Novità per quanto riguarda l’accordo Italia-Svizzera sulla tassazione dei lavoratori frontalieri, dopo il Consiglio dei Ministri che si è riunito ieri pomeriggio, a Palazzo Chigi. Il nuovo Governo, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, ha approvato un disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell’Accordo.
Tra i punti della normativa approvata, «si definiscono le aree di frontiera, che per quanto riguarda l’Italia sono le Regioni Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano», «si stabilisce il metodo della tassazione concorrente» e, non da ultimo, «si prevede un regime transitorio per i lavoratori frontalieri residenti in Italia che lavorano in Svizzera o che vi hanno lavorato a partire dal 31 dicembre 2018, ai quali si applica il regime di tassazione esclusiva in Svizzera fino alla data di entrata in vigore dell’Accordo».
Sin dal 2020, l’obiettivo è quello di evitare le doppie imposizioni e di regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, sebbene sia evidente e chiaro il ritardo dell’iter procedurale, soprattutto ai parlamentari italiani del Varesotto come il senatore Alessandro Alfieri e i deputati Andrea Pellicini e Stefano Candiani.
Se sarà approvato l’accordo andrà a sostituire il precedente del 1974 e andrà a rispondere all’esigenza di aggiornare e adeguare il quadro giuridico-fiscale. Infine, a differenza del precedente, il testo disciplina anche il trattamento economico dei frontalieri svizzeri che lavorano in Italia.
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