Una misura attesa da tempo dalle imprese e dai lavoratori delle province di Varese, Como e Sondrio: la Camera dei Deputati ha approvato la conversione in legge del decreto fiscale n. 162/2026, che contiene una disposizione destinata a sostenere le retribuzioni dei lavoratori impiegati nelle aziende italiane situate nelle aree di frontiera con la Svizzera.
A darne notizia è il deputato di Fratelli d’Italia e sindaco di Luino Andrea Pellicini, che parla di un passaggio storico per i territori di confine.
Il provvedimento dà attuazione all’articolo 11 della legge 83/2023, collegata all’accordo fiscale tra Italia e Svizzera, prevedendo l’istituzione di un fondo presso la Regione destinato a sostenere economicamente i salari dei dipendenti delle imprese che operano sul territorio italiano.
L’obiettivo è rendere più competitive le retribuzioni offerte dalle aziende locali e contrastare la continua fuoriuscita di manodopera verso il Canton Ticino e gli altri territori svizzeri.
Secondo i dati richiamati da Pellicini, sono circa 80mila le persone che ogni giorno attraversano il confine per lavorare in Svizzera, attratte da stipendi sensibilmente più elevati. Una dinamica che, secondo il parlamentare, rischia di impoverire il tessuto produttivo delle province di confine, mettendo in difficoltà soprattutto le imprese italiane che investono nella formazione di personale specializzato e che successivamente faticano a trattenerlo, a causa della concorrenza salariale delle aziende oltreconfine.
«In questo modo, molto presto, mi auguro già nel corso del 2027, i lavoratori delle aziende site nei territori di frontiera potranno contare su un incentivo sulla loro retribuzione, un vero e proprio assegno di frontiera, destinato in futuro ad aumentare», spiega Pellicini.
Importanti anche le risorse economiche previste: il fondo, che disponeva di 1,6 milioni di euro per il 2025, salirà a 26 milioni nel 2026, con una progressiva crescita fino a raggiungere circa 220 milioni di euro nel 2044.
Per Pellicini si tratta di un riconoscimento concreto delle particolari condizioni economiche e occupazionali dei territori di confine, dove le imprese italiane devono confrontarsi quotidianamente con un mercato del lavoro caratterizzato da differenze retributive significative.
«Una misura storica per i nostri territori, la cui specificità viene finalmente riconosciuta», afferma il sindaco di Luino ricordando il ruolo avuto dalle associazioni artigiane e dagli «imprenditori combattivi» che da tempo chiedono interventi a sostegno della competitività delle aziende locali, citando in particolare Giovanni Locatelli della Ratti, e ringraziando il presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato, e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, per il sostegno alla norma.
Resta ora da tradurre il provvedimento in interventi concreti sulle buste paga. Per le imprese del Varesotto e del Luinese, la possibilità di trattenere lavoratori qualificati rappresenta infatti una questione centrale per il futuro del sistema produttivo locale.
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