Cuveglio | 4 Febbraio 2018

Per Cuveglio e Duno continua la strada verso la fusione, pareri diversi per gli altri comuni

All''incontro di venerdì sera hanno partecipato una cinquantina di abitanti. Ecco le posizioni di Cassano, Masciago, Rancio, Cuvio, Casalzuigno e Castello Cabiaglio

Nasce a Cuveglio un nuovo servizio di
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Nelle scorse settimane avevamo intervistato i sindaci di Cuveglio e Duno, Giorgio Piccolo e Francesco Paglia, che ci hanno delineato la situazione relativa alla fusione dei due loro comuni. Dopo la presa di posizione di “Progetto Comune”, negli scorsi giorni, venerdì sera il libro “fusione” ha aggiunto un altro capitolo alla sua storia, grazie ad un incontro organizzato da Nicolò Alagna, membro del gruppo di minoranza “Cuveglio da vivere”.

Ad aprire l’incontro è stato proprio Alagna che come sostiene da tempo ritiene pochi gli abitanti pochi per una fusione vera e proprio. “Se è vero che lo stato allarga i fondi da distribuire ai comuni che si fondono, perchè non attendere le elezioni del 2019 prima di andare avanti con l’iter?”. Parere che anche Roberta Tagliati e Sara Ginelli avevano espresso pochi giorni fa. Ma Piccolo conferma quanto detto in passato, vale a dire che non vuole perdere tempo perchè c’è il rischio di perdere finanziamenti e per non sprecare il tempo e il lavoro fatto fino a questo momento.

Diverse le posizioni dei sindaci: se Cuveglio e Duno si dicono favorevoli e hanno avviato l’iter per la fusione, dall’altra parte sono contrari Cuvio e Casalzuigno, mentre Rancio Valcuvia sta valutando la decisione e, invece, Cassano Valcuvia, Masciago Primo e Castello Cabiaglio stanno cercando alleati. Per il sindaco di Masciago Primo, Vincenzo Maffei, la fusione non è una priorità, anche se si è costretti a pensarci, “perchè così non si può andare avanti. I tagli non permettono di garantire i servizi ai cittadini. Sarebbe opportuno unirci a comuni più grandi, che ci traino, lo avevo chiesto a Cuveglio ma nessun passo concreto”. Anche il sindaco di Cassano Valcuvia, Marco Magrini, pensa che la fusione sia indispensabile, allargandola a più realtà: “È questione di visione politica del vivere insieme. Peccato che da parte di Cuveglio sia mancata”. Ma è Marco Galbiati, sindaco di Cabiaglio a tracciare il quadro più pessimista, soprattutto in relazione alla mancanza di personale: “Le convenzioni non bastano, i trasferimenti statali sono diminuiti oltre il 50% in tredici anni. Solo uno psicopatico si presenterebbe come candidato sindaco fra un anno”.

A chiudere è il sindaco di Duno, Francesco Paglia: “Più comuni ci sono più è rischioso, hanno risposto dalla Regione. Noi andiamo avanti, nessuno però ci vieta che altri comuni si possano aggregare. Adesso non possiamo fermarci, vorrebbe dire iniziare daccapo e aver perso tempo inutilmente”.

Nella giornata di venerdì, infatti, proprio i due sindaci Piccolo e Paglia hanno inviato in Regione la documentazione, dando il via ufficiale alla procedura burocratica per la fusione. Ora i prossimi step saranno quelli del confronto con la popolazione fino al 4 aprile, per aggiungere osservazioni ed integrare tutta la documentazione da inviare a Regione Lombardia entro il 15 maggio. Il referendum, invece, si ipotizza possa essere il 30 settembre, anche se la data sarà comunicata da Regione, che entro fino anno si esprimerà sull’esito della consultazione popolare. Se tutto dovesse andare come auspicano i sindaci Piccolo e Paglia, da gennaio 2019 vi sarà il commissario prefettizio, fino alle elezioni per il nuovo comune, che potrebbero essere entro settembre 2019.

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