Anche il Comune di Cuveglio è rientrato nelle assegnazioni del bando “Dissesti 2024” con cui Regione Lombardia ha erogato importanti fondi anche a molte amministrazioni dell‘alto Varesotto per sostenere interventi in materia di rischio idrogeologico.
Il paese della Valcuvia ha ricevuto risorse per 293.272 euro, fondamentali per finanziare un progetto da quasi 326mila euro per la messa in sicurezza del tratto di strada che sale verso il San Martino.
Qui, infatti, dopo alcuni episodi di maltempo avvenuti negli scorsi mesi – l’ultimo dei quali a metà marzo – che hanno causato smottamenti di detriti e massi e la caduta di alberi, la carreggiata è stata inibita alla circolazione per preservare l’incolumità delle persone. Lo ribadisce anche la stessa amministrazione in una nota, sottolineando in particolare l’instabilità della scarpata in quei tratti in cui si sono verificati i movimenti franosi.
Tenendo conto della valenza turistica, storica e ambientale, della presenza di attività silvo-pastorali in quota e della fruizione della chiesa e del Sacrario dei Martiri del San Martino, l’amministrazione di Cuveglio si è attivata – con il contributo economico della Comunità Montana Valli del Verbano e della Provincia di Varese – per mitigare i danni provocati dagli eventi meteorologici del 2025 che hanno ulteriormente danneggiato il percorso stradale con schianti di alberi, barriere di protezione divelte, muri di contenimento e difesa della strada distrutti e cedimento del fondo stradale, oltre a un ulteriore accumulo di materiale franato sulla strada.
Ora, con il trasferimento delle risorse finanziarie dalla Regione, si andrà a intervenire per la messa in sicurezza dei tre punti critici individuati ed evidenziati nel progetto stilato e presentato al Pirellone. L’obiettivo, conferma il sindaco Giorgio Piccolo, è quello di «riportare alla funzione propria la strada, evitando disagi per i cittadini, per gli allevatori, per gli operatori boschivi, per i turisti e per gli escursionisti». I punti critici, spiega il primo cittadino, verranno messi in sicurezza con il posizionamento di reti e la messa in opera di barriere e parapetti: ciò permetterà di riportare alla completa fruibilità la strada, ripristinando l’accessibilità e la fruizione della montagna «che oltretutto – conclude Piccolo – ha un significato profondo nel sentire collettivo».
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