Orino | 12 Ottobre 2026

Orino, un investimento da 600mila euro per la sicurezza del Bulgherone

Grazie al bando “Dissesti”, il Comune ha ricevuto un finanziamento da 540mila euro per gli importanti interventi sul torrente, e non solo. Previsti anche lavori su sentieri e manufatti storici

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600mila euro per mettere in sicurezza il territorio e intervenire su uno dei punti più delicati del versante a monte del paese di Orino: è questa la cifra prevista dal progetto definitivo-esecutivo del Comune per il riassetto idrogeologico e la regimazione idraulica del torrente Bulgherone e dei suoi affluenti.

Un intervento che parte da una situazione di criticità emersa con particolare evidenza dopo le intense precipitazioni che hanno colpito il territorio, culminate negli eventi del 7 giugno 2020, e con un quadro – tracciato dai tecnici – che parla di erosioni, trasporto di materiale, franamenti superficiali e occlusioni delle linee di drenaggio: tutti fenomeni che possono aumentare considerevolmente il rischio di dissesti lungo il versante e nei corsi d’acqua.

Grazie all’incremento dei fondi disponibili del bando Dissesti 2024, approvato alla fine di luglio dalla Giunta di Regione Lombardia, l’opera sarà finanziata con 540mila euro e per questo, da parte del sindaco Federico Raos, c’è un ringraziamento sentito agli assessori regionali Massimo Sertori e Romano La Russa.

Il cuore del progetto è rappresentato dal torrente Bulgherone, che scende dal massiccio del Campo dei Fiori verso l’abitato di Orino: nel tratto a valle del corso d’acqua, spiegano dal Comune, sono presenti delle opere di regimazione, tra cui murature in pietrame e soglie trasversali, alcune delle quali risultano però parzialmente crollate. Non solo, anche il Riale presenta problemi: la vecchia vasca di laminazione, pensata per contenere e rallentare il deflusso delle acque, è attualmente satura del materiale trasportato dal torrente, mentre, più a valle, sedimenti e vegetazione contribuiscono a ridurre la funzionalità del sistema di drenaggio.

Ecco allora che il progetto dell’amministrazione orinese punta, da un lato, a riportare in efficienza le opere esistenti e, dall’altro, a realizzare nuovi interventi di controllo della corrente.

Per quanto riguarda il Bulgherone, è prevista la realizzazione di soglie di fondo, di opere di consolidamento delle sponde e di interventi sull’alveo. Particolare attenzione sarà dedicata al tratto vicino alla tombinatura, dove il progetto prevede l’allargamento della sezione per circa 30 metri, il consolidamento delle sponde e del fondo e la realizzazione di otto traverse per trattenere il materiale trasportato dall’acqua.

Sul Riale, invece, verranno ripristinate le sponde e il fondo del tratto già regimato. Nella parte naturaliforme sono previste delle opere che saranno realizzate con tecniche di ingegneria naturalistica, mentre verrà rimossa la vegetazione caduta nell’alveo e quella ritenuta instabile. Previsto anche lo svuotamento, il consolidamento delle murature e la sistemazione dei punti di ingresso e uscita dell’acqua della vasca di laminazione.

Ma i lavori non riguarderanno solo la sicurezza idraulica: nella stessa zona, spiegano sempre dal Comune, verrà riaperto il sentiero, sarà realizzato un nuovo ponticello pedonale al posto di quello crollato e verrà sistemata la viabilità interessata dal deflusso delle acque.

Tra queste opere, poi, c’è spazio anche per la memoria del territorio: alcuni manufatti storici in pietra lungo il sentiero saranno sottoposti a interventi di pulizia, consolidamento e restauro, con l’obiettivo di recuperarli e renderli nuovamente fruibili.

Il quadro economico prevede 400mila euro per i lavori, compresi gli oneri della sicurezza, ai quali si aggiungono 200mila euro di somme a disposizione. Il totale complessivo dell’intervento raggiunge così i 600mila euro annunciati all’inizio.

L’obiettivo indicato nel progetto del Comune di Orino è chiaro: intervenire prima di tutto sulla sicurezza del bacino del Bulgherone, riducendo le criticità legate all’erosione, al trasporto di materiale e al deflusso delle acque. Ma, nello stesso tempo, recuperare una porzione di territorio oggi segnata dal dissesto, rendendo nuovamente accessibili sentieri, percorsi e manufatti che raccontano la storia della zona.

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