Riceviamo e pubblichiamo una nota inviata dal capogruppo di “Azione civica per Luino e Frazioni”, Furio Artoni, sul tema della chiusura delle scuole e delle fatiche che le famiglie si sono trovate ad affrontare in queste settimane di forzata didattica a distanza.
A commentare la situazione, con Artoni, anche Sonia Danasi, “assessore ombra” alla salute e al sociale.
Ecco l’intervento integrale.
Non può che farci piacere che molti amministratori pubblici, ora prendono posizione sulla riapertura delle scuole. Comuni vicino a Luino che dopo il pubblico dibattito sollevato dalle mamme finalmente dicono qualcosa sul tema.
Quale capogruppo di Azione Civica, dopo la lettera a Fontana e la solidarietà espressa alle mamme che manifestano, ho avuto modo di sentire voci “ufficiali” sul tema.
La mia collaboratrice nonché assessore ombra alla salute e al sociale, Sonia Danasi, si è espressa in modo molto chiaro all’interno del nostro gruppo dando direttrici precise: “Non si nega nulla. Si sostengono le mamme, i loro figli e le loro famiglie. Non è possibile affermare che ci si deve abituare alla didattica a distanza. Ci può adeguare per un periodo limitato, ci si adegua a superare la malattia, non a conviverci. È stato cancellato il concetto di scuola con le sue valenze sociali ed educative. Tutelare le strutture sanitarie e le scuole. È da anni che le influenze stagionali rendono difficile gestire i posti letto negli ospedali, anche a Luino. Partiamo dalle strutture scolastiche e sanitarie, partiamo da chi sarà il nostro futuro. Stiamo vivendo il risultato di un sistema sanitario allo sbando”.
Ci permettiamo di dire che l’Ospedale di Luino non è esente dalla situazione difficile in cui versa la sanità, anzi.
Se si afferma che le baby-sitter risolvono il problema della didattica a distanza, mi spavento. Primo, chi le paga? E in secondo luogo: ma non siamo in una zona dove non è possibile avere contatti con altri? E andiamo ad inserire una persona estranea in un nucleo familiare con le conseguenze di eventuali contagi con gente sconosciuta? Ma allora è meno rischioso aprire la scuola.
Qualcuno mi deve anche spiegare perché in Svezia senza confinamento, abbiamo il tasso mortale più basso d’Europa. Andiamo ad analizzare questo Paese e seguiamo le loro scelte: negozi aperti sempre, restrizioni molto limitate, scuole sempre aperte. Anche se adesso il Consiglio d’Europa per ragioni politiche e non di salute, sta spingendo la Svezia ad assumere altre posizioni. Purtroppo la politica è anche questo.
Ben venga un confronto pubblico sulla tematica delle scuole. Se serve a trovare soluzioni compatibili con una crescita equilibrata e sana dei nostri figli.
Resta comunque una domanda fondamentale: chi può preoccuparsi e avere più a cuore la salute dei minori? Il buon ministro o le madri dei piccoli? A meno che i nostri ministri pensino che le mamme siano tutte delle irresponsabili e quindi questi governanti intervengono anche tra le nostre pareti domestiche.
Sono convinto che le mamme che hanno manifestato a Varese, a Luino e in tutta Italia, hanno sicuramente maggiore buon senso e capacità amministrativa di certi nostri governanti dei quali meriterebbero di prendere il posto e questo lo affermo con assoluta convinzione.
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