Luino | 6 Novembre 2026

Assumere personale domestico: da Confcommercio Ascom Luino una sintetica guida pratica per le famiglie

Dalle tipologie contrattuali agli adempimenti INPS e ai vantaggi fiscali: ecco i passaggi essenziali per assumere colf, baby-sitter e badanti

Tempo medio di lettura: 3 minuti

articolo di Confcommercio Ascom Luino

Che si tratti di gestire la casa, seguire i bambini o supportare un familiare con limitata autonomia, rivolgersi a un collaboratore domestico è una scelta comune a moltissime famiglie.

La gestione di un lavoratore domestico è abbastanza articolata: Confcommercio Ascom Luino fornisce assistenza in questo ambito, aiutando le famiglie a rispettare tutti gli obblighi previsti.

Potete contattarci per maggiori informazioni telefonando al n. 0332 543983, oppure inviando una mail a paghe@confcommercioluino.it.

Vediamo ora cosa bisogna fare per assumere un collaboratore domestico.

Tipologia di rapporto e modalità di lavoro

I rapporti contrattuali nel lavoro domestico fanno riferimento principalmente a tre figure:

– Colf
– Baby-sitter
– Badante

Ciascuna di queste attività può essere concordata in modalità a ore (con rientro al proprio domicilio al termine del turno di servizio) oppure in regime di convivenza (vivendo stabilmente presso l’abitazione della famiglia), a seconda delle reali esigenze del nucleo familiare.

Documenti necessari per l’assunzione

Prima di predisporre la documentazione contrattuale occorre raccogliere:

– Documento d’identità, codice fiscale e verifica dell’indirizzo di residenza di datore di lavoro e lavoratore;
– Permesso di soggiorno valido (o ricevuta di richiesta di rinnovo) in caso di collaboratori extra-UE;
– IBAN del lavoratore per il versamento della retribuzione. Il pagamento con bonifico è da preferire;
– Eventuali attestati o titoli professionali (necessari qualora l’inquadramento preveda specifiche qualifiche).Lettera di assunzione e comunicazione telematica all’INPS

La regolarizzazione prevede i seguenti passaggi:

1. La lettera di assunzione: redatta per iscritto e firmata in due copie. Deve indicare ad esempio data di inizio, mansioni, orario concordato, retribuzione pattuita, periodo di prova ed eventuale vitto e alloggio, etc
2. La comunicazione all’INPS: va inoltrata telematicamente tramite il portale dell’INPS (con credenziali SPID o CIE) entro le ore 24 del giorno antecedente l’inizio effettivo del lavoro. Con questo invio si assolvono automaticamente anche gli obblighi verso INAIL e Ministero del Lavoro.
3. Cessione di fabbricato (solo per convivenza): se il lavoratore convive nell’abitazione, entro 48 ore dall’accoglienza occorre presentare la comunicazione di ospitalità/cessione fabbricato all’ufficio di Polizia Municipale del Comune ove si svolgerà il rapporto di lavoro.La gestione ordinaria e i doveri del datore

Nel corso del rapporto, il datore di lavoro è tenuto ad adempiere a compiti precisi:

– Prospetto paga mensile: consegnare ogni mese la busta paga con il dettaglio delle ore svolte e della retribuzione corrisposta (si tratta di un regolare rapporto di dipendenza con maturazione di ferie/straordinari/ 13esima/malattia/maternita’/TFR).
– Contributi trimestrali: versare i contributi previdenziali all’INPS entro le scadenze canoniche (10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre, 10 gennaio), comprensivi della quota obbligatoria per la Cassa Colf (il fondo contrattuale di assistenza sanitaria integrativa e tutele infortuni per dipendente e datore).
– Attestazione annuale dei redditi erogati: rilasciare al dipendente a inizio di ogni anno (o alla cessazione del contratto) il riepilogo delle somme percepite, necessario per consentirgli di presentare la dichiarazione dei redditi.Agevolazioni fiscali per il datore di lavoro.

Mettere in regola un collaboratore domestico consente al datore di lavoro di accedere a importanti benefici fiscali in sede di dichiarazione dei redditi (modello 730 o Modello Redditi), distinguendo tra deduzione dei contributi e detrazione delle retribuzioni:

– Deduzione dei contributi INPS (per colf, baby-sitter e badanti): il datore di lavoro può dedurre dal proprio reddito imponibile IRPEF la quota dei contributi previdenziali rimasta a proprio carico (esclusa la quota trattenuta al lavoratore), fino a un importo massimo di 1.549,37 euro all’anno. Questa agevolazione spetta a prescindere dal livello di reddito del datore e si applica a qualsiasi profilo professionale.
– Detrazione del 19% sui compensi corrisposti (assistenza a persone non autosufficienti): in presenza di un’assistente familiare (badante) assunta per la cura di una persona non autosufficiente (certificata medicalmente o portatrice di handicap grave), è possibile detrarre dall’IRPEF il 19% delle spese retributive sostenute, calcolato su un tetto massimo di spesa di 2.100 euro all’anno (per un risparmio fiscale fino a 399 euro). Per beneficiare di questa detrazione, il reddito complessivo del contribuente non deve superare i 40.000 euro annui.
– Obbligo di tracciabilità (bonifici e pagamenti elettronici): per poter usufruire di quasi tutte le agevolazioni fiscali, sia i versamenti contributivi (effettuati tramite PagoPA) sia il pagamento dello stipendio devono essere rigorosamente tracciabili. È dunque essenziale corrispondere la retribuzione tramite bonifico bancario/postale, assegno o altri strumenti tracciabili, conservando le contabili bancarie insieme alle buste paga firmate dal collaboratore. Inoltre il pagamento tracciabile consente al datore di lavoro di dimostrare, in caso di contestazione, l’avvenuto pagamento dello stipendio. In questa ottica il bonifico è la modalità di pagamento più semplice e ‘completa’, visto che è ben evidente il beneficiario (condizione meno immediata, ad esempio, in caso di assegno).

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