“La mia casa non è la scuola“. È questa la nuova frase comparsa sugli striscioni di tanti balconi del territorio luinese, in segno di protesta da parte di diverse famiglie, che ancora una volta si rivolgono al Governo e a Regione Lombardia, per chiedere ulteriormente la riapertura delle scuole e il ritorno sui banchi dei loro figli.
La zona rossa in Lombardia, entrata in vigore dal 15 marzo scorso, ha infatti imposto la chiusura di tutti gli istituti di ogni ordine e grado, e sta causando disagi e problemi a tanti genitori che, quotidianamente, devono gestire i loro impegni lavorativi e la didattica a distanza dei loro figli.
“Oltre ad aver partecipato in tanti alla manifestazione di domenica a Varese – commentano alcune mamme ed alcuni papà -, continuiamo a far sentire la nostra voce con queste piccole iniziative, ma che per i nostri bambini e ragazzi sono molto importanti. La scuola è sicura e loro devono tornare in classe con le loro insegnanti e i loro docenti”.
Nella giornata di oggi, invece, è stata la vicesindaca di Luino ed assessore all’Istruzione, Antonella Sonnessa, a tracciare un quadro sociale della situazione, cercando di analizzare il momento e far riflettere le famiglie del territorio, con una lunga testimonianza.
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