Luino | 13 Ottobre 2022

Luino, “Star Trash”: in via Cavallotti opere d’arte “spaziali” che danno nuova vita ai rifiuti

Astronavi e basi spaziali costruite con materiali di recupero sono le protagoniste dei lavori di Attilio Colombo: un’unione di arte, fantasia e riciclo che piace anche ai più piccoli

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Lo spazio e via Felice Cavallotti, a Luino, sembrano due mondi completamente inconciliabili: uno legato alla storia della città, che porta ancora le tracce del passato e degli antichi mestieri, e uno proiettato verso il futuro, tra scienza e ingegneria.

A unirli, in un modo del tutto inedito e particolare, è però l’arte. Non solo, arte legata a doppio filo alla sostenibilità e al riciclo.

Chi, infatti, entra sotto l’arco che conduce verso lo storico colorificio – sebbene già incuriosito da due opere ben visibili dalla strada – si trova circondato da installazioni che riproducono astronavi, basi spaziali, paesaggi lunari o di pianeti, tutti realizzati con materiali di recupero: si tratta di Star Trash, una piccola esposizione personale di Attilio Romano Colombo il cui titolo si rifà esplicitamente alla celebre saga Star Wars, di cui l’artista luinese è appassionato.

Trovare un modo diverso di dare nuova vita a rifiuti che, altrimenti, finirebbero smaltiti o, peggio, andrebbero ad aggiungersi ai tanti che già inquinano e danneggiano l’ambiente: questo il punto di partenza per la realizzazione di queste opere, nate con l’obiettivo di prevenire lo spreco e, a catena, ridurre il consumo di materie prime, l’utilizzo di energia e l’emissione dei gas serra associati alla produzione. E, nello stesso tempo, anche per dare sfogo all’immaginazione facendola uscire dagli schemi e «prendendosi la libertà di sognare» guardando quella che a prima vista sembrerebbe solo “semplice spazzatura” e provare a giocarci per trasformarla in “scARTI spaziali”.

«Mi sono ritrovato con un sacco di flaconi di disinfettante e di altri prodotti, tutti oggetti che altrimenti sarebbero dovuti finire in discarica – ci ha raccontato Colombo – Con un po’ di inventiva e creatività, unita al desiderio di evasione, da due o tre anni ho iniziato ad assemblarli e ho creato una cinquantina di modelli».

E i bambini che entrano nella corte di via Cavallotti sgranano gli occhi nel vedere le installazioni, tanto che l’artista ha deciso di realizzare alcuni modellini da regalare loro, nominando ciascuno comandante della sua astronave personale con tanto di “tesserino”: «È una soddisfazione vederli andar via tutti contenti». Segno che la fantasia, nonostante i tempi difficili, esiste e resiste, dai più piccoli ai più grandi.

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