata in pieno Covid, quando soffriva vedendo Palazzo Verbania chiuso: mi ha messo la mano in spalla dicendomi “Torneremo a riempirlo Serena“. Era felice quando si riempiva per eventi e manifestazioni, mi mandava sempre un messaggino dopo le attività dicendomi “È andato tutto bene, buonanotte“».
Ad unirsi al suo cordoglio il dottore e consigliere comunale Franco Compagnoni, ricordando anche don Giorgio Ferrario: «Il tributo del consiglio comunale è doveroso per come la città lo ha percepito. È sempre stato disponibile e si è impegnato con amore. Questo è il modo migliore per ricordarlo per quello che ha fatto per la comunità. Negli scorsi giorni ci ha lasciato anche don Giorgio Ferrario, parroco di Curiglia, che è stata una figura che ha attraversato generazioni molteplici non solo per il servizio sacerdotale, ma anche formando centinaia e centinaia di studenti».
«Aveva una dimensione ecclesiastica di rilievo e aveva fatto una scelta territoriale rimanendo a Curiglia tutta la vita – ha commentato ancora Compagnoni -. Infine vorrei ricordare la sua laurea in teologia, in lettere e filosofia, un uomo colto con una grande passione per la politica che ha avuto anche una funzione di cerniera collante per la comunità. Non mi sono mai spiegato come un uomo come lui potesse tifare Juventus (ha concluso ironicamente, ndr)». Anche il consigliere Furio Artoni ha voluto esprimere un pensiero nei loro confronti.
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