Luino | 24 Ottobre 2026

Pellicini: «Imputabili gli over 14». Via libera al patrocinio per le vittime degli infortuni sul lavoro

Il deputato di FdI commenta la stretta sui minori e il via libera al patrocinio legale gratuito per le vittime dei gravi infortuni sul lavoro e i familiari delle vittime

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Due interventi sul fronte della giustizia, tra responsabilità dei minorenni e tutela delle vittime degli infortuni sul lavoro. A commentarli è Andrea Pellicini, deputato di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Giustizia, che esprime apprezzamento sia per la modifica normativa relativa all’imputabilità dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni, contenuta nel decreto approvato dal Consiglio dei ministri, sia per il via libera della Camera alla proposta di legge sul patrocinio legale a spese dello Stato per le vittime dei più gravi infortuni sul lavoro.

Pellicini giudica «assolutamente opportuna» la norma che interviene sull’articolo 97 del Codice penale, prevedendo una presunzione di capacità di intendere e di volere per i giovani tra i 14 e i 18 anni, superabile attraverso la prova dell’incapacità nel caso concreto.

Attualmente, infatti, per i minorenni che hanno compiuto 14 anni la capacità di intendere e di volere deve essere accertata caso per caso ai fini della responsabilità penale. Per i minori di 14 anni, invece, l’articolo 97 stabilisce la non imputabilità.

Secondo il deputato, la modifica tiene conto dei cambiamenti intervenuti nella società e nello sviluppo dei giovani rispetto al 1930, anno di promulgazione del Codice penale.

«I giovani di oggi dispongono infatti, soprattutto in forza degli strumenti digitali, di nozioni e informazioni assolutamente superiori ai loro coetanei del 1930. È quindi normale come ciò influisca sul loro sviluppo, rendendoli soggetti del tutto consapevoli prima della maggiore età», sostiene Pellicini.

Il parlamentare precisa che resterebbe comunque possibile dimostrare l’incapacità di intendere e di volere del singolo minorenne, ma ritiene che la presunzione di capacità debba diventare la regola. Una posizione che sintetizza con un’espressione netta: «Basta alibi».

Il secondo tema riguarda l’approvazione alla Camera della proposta di legge sul patrocinio a spese dello Stato per le vittime dei più gravi infortuni sul lavoro e per i familiari di chi perde la vita.

La misura, sottolinea Pellicini, punta a garantire l’accesso all’assistenza legale indipendentemente dal reddito alle persone rese totalmente inabili in conseguenza di reati commessi con violazione delle norme antinfortunistiche. In caso di decesso, il beneficio è previsto anche per i prossimi congiunti e per il partner affettivo stabilmente convivente, secondo quanto stabilito dalla proposta.

«Chi affronta una tragedia così grave deve poter far valere i propri diritti senza che il costo dell’assistenza legale diventi un ulteriore ostacolo», dichiara il deputato.

Pellicini evidenzia inoltre il valore della collaborazione tra maggioranza e opposizioni nel percorso parlamentare, riconoscendo il ruolo del Governo Meloni e, in particolare, dei ministri Carlo Nordio e Marina Calderone.

Nel commentare il provvedimento sugli infortuni sul lavoro, il deputato richiama la necessità di affiancare alla prevenzione strumenti concreti di tutela per chi subisce conseguenze gravi e per le famiglie colpite da un lutto.

«La prevenzione resta la nostra priorità. Ma la responsabilità delle istituzioni comprende anche il sostegno a chi subisce le conseguenze di un infortunio e alle famiglie che perdono una persona cara», afferma Pellicini.

E conclude: «Nessuna norma può cancellare quel dolore: possiamo però evitare che alle difficoltà della perdita si aggiunga la rinuncia a cercare giustizia».

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